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Ultimo aggiornamento: 16:37 del 17 Luglio

Lite Giubilei-Jebreal a La7. “Lei non ha condannato l’attentato a Trump”. “Non accetto prediche da chi normalizza la violenza politica”

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Scontro concitato a In Onda (La7) tra la giornalista Rula Jebreal e il presidente della Fondazione Tatarella Francesco Giubilei sull’attentato a Donald Trump. Jebreal spiega che, secondo le ultime rivelazioni dei servizi segreti americani, la principale minaccia negli Usa è interna ed è rappresentata da “uomini armati di estrema destra”.
Giubilei, nel corso dell’intervento della scrittrice, ridacchia, fa smorfie, gesticola e, arrivato il suo turno, accusa la sua interlocutrice: “Ho sentito il mini-comizio della Jebreal che non ha espresso una parola per condannare l’attentato nei confronti di Trump. Ha attaccato la destra, ha detto che c’è il pericolo dell’estrema destra, poi ha detto che sono stati i repubblicani a sparare. Continuare a fare come fa la Jebreal, che dice che è colpa della destra e poi sparano a Trump, è proprio un capovolgimento della realtà”.
E rivolgendosi alla scrittrice, chiede: “Io le dico che è stato sbagliato l’attacco al marito della Pelosi, ma lei è d’accordo che è stato sbagliato fare un attentato a Trump?”.
Non accetto prediche da chi normalizza la violenza – risponde Jebreal – Io faccio la giornalista, non so che lavoro faccia lei e non me ne può fregare di meno“.

“Mi risponda – urla Giubilei – non butti la palla in tribuna. Lei condanna l’attentato a Trump, si è no? Mi deve dare una risposta. Parla solo lei, fa i suoi comizi e dice tutte le stupidaggini che vuole”.
Jebreal chiede ai conduttori di consentirle di parlare (“Chiudetegli la bocca”), cosa impossibile a causa della sarabanda chiassosa in studio .
Poi replica: “Io condanno tutta la violenza da qualsiasi parte avvenga, da destra, da sinistra, da Putin, da Israele, da Hamas, da qualsiasi parte. La mia posizione è sempre stata chiara: pro diritti umani, pro democrazia, ma soprattutto pro legalità, a differenza di tanti di destra che fanno vittimismo quando subiscono minacce, ma poi, quando candidano Luca Traini (ex candidato marchigiano della Lega che a Macerata sparò contro alcuni nordafricani, ndr) allora fanno finta di niente e danno la colpa agli altri. Quindi non prendo prediche da chi usa la violenza politica come arma contro gli altri”.
E conclude: “La normalizzazione della violenza negli Stati Uniti, quella che ha portato Trump sulla scena politica, è un dato di fatto: lei dovrebbe condannare questa roba qui che è tossica e che veramente sta portando l’America verso la guerra civile. Si vergogni”.

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