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Francesca Crimi di “Ore 14” aggredita a Crans-Montana con l’acqua gelida e una temperatura di -10 gradi. “Atto vigliacco”: tuona Milo infante. L’azienda: “Inaccettabili atti di intimidazione. Ferma condanna”

Anche Domenico Marocchi con la sua troupe di “Uno Mattina News” e il collega Alessandro Politi di “Storie Italiane” vittime di atti di intimidazione

di Redazione FqMagazine
Francesca Crimi di “Ore 14” aggredita a Crans-Montana con l’acqua gelida e una temperatura di -10 gradi. “Atto vigliacco”: tuona Milo infante. L’azienda: “Inaccettabili atti di intimidazione. Ferma condanna”

Oltre al giornalista Domenico Marocchi con la sua troupe di “Uno Mattina News” e il collega Alessandro Politi di “Storie Italiane”, anche Francesca Crimi di “Ore 14” è stata aggredita a Crans-Montana, in Svizzera. Tutta l’informazione infatti è schierata per raccontare il devastante incendio che è divampato nella notte di Capodanno all’interno del bar Le Costellation, provocando una terribile tragedia con un bilancio drammatico.

Le persone decedute sono 22 cittadini svizzeri, 8 francesi, 6 italiani. I feriti in tutto sono 116, già identificati. Le indagini sono in corso per determinare le cause del rogo che ha sconvolto la tranquilla località turistica durante i festeggiamenti di fine anno.

Dunque una troupe di “Ore 14”, la trasmissione su Rai 2 condotta dal lunedì al venerdì da Milo Infante, è stata aggredita ieri 5 gennaio a Crans-Montana. Ne dà notizia la trasmissione in una nota spiegando che “la giornalista Francesca Crimi era insieme a Marco Bonifacio quando una persona “vicina ai proprietari di Le Constellation” l’ha colpita con dell’acqua gelida. Erano circa le 17.30 e la temperatura esterna del luogo era di -10 gradi. L’uomo ha aperto una pompa dell’acqua che aveva in mano contro la giornalista bagnandola completamente”.

“Si tratta di un atto vergognoso e vigliacco che colpisce una collega mentre svolge il proprio lavoro” ha commentato il conduttore Milo Infante.

La Rai esprime “una ferma condanna per gli inaccettabili atti di intimidazione e le aggressioni a giornalisti e troupe del Servizio Pubblico impegnati in questi giorni – con grande professionalità e senso del dovere – a seguire gli sviluppi della tragedia che si è consumata a Crans-Montana”. La Rai ribadisce in una nota “il diritto fondamentale dei giornalisti di poter svolgere il proprio lavoro in piena sicurezza, senza subire alcuna forma di violenza o minaccia, ancora di più in una vicenda che ha colpito duramente la comunità italiana e ha suscitato un profondo cordoglio nazionale”.

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