Roger Waters è stato durissimo sul raid americano, voluto dal presidente Donald Trump, in Venezuela con la conseguente deposizione di Nicolás Maduro che con la moglie è stato portato in America per essere processato con le accuse di terrorismo, traffico di droga e di armi.
“Sono le 11 del mattino del 3 gennaio 2026. Siamo tutti sconvolti, sotto shock, – ha scritto l’ex Pink Floyd sui social – per questo selvaggio atto di aggressione dell’impero degli Stati Uniti d’America contro i nostri fratelli e sorelle e compagni in Venezuela, quella grande e meravigliosa espressione della rivoluzione bolivariana”.
E ancora: “Siamo con voi. Nessuno di noi, in nessuna parte del mondo, sostiene ciò che stanno facendo. Quando dico che applauderemmo le vostre azioni nei Caraibi, credo di parlare a nome di una percentuale imprecisata, ma probabilmente del 99% delle persone del pianeta”.
Infine: “Per l’amor di Dio, crescete. Smettete di comportarvi come bambini deficienti in un cortile di scuola. Questo è il nostro mondo, non il vostro. Se fossi un uomo che prega, adesso starei pregando per il presidente Maduro. Non sono un uomo che prega, ma sono un uomo che agisce, e farò tutto ciò che è in mio potere per sostenere il Venezuela, che è un paese sovrano e dovrebbe essere lasciato in pace dai bulli gringo del nord”.
Una posizione che si allinea con altri colleghi come ad esempio Bruce Springsteen che con Trump è stato sempre durissimo: “Non mi importa di cosa pensa di me. È la personificazione vivente dello scopo del 25esimo emendamento (la
successione presidenziale e la rimozione del Presidente in caso di incapacità, ndr) e dell’impeachment. Se il Congresso avesse un minimo di coraggio, lo butterebbe nel dimenticatoio della storia”.