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Trump attacca il regista Rob Reiner dopo che è stato trovato morto: “È mancato a causa della rabbia che ha causato agli altri con la sua ossessione per me”

Il Presidente parla di una "malattia che debilita la mente nota come 'Trump derangement syndrome', a volte chiamata anche TDS”

di Davide Turrini
Trump attacca il regista Rob Reiner dopo che è stato trovato morto: “È mancato a causa della rabbia che ha causato agli altri con la sua ossessione per me”

Trump sbarella sulla morte di Rob Reiner. In un post pubblicato su Truth, il presidente degli Stati Uniti ha come perso la bussola ed è sembrato come vendicarsi del cadavere ancora caldo del regista di Harry ti presento Sally e Misery non deve morire. “Una cosa molto triste è accaduta ieri sera a Hollywood”, inizia così il post del presidente. “Rob Reiner, un regista e comico tormentato e in difficoltà, ma un tempo di grande talento, è mancato insieme alla moglie Michele, a quanto pare a causa della rabbia che ha causato agli altri attraverso la sua grave, inflessibile e incurabile malattia, una malattia che debilita la mente nota come “Trump derangement syndrome”, a volte chiamata anche TDS”.

Trump, o chi ne segue i social, continua: “Era noto (Reiner ndr) per aver fatto IMPAZZIRE la gente con la sua furiosa ossessione per il presidente Donald J. Trump, con la sua evidente paranoia che ha raggiunto nuove vette mentre l’amministrazione Trump superava ogni obiettivo e aspettativa di grandezza, e con l’età d’oro dell’America alle porte, forse come mai prima”.

Dopo il delirio la chiosa affettuosa: “Che Rob e Michele riposino in pace!”. Nel recente passato Reiner era stato uno dei più accesi e feroci nemici di Trump, della sua candidatura e della sua elezione a presidente. Come riporta Newsweek, Reiner in un’intervista rilasciata al Guardian nel 2024 aveva definito Trump un “criminale che mente ogni minuto della sua vita”, una figura “mentalmente inadatta a ricoprire il ruolo di presidente” e in un altro passaggio aveva dichiarato che suo padre Carl, veterano della tv, morto nel 2020 a 98 anni, non “avrebbe mai creduto che Trump si sarebbe ripresentato come candidato presidente dopo il 2016 come fosse uno zombie o uno scarafaggio”.

Recentemente, intervistato da Piers Morgan a poche ore dall’omicidio di Charlie Kirk, Reiner si era detto affranto dell’uccisione del giovane pensatore conservatore e aveva sostenuto di trovarsi di fronte “all’orrore” di un brutale omicidio: “Questo non dovrebbe mai accadere a nessuno. Non mi interessa quali siano le tue convinzioni politiche, non è accettabile e non è una soluzione”. Anche per questo il post di Trump su Truth sembra davvero qualcosa di una delirante macabra ironia. Proprio in queste ore, del resto, anche un grande sostenitore del presidente in carica, l’attore James Woods aveva scritto su X parole di affetto e rispetto per il povero Reiner: “Rob ed io siamo rimasti buoni amici fin da quando abbiamo girato I fantasmi del Mississippi. Lo studio non pensava che fossi abbastanza adatto per la parte, ma Rob si è battuto per me. Le divergenze politiche non hanno mai ostacolato il nostro amore e rispetto reciproco. Sono devastato da questo terribile evento”.

Reiner e la moglie Michele Singer sono stati trovati morti sgozzati nella loro villa di Brentwood a Los Angeles da una delle loro figlie. Nelle ultime ore è stato arrestato uno dei quattro figli di Reiner, Nick, con l’accusa di aver ucciso i genitori.

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