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Trump incontra la cospirazionista Laura Loomer e licenzia capo e vice Nsa

La cacciata dopo l'incontro con l'attivista di estrema destra. Via anche sei funzionari del Consiglio per la Sicurezza
Trump incontra la cospirazionista Laura Loomer e licenzia capo e vice Nsa
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Una raffica di licenziamenti, dai vertici della National Security Agency – organismo dipendente dal Pentagono e responsabile della sicurezza nazionale – fino al consiglio per la Sicurezza nazionale. Donald Trump mette alla porta il direttore della Nsa Timothy Haugh e la sua vice Wendy Noble. La decisione, condannata dai parlamentari democratici, arriva dopo la richiesta – secondo il New York Times – dell’attivista e cospirazionista di estrema destra Laura Loomer, 31 anni, secondo cui i “silurati” “hanno dimostrato slealtà nei confronti del presidente Trump”, ha scritto su X. Loomer, figura divisiva tra i repubblicani ma molto attiva durante l’ultima campagna presidenziale, si definisce “orgogliosa islamofoba” e “nazionalista bianca”. All’incontro tra Trump e Loomer era presente anche il consigliere per la Sicurezza nazionale, Mike Waltz, recentemente al centro dello scandalo del ‘Signalgate’ e che si è scoperto fosse solito usare chat di gruppo per coordinare il lavoro ufficiale su questioni come l’Ucraina, la Cina, Gaza e il Medio Oriente, l’Africa e l’Europa.

Anche Haugh, suo malgrado, è stato toccato nei giorni scorsi dal caso della chat Signal sulla quale il vicepresidente JD Vance e il segretario alla Difesa Pete Hegseth hanno condiviso informazioni sull’attacco militare Usa agli Houthi del 15 marzo sta mettendo in imbarazzo l’amministrazione Trump. Chat nella quale è entrato – inserito da Waltz per sbaglio – anche Jeff Goldberg, il direttore dell’Atlantic, che ha pubblicato alcuni contenuti della stessa, accusando il numero due del tycoon e il capo del del Pentagono di aver messo in pericolo la vita dei militari Usa. Interrogato dal democratico Jason Crow, l’ormai ex direttore Nsa aveva dichiarato che i dipendenti dell’agenzia erano stati istruiti su Signal, ribadendo che il sistema di messaggistica presentava dei rischi. Ora è arrivato il licenziamento. Haugh era anche a capo del Cyber Command degli Stati Uniti, che coordina le operazioni di sicurezza informatica del Pentagono. A protestare contro il suo licenziamento alcuni esponenti dem di spicco, tra cui il senatore Mark Warner, vicepresidente della Commissione Intelligence del Senato. “Il generale Haugh ha servito il nostro Paese in uniforme, con onore e distinzione, per oltre 30 anni. In un momento in cui gli Stati Uniti stanno affrontando minacce informatiche senza precedenti, come può il suo licenziamento rendere gli americani più sicuri?”. E il deputato Jim Himes, democratico del Connecticut, membro di spicco della Commissione Intelligence della Camera, ha detto di essere “profondamente turbato dalla decisione”.

Ma Donald Trump ha fatto cadere anche alcune teste al consiglio per la Sicurezza nazionale, licenziando sei funzionari. Pure in questo caso la cacciata è stata decisa dopo l’incontro avvenuto ieri nello Studio Ovale tra il presidente Usa e Laura Loomer e, anzi, ne sarebbero una diretta conseguenza. Parlando col tycoon, l’attivista di estrema destra avrebbe accusato vari funzionari del consiglio di slealtà nei suoi confronti. Tra loro ci sono Alex Long, primo vice consigliere, Brian Walsh, direttore per l’intelligence e Thomas Boodry, direttore per gli affari legislativi. Il 2 aprile l’amministrazione americana ha inoltre fatto fuori l’italiano Luigi Ferrucci, alla guida del National Institute of Aging, tra i più importanti finanziatori della ricerca su invecchiamento e malattie correlate, come l’Alzheimer. Geriatra di fama internazionale, ai primi posti della classifica Top italian Scientists, Ferrucci, da oltre da 20 anni negli Stati Uniti, ricopriva la carica di direttore scientifico dell’Istituto. La scorsa settimana il segretario di Stato alla Salute, Robert F. Kennedy, aveva promesso di licenziare 10mila persone e riorganizzare completamente il dipartimento. A fare le spese della cura dimagrante imposta all’amministrazione pubblica, secondo quanto riporta la stampa specializzata, è anche la vicedirettrice del Nia, Amy Kelly.

E infine, una settimana fa, a essere silurato è stato il personale dell’Istituto per la Pace degli Stati Uniti (Uisp) meno di due settimane dopo aver rimosso il presidente dell’organizzazione finanziata dal Congresso e aver installato al suo posto un funzionario del Department of Government Efficiency (Doge). I dipendenti dell’Usip hanno detto al Washington Post che tra le 200 e le 300 persone – quasi la totalità del personale della sede centrale dell’istituto – sono state licenziate. I dipendenti, che hanno parlato a condizione di anonimato per paura di ritorsioni da parte dell’amministrazione Trump, hanno detto che ad alcuni dipendenti è stata offerta una liquidazione e un mese aggiuntivo di assicurazione sanitaria, in cambio delle loro firme per rinunciare ai loro diritti di fare causa. L’istituto ha uno staff totale di circa 600 persone in uffici in tutto il mondo. È attivamente coinvolta nella negoziazione di accordi di pace e nell’aiuto ai paesi e alle regioni devastati dalla guerra per attuare accordi di pace e ricostruire, anche nelle Filippine, nell’Africa subsahariana e in Ucraina.

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