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Omicidio del capotreno a Bologna, il sospettato fermato e rilasciato dopo il delitto: la ricerca non era ancora partita

A bordo di un regionale Bologna-Milano, Marin Jelenik è stato fatto scendere a Fiorenzuola verso le 20 perché molesto. Identificato e rilasciato dai carabinieri, ha poi raggiunto Milano. Le ricerche proseguono
Omicidio del capotreno a Bologna, il sospettato fermato e rilasciato dopo il delitto: la ricerca non era ancora partita
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Il ricercato per l’omicidio del capotreno Alessandro Ambrosio, dopo il delitto è salito su un treno regionale da Bologna per Milano. A bordo l’uomo, il croato Marin Jelenik, sarebbe stato molesto e aggressivo, anche con il personale del treno. Secondo quanto apprende l’Ansa sarebbe stato quindi fatto scendere a Fiorenzuola (Piacenza), poco prima delle 20, per essere preso in consegna dalle forze dell’ordine, in relazione al comportamento sul treno. A quel punto i carabinieri lo hanno identificato e poi rilasciato. In quel momento, è stato riferito da fonti informate, non erano state ancora diramate le note di segnalazione per le ricerche.

L’identificazione del sospettato sarebbe infatti avvenuta almeno un paio d’ore dopo il ritrovamento del corpo, avvistato intorno alle 18:30-19 di lunedì 5 gennaio da un collega dipendente di Italo. Identificazione avvenuta grazie alle telecamere che avevano ripreso Jelenik alle ore 18:03 nell’atrio della stazione e, più tardi, nello spostamento dal binario uno verso il luogo del delitto: dalle immagini lo si vede seguire la vittima dopo il suo arrivo in stazione per un lasso di tempo significativo e apparentemente senza motivo. Una volta identificato è partita la ricerca a 360 gradi e in particolare nelle stazioni ferroviarie. Un primo intervento è stato condotto allo scalo ferroviario di Piacenza sul regionale 3930, dove alcune segnalazioni indicavano la sua possibile presenza, compatibile con l’ipotesi della fuga in direzione Milano, forse con una sosta a Fiorenzuola. Ipotesi ora confermata.

Come è stata confermata anche la ripresa del viaggio verso il capoluogo lombardo, che da Fiorenzuola richiede almeno un’ora di tempo e fino a due a seconda del treno. Nel pomeriggio del 6 gennaio l’agenzia LaPresse ha infatti riferito di avvistamenti anche a Milano, dove sarebbe quindi arrivato nella tarda serata di ieri scendendo alla Stazione Centrale (foto), dove è stato avvistato, ma non è chiaro se sia ancora a Milano o abbia già lasciato la città. Il 36enne croato, un senza fissa dimora e legami sul territorio italiano, è già noto alla Polizia Ferroviaria per precedenti relativi al porto di armi da taglio e identificato in svariate circostanze in ambiti ferroviari siti in tutto il Nord Italia.

La vittima, il capotreno 34enne Alessandro Ambrosio, è stato accoltellato a morte mentre andava a prendere la sua auto nel parcheggio riservato ai dipendenti delle ferrovie nei pressi della stazione di Bologna, probabilmente raggiunto alle spalle. Il corpo è stato rinvenuto nell’area esterna nei pressi del piazzale Ovest, lungo viale Pietramellara. Ambrosio, residente ad Anzola dell’Emilia, era dipendente della società Trenitalia con la qualifica di addetto al controllo sui convogli Intercity. Col magistrato Michele Martorelli si sono messi subito al lavoro la polizia scientifica e la squadra mobile.

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