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Amos Bocelli, il figlio del tenore in ospedale dopo aver mangiato un panino a Porto Cervo: “Segnali preoccupanti, si temeva intossicazione alimentare”

A raccontare l’episodio è stato il quotidiano La Nuova Sardegna, secondo cui la “psicosi botulino” continua a preoccupare e a registrare casi sospetti

di Francesco Canino
Amos Bocelli, il figlio del tenore in ospedale dopo aver mangiato un panino a Porto Cervo: “Segnali preoccupanti, si temeva intossicazione alimentare”

Per fortuna era solo un falso allarme ma i sintomi di una possibile intossicazione alimentare hanno costretto Amos Bocelli, il primogenito del tenore Andrea Bocelli, a correre al pronto soccorso di Olbia nella notte tra il 10 e l’11 agosto. Tutta colpa di un panino mangiato al volo in uno dei chioschi di Porto Cervo e della “psicosi botulino” che continua a preoccupare e a registrare casi sospetti in mezza Italia (proprio nel sud della Sardegna è morta pochi giorni fa una donna di 38 anni).

A raccontare l’episodio è stato il quotidiano La Nuova Sardegna, secondo cui “a far scattare l’allarme sarebbe stato uno spuntino consumato in un chiosco di Porto Cervo, vicino ad alcuni dei locali più rinomati della Costa Smeralda”. Uno snack indigesto, insomma, visto che poco dopo Amos Bocelli ha cominciato a stare male accusando nausea e forti dolori addominali. “Segnali preoccupanti hanno fatto temere una possibile intossicazione alimentare” e così il giovane ingegnere ha deciso di andare al pronto soccorso dell’ospedale Giovanni Paolo II di Olbia.

Ad accompagnarlo c’era anche papà Andrea e mentre Bocelli jr. è stato preso in carico con tempestività dal personale medico e infermieristico, il tenore Bocelli “è rimasto per ore nella sala d’attesa” e “ha scambiato qualche battuta e chiacchierato con i sanitari e con le altre persone che stavano aspettando come lui, in attesa che i controlli chiarissero il quadro”. La diagnosi? Per fortuna nulla di serio e di preoccupante. “Nessun collegamento con casi più gravi, nessun allarme sanitario: solo un episodio fastidioso, che si è risolto nel giro di poche ore” e così “padre e figlio hanno potuto lasciare l’ospedale con tutte le indicazioni del caso per il pieno recupero”.

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