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Venezia, arrestato un agente della polizia locale per l’omicidio del barista 25enne. Il pm: “È stata un’esecuzione”

Il 25enne moldavo era stato trovato morto la mattina del 31 dicembre. Il movente "riconducibile a un contesto criminale legato al traffico di droga"
Venezia, arrestato un agente della polizia locale per l’omicidio del barista 25enne. Il pm: “È stata un’esecuzione”
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Prima ha costretto la vittima a salire in auto sotto la minaccia di un’arma, poi lo ha ucciso con un colpo di pistola ravvicinato alla testa. È quanto ricostruito dai pm e dai carabinieri che hanno arrestato un 40enne, agente della Polizia locale di Venezia, per l’omicidio di Sergiu Tarna, il barista moldavo di 25 anni trovato senza vita la mattina del 31 dicembre scorso in aperta campagna a Malcontenta di Mira, nel Veneziano. Il giovane presentava una ferita da arma da fuoco alla tempia sinistra. “Sicuramente è stata, per le modalità, un’esecuzione. Il colpo è stato sparato in modo ravvicinato e il povero 25enne non ha avuto scampo, è morto sul colpo”, ha detto il procuratore vicario di Venezia, Stefano Ancillotto.

Il 40enne avrebbe agito in concorso con un soggetto al momento ancora ignoto. Come rendono noto i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Venezia, è plausibile che il movente dell’omicidio “sia riconducibile ad un contesto criminale legato al traffico illecito di stupefacenti nell’ambito del quale la vittima sarebbe rimasta coinvolta”.

All’arresto si è arrivati dopo un’articolata indagine anche con l’analisi di oltre 200 ore di filmati estrapolati dai vari sistemi di videosorveglianza pubblici e privati. Così è stata individuata un’auto, riconducibile alla persona arrestata, “presente sulla scena del crimine in un lasso temporale compatibile con l’orario dell’omicidio”. Il 25enne era appena uscito dal bar di Venezia-Chirignago, quando è stato “costretto a salire con la forza e sotto la minaccia di una pistola per essere condotto sul luogo del delitto”.

Dopo l’omicidio l’indagato, rendono noto i carabinieri, si è allontanato dal territorio nazionale, rifugiandosi temporaneamente in Spagna nel tentativo di sottrarsi alle ricerche. Ha però fatto rientro in Italia nella tarda serata del 5 gennaio. È stato così rintracciato nei pressi della sua abitazione, poco distante dal luogo del delitto, la notte del 6 gennaio, quando è stato arrestato.

Il 40enne si trova adesso alla Casa Circondariale “Santa Maria Maggiore” di Venezia. L’indagine adesso prosegue per individuare il complice della persona sottoposta a custodia cautelare in carcere per il reato di omicidio.

Il corpo di Tarna era stato rinvenuto in un terreno agricolo al confine tra i comuni di Mira e Marghera, vicino a un canale di navigazione. Fin dai primi rilievi, gli inquirenti avevano escluso l’ipotesi di una morte accidentale, orientando le indagini verso l’omicidio. L’identificazione della vittima è stata possibile grazie al recupero dei documenti e di alcuni effetti personali rinvenuti sul luogo del ritrovamento. Sergiu Tarna risultava residente nel Veneziano e lavorava come barman. I familiari del giovane sono stati poco dopo rintracciati e informati dell’accaduto. Gli investigatori sono ora in attesa degli esiti degli accertamenti medico-legali, che dovranno chiarire con precisione le cause del decesso.

Sui social network il caso ha suscitato un’ondata di cordoglio, concentrata in particolare attorno al profilo Facebook della madre di Sergiu Tarna, Anastasia Burghelea, che ha condiviso un messaggio dedicato al figlio, accompagnato dall’immagine di un nastro nero e di una candela. Il post ha raccolto in poche ore centinaia di commenti di vicinanza e solidarietà, soprattutto da parte della comunità moldava. Accanto alle espressioni di dolore, sui social sono comparsi anche appelli per sostenere la famiglia nelle spese legate alle esequie e agli aspetti legali, mentre continua la richiesta di chiarezza su quanto accaduto.

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