Per alcune coppie, i consigli di ChatGPT sono diventati quasi un manuale da seguire per indirizzare la propria vita sentimentale. Un articolo del ThePost ha raccontato la storia di Dom Versaci e Abella Bala, due fidanzati di Los Angeles che (pare) abbiano salvato la propria storia d’amore grazie al chatbot più famoso al mondo. “Era diventato come un arbitro virtuale, una terza voce che potesse garantire un’imparzialità.” Le risposte di Chat sembravano nette, decise e convincenti. Ma da adesso non sarà più così. Anche perché l’AI non ha solo salvato relazioni: in certi casi le risposte di questa specie di migliore amico virtuale hanno contribuito semmai a farle finire. Open Ai, l’erogatore di ChatGPT, non ha ignorato il problema.
L’azienda statunitense ha annunciato il mese scorso un’evoluzione significativa nell’approccio di ChatGPT non tanto nuove funzionalità “visibili”, quanto piuttosto una trasformazione interna, silenziosa ma profonda, nel modo in cui l’intelligenza artificiale si relaziona con chi le parla. Ci sarà quindi una maggiore attenzione al benessere digitale ed emotivo degli utenti. Non più soltanto risposte utili, ma risposte umane, rispettose, e consapevoli del carico emotivo che spesso accompagna una domanda. In passato, di fronte a richieste come “Dovrei lasciarlo?”, l’IA poteva arrivare a dare una risposta secca, a volte netta, altre volte accondiscendente, rischiando di semplificare situazioni complesse, intime, a tratti dolorose.