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Le Olimpiadi 2026 fermano le scuole: lezioni sospese a Cortina, ipotesi dad in Lombardia

I Giochi di Milano-Cortina metteranno in crisi il sistema scolastico nel Bellunese e in Valtellina: ecco quale sono le ipotesi allo studio
Le Olimpiadi 2026 fermano le scuole: lezioni sospese a Cortina, ipotesi dad in Lombardia
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Le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 mettono in difficoltà le scuole e tra le ipotesi sul tavolo spunta anche il ricorso alla didattica a distanza “laddove fosse indispensabile”, sottolinea la dirigente dell’Ufficio scolastico regionale della Lombardia, Luciana Volta. Altra scelta quella del Veneto dove il numero uno dell’Usr Marco Bussetti sta concordando con la Regione un piano che consenta alle scuole di Cortina e della provincia di Belluno di sospendere le lezioni (non la chiusura degli edifici) anticipando o posticipando le ore in classe a settembre o a giugno per garantire il minimo necessario a validare l’anno scolastico.

A mettere in ginocchio gli uffici scolastici che stanno architettando dei piani specifici in accordo con le Regioni e le Prefettura è il fatto che gli scenari sono diversi e che durante i giorni olimpici i trasporti pubblici saranno sotto stress al punto che già oggi non si trovano autisti per le necessità che vi saranno. La questione più complessa sembra essere quella della Valtellina dove i Giochi coinvolgeranno Bormio, Livigno e numerose altre località. L’indirizzo dato dalla dirigente Volta – interpellata da ilfattoquotidiano.it – è uno: “Stiamo lavorando per scongiurare la chiusura delle scuole in particolare per gli istituti comprensivi. Laddove fosse indispensabile si ricorrerà alla dad cercando di usarla per il più breve tempo possibile. La scuola è prioritaria su qualsiasi altra cosa”.

È dello stesso parere l’assessore all’Istruzione della Regione Lombardia, Simona Tironi, che a ilfattoquotidiano.it spiega: “La dad sarà usata solo dove non se ne potrà fare a meno. Cercheremo di chiudere solo dove è indispensabile”. Intanto a Sondrio a metter mano al piano con il Prefetto e gli altri enti c’è il dirigente dell’ufficio scolastico territoriale Imerio Chiappa (che è a capo anche dell’Ust di Cremona) che non ne vuol sentir parlare di dad generalizzata e prova a buttare acqua sul fuoco: “Le scuole saranno aperte, ci saranno modalità diverse per luogo e ordine. C’è un ragionamento molto complesso che stiamo facendo e che non si è ancora concluso. Le posso dire solo che la dad, magari, sarà limitata ad alcuni ragazzi della stessa classe. Cercheremo di assicurare la frequenza di tutti i nostri alunni”.

Nessun problema, invece, su Milano. La grande metropoli è abituata agli eventi di queste dimensioni e non ci sarà alcun bisogno di chiudere le scuole o prevedere altre soluzioni. In Lombardia si sta cercando di fare tutto il possibile per andare anche incontro alle famiglie che in quei giorni saranno impegnate nelle strutture ricettive e nell’organizzazione delle Olimpiadi. In Veneto, invece, l’ex ministro Marco Bussetti ha fatto con Luca Zaia una scelta diversa pur tenendo in considerazione che le scuole non saranno chiuse ma saranno solo le lezioni ad essere sospese: in questo modo i lavoratori Ata potranno andare a lavorare senza problemi.

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