Trending News

“I cori cattolici sono delle lagne tremende. La Chiesa credeva che avrebbe avvicinato la gente alla fede con i giovanotti con la chitarre”: l’analisi di Corrado Augias

Il divulgatore interviene sul tema della musica sacra in vista degli incontri su "Musica e Spiritualità" a Santa Cecilia

di Redazione FqMagazine
“I cori cattolici sono delle lagne tremende. La Chiesa credeva che avrebbe avvicinato la gente alla fede con i giovanotti con la chitarre”: l’analisi di Corrado Augias

Corrado Augias con Aurelio Canonici è pronto per dialogare su “Musica e Spiritualià” a Roma in un ciclo di tre incontri all’Auditorium di Santa Cecilia, dall’11 gennaio. “Una galoppata dal canto gregoriano fino ai giorni nostri. E poi spazieremo dalla musica euro-americana a quella sudamericana e afro-americana”, ha dichiarato a Il Corriere della Sera.

Il divulgatore poi ha fatto una analisi sul comparto della musica sacra e classica: “La musica non è priorità in questo Paese. Io apprezzo la campagna di Riccardo Muti per una maggiore diffusione musicale, a partire dalla musica corale, però bisognerebbe impegnarsi nella pratica, non solo nel dire come vanno male le cose ma cercare di farle andare meglio, e la sua benemerita orchestra giovanile non basta. Ci sono tanti guasti che un uomo come lui dovrebbe de- nunciare e forse si risolverebbero. Lei parla di parroci, io in tv ho avuto ospiti cardinali che, anche su questioni di teologia e non solo di musica, non sapevano come andare avanti, in fondo allo studio mi facevano segno di finirla lì”.

E ancora: “Restando sul sacro, nei Paesi protestanti c’è la pratica della coralità, che noi non abbiamo. I cori cattolici sono delle lagne tremende. Al Vaticano sembrava si avvicinasse la gente alla fede con i giovanotti muniti di chitarra, secondo una presunta modernità. Ma è stato un passo indietro. Il sacro va avvicinato col sacro, devi sentire che stai varcando una soglia e vai in un’altra dimensione”.

Il programma di Musica e Spiritualità

Cantare Dio (11 gennaio)
Il primo appuntamento si concentra su opere che raccontano la ricerca intensa e sofferta del divino, dal Barocco al Novecento: Pergolesi (Stabat Mater), Bach (Passione secondo Matteo), Mozart (Ave Verum Corpus), Mahler (Terza e Quarta Sinfonia).

La musica e l’eterno (8 febbraio)
Il secondo appuntamento racconta meravigliosi brani che descrivono la dimensione dell’eternità, da Beethoven che nella Nona Sinfonia evoca il Padre sopra la volta celeste, a Wagner che nel Preludio del Lohengrin rappresenta gli angeli che fanno scendere la coppa del Graal sulla terra, al Parsifal, opera ancora incentrata sulla ricerca del Graal.

Il grande teatro della morte (26 aprile)
Nel terzo appuntamento vedremo relazioni e differenze tra capolavori come il sofferto Requiem di Mozart e quello drammatico e teatrale di Verdi, l’austero Requiem di Brahms e quello raffinatissimo e sereno di Fauré. Una spiritualità forte emerge anche da brani sinfonici come la Patetica di Čajkovskij, Morte e trasfigurazione di Richard Strauss e la “Morte di Isotta” dal Tristano di Wagner.

Precedente
Precedente
Successivo
Successivo
Playlist

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione