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Ultimo aggiornamento: 9:40 del 27 Gennaio

Reggio Calabria, la protesta dei magistrati contro la riforma della giustizia: “Preoccupano le dichiarazioni del ministro Nordio”

Anno Giudiziario, la protesta dei magistrati a Reggio Calabria
di Lucio Musolino
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“Abbandoniamo slogan fuorvianti, come quello evocativo di Giovanni Falcone come favorevole alla separazione, sia perché ciò non risponde alla realtà di quanto dallo stesso dichiarato, in merito alla necessità della specializzazione e nuova formazione del pm, all’indomani del passaggio dal sistema inquisitorio a quello accusatorio, sia perché, per sostenere il contrario, si potrebbe evocare il piano di ‘Rinascita Democratica’ redatto da Licio Gelli, lì dove per attuare il controllo del potere esecutivo sulla Magistratura, proponeva la separazione delle carriere”. Lo ha detto la presidente della sezione dell’Anm di Reggio Calabria Caterina Asciutto durante il suo intervento nel corso dell’inaugurazione dell’anno giudiziario.

“Preoccupano le dichiarazioni del ministro della Giustizia, rese, lo scorso mercoledì, intervenendo in Parlamento per la relazione sullo stato della giustizia. – conclude Asciutto – Occorre la massima cautela nel modificare le carte costituzionali, nei punti che impattano su principi democratici (e l’indipendenza della magistratura è uno di questi), perché i governi passano, mentre le Costituzioni restano. E nessun governo, potrà prendere impegni, contro l’ebbrezza dei governi successivi, e per conto di chi verrà dopo”.

Come in altri distretti italiani, anche a Reggio Calabria c’è stata la protesta dei magistrati che, in segno di protesta contro la riforma Nordio, sono usciti dall’aula durante l’intervento del rappresentante del ministero della Giustizia.

A proposito, la sostituta procuratrice Chiara Greco ha spiegato che i magistrati hanno provato a esprimere la “nostra contrarietà in tutte le sedi possibili, anche cercando un dialogo con il governo, col Parlamento. Il Csm ha espresso parere negativo ma purtroppo le nostre obiezioni non hanno mai avuto riscontro. Non soltanto, assistiamo quotidianamente a attacchi gratuiti e spregiudicati, fatti anche da importantissimi rappresentanti delle istituzioni, alla magistratura tutta e soprattutto alla figura del pubblico ministero”.

E al ministro Nordio che, fino a ieri, ha affermato che la riforma renderà più liberi i magistrati, la sostituta procuratrice Flavia Modica ha replicato: “Non è vero, non ci rende più liberi perché la riforma. Il disegno è piuttosto quello di portare la magistratura sotto il potere politico non sicuramente di renderla indipendente”.

“Non riteniamo – ha aggiunto la presidente della sezione penale del Tribunale di Reggio Calabria Silvia Capone – che questa riforma possa in qualche modo aumentare la libertà ma piuttosto limitare l’indipendenza della magistratura. Il nostro timore è quello”.

Alla protesta ha aderito anche l’ex presidente della Corte d’Appello Luciano Gerardis. Pur essendo in pensione, oggi il magistrato era a fianco dei giovani colleghi mentre nell’aula della Corte d’Assise parlava il rappresentante del governo: “Le opinioni del ministro vanno sicuramente rispettate, sono opinioni autorevoli. Tutta la magistratura mai così unita non la pensa affatto in questo modo. Pensi come l’Assemblea Costituente ha riflettuto articolo per articolo nell’elaborare la Costituzione. Adesso si ha la pretesa, sembrerebbe, di modificare modificarla in parti essenziali dell’equilibrio tra i poteri dello Stato. Mi auguro che questo non accada. La Costituzione è frutto di lotte di battaglie di sangue, di equilibri fondamentali e di grandissimi valori espressi nell’immediato dopoguerra. Bisognerebbe sempre tenere conto di questo”.

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