Cinema

Christian De Sica: “A 74 anni ringrazio ancora Gesù quando apro la finestra. La pensione? Se fosse alta starei a casa”

Dalla Vespa alle nipotine, dal cinema comico ai nuovi progetti: l’attore si racconta a Oggi tra ironia, famiglia e voglia di restare “in strada”

di Redazione FqMagazine
Christian De Sica: “A 74 anni ringrazio ancora Gesù quando apro la finestra. La pensione? Se fosse alta starei a casa”

Settantquattro anni appena compiuti, un cinepanettone archiviato e un altro film già in testa. Christian De Sica non rallenta. Al settimanale Oggi racconta un momento della vita in cui il bilancio non è nostalgico: “Il mio è il mestiere più bello del mondo”, dice senza esitazioni. “Quando apro la finestra dico: ‘Grazie Gesù’”. Reduce dalla nuova serie tv Prime Gigolò per Caso 2 e dopo aver passato le feste a casa del figlio Brando, De Sica è pronto a dirigere e interpretare Fannulloni, tratto dal libro di Marco Lodoli. La voglia di lavorare resta intatta, altro che pensione: “La prendo già, ma è poca roba, anche se ho cominciato a lavorare a 18 anni. Se fosse alta starei a casa. O forse no”.

La montagna non lo tenta più: “Non scio da tempo, preferisco il mare. Anche se in costume non mi ci metto più: a questa età tocca coprirsi”. A non essere archiviata, invece, è la Vespa. “Così posso vedere le mode che cambiano: per raccontare il mondo devi stare in strada”. La usa anche per andare a trovare la figlia Maria Rosa e la nipotina Bianca, che lo ha reso nonno un anno e mezzo fa: “Con lei faccio cose che non ho fatto con i miei figli. Giochiamo, la porto in giro. È simpaticissima”. Tra i ricordi, anche quello del viaggio di nozze condiviso con il cognato Carlo Verdone. “Carlo aveva paura di viaggiare da solo in aereo, così ha portato anche me e Silvia”. E proprio parlando di Verdone, De Sica coglie una sfumatura malinconica vista nell’ultima stagione di Vita da Carlo: “È vero, nella vita ci sono alti e bassi. Io invece sono un incosciente: ragiono ancora come uno di trent’anni”.

Dopo 115 film, lo sguardo resta curioso anche sui colleghi. “Mi fanno ridere quelli un po’ folli: Max Tortora, Massimo Boldi, Verdone. E Lillo”. Tra le attrici cita Emanuela Fanelli, Angela Finocchiaro e Paola Minaccioni. “Di solito quelle bellissime non fanno ridere: per fare la comica devi saperti prendere in giro, come Franca Valeri o Tina Pica”. Quando gli viene fatto notare che Paola Cortellesi è bella e fa ridere, De Sica sorride. “È un’attrice brillante, alla Monica Vitti. E oggi al cinema ci sono sempre più registe: lo sa che nei finanziamenti danno più soldi se a dirigere è una donna?”.

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