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Armi all’Ucraina, la Lega verso il sì anche per il 2026. Ecco tutte le volte che Salvini&Co hanno detto “basta”

Il Carroccio ha colto ogni occasione per dirsi contrario al sostegno bellico di Kiev. Ecco il resumé, prima della giravolta
Armi all’Ucraina, la Lega verso il sì anche per il 2026. Ecco tutte le volte che Salvini&Co hanno detto “basta”
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Come prevedibile, alla fine la Lega dirà sì all’invio di armi italiane in Ucraina anche nel 2026. Lo farà trattando con Giorgia Meloni sul testo e ottenendo di condizionare gli aiuti all’andamento delle trattative di pace, ma la sostanza non cambia e stride con gli annunci leghisti degli ultimi mesi. Da Matteo Salvini in giù, a parole infatti il Carroccio si dice da tempo contrarissimo al riarmo e all’invio di nuove armi. Alla vigilia del nuovo decreto, è utile un resumé delle promesse mancate leghiste.

“Lasciamo che Trump, Zelensky e Putin lavorino per la pace e per fermare le armi e blocchino quelli che anche in Europa, invece, hanno tutto l’interesse a continuare a costruire e vendere armi e allungare la guerra. Sapere che centinaia di milioni di dollari non sarebbero finite per salvare bimbi o difendere gli ucraini, ma per ville di lusso, conti all’estero e chissà cos’altro d uomini vicino a Zelensky ci impone estrema cautela” (Matteo Salvini, 29.11).

“Non è con le armi che finisce la guerra e non è così che intendiamo andare avanti. Per il futuro chiediamo chiarezza” (Matteo Salvini, 18.11).

“La strategia di infiniti giri di sanzioni e di continuo invio di armi non risolve la situazione. Bisogna affrontare la questione con sano realismo. Crediamo che il governo italiano debba interrogarsi seriamente sui finanziamenti all’Ucraina per rispetto degli italiani. D’altra parte noi pensiamo che continuare a mandare armi in Ucraina, ipotizzando che possa recuperare i territori perduti, sia una speranza piuttosto inverosimile” (Silvia Sardone, 14.11).

“Tutti noi auspichiamo la fine della guerra il prima possibile, ma l’invio di armi non sembra andare in questa direzione” (Stefania Pucciarelli, 14.11).

“Più armi produciamo e inviamo più la guerra va avanti” (Matteo Salvini, 10.11).

“Non servono nuovi missili ma nuovi tavoli come in Medio Oriente” (Matteo Salvini, 10.10).

“Se dobbiamo fare altro debito, facciamolo per difendere famiglie e imprese dal caro bollette e tagliare le tasse, costruire ospedali e difendere i confini dai clandestini. Non certo per acquistare 800 miliardi di euro di armi, o spendere altri 40 miliardi di euro in Ucraina”. (Alberto Bagnai, 17. 03).

“A sinistra parlano di armi e tasse patrimoniali, la Lega chiede Pace, serenità e lavoro” (Lega, 7. 03).

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