Il Fatto Quotidiano
In Edicola Blog Millennium FQ Magazine Shop Il mondo FQ
Icona utente Accedi
Il Fatto Quotidiano

Sostieni il nostro giornalismo.

Leggere quello che gli altri non dicono dipende da te

ABBONATI
  • il Fatto Quotidiano In Edicola
  • Politica
  • Cronaca
  • Giustizia
  • Mondo
Economia
  • Home di Economia
  • Lobby
  • Legge di bilancio
  • Osservatorio Recovery
  • Business Reporter
Altre sezioni
  • Tecnologia
  • Scienza
  • Ambiente
  • Media
  • Mafie
  • Diritti
  • Scuola
  • Cervelli in fuga
  • Società
  • Lavoro
  • Meteo
  • Video
  • FQ Salute
  • FQ Blog
FQ Magazine
  • Home di FQ Magazine
  • Trending News
  • FQ Life
  • Televisione
  • Cinema
  • Musica
  • Viaggi
  • Libri e Arte
  • Moda e Stile
  • Beauty e Benessere
  • Cultura
FQ Sport
  • Home di FQ Sport
  • Calcio
  • Fatto Football Club
  • F1 & MotoGP
  • Tennis
  • Sport News
FQ Motori
  • Home di FQ Motori
  • Prove su strada
  • Auto & moto
  • Fatti a motore
  • Quanto mi costi!
  • Foto del giorno
  • MillenniuM
  • Shop
Il Mondo del Fatto
  • SEIF
  • La Scuola del Fatto
  • Fondazione Fatto Quotidiano
  • Community Web 3
  • TvLoft
  • IoScelgo
  • Paper First

Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

  • Facebook
  • Facebook Messenger
  • Instagram
  • Linkedin
  • Telegram
  • X
Il mondo FQ
Logo SEIF I nostri eventi
SEIF
Scuola del Fatto
Fondazione FQ
Paper First
Community Web 3
TVLoft
Io Scelgo
Temi

Giorgia Meloni

Sergio Mattarella

Sondaggi Elettorali

Politica

6 Giugno 2024

Ultimo aggiornamento: 16:07 del 6 Giugno 2024

“Servono più immigrati? I dati non lo dicono”. Meloni contro il governatore di Bankitalia, ma demografi e aziende gli danno ragione

di F. Q.
Il Fatto Quotidiano
Segui FQ su
Aggiungi ai preferiti Aggiungi ai preferiti Segui FQ su Discover Discover WhatsApp WhatsApp
“Servono più immigrati? I dati non lo dicono”. Meloni contro il governatore di Bankitalia, ma demografi e aziende gli danno ragione
Icona dei commenti Commenti
Facebook WhatsApp X (Twitter)
Tag

Immigrati

Questo articolo è gratis.

Per leggerne altri, ricevere le newsletter e avere libero accesso ai contenuti scelti dalla redazione

Registrati
“Si figuri se non capisco questo problema, però i dati non dicono questo“. La premier Giorgia Meloni non ha dubbi: mercoledì, rispondendo a una domanda del direttore del TgLa7 Enrico Mentana, ha contestato il contenuto delle considerazioni del governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta sulla necessità di un ingresso di immigrati regolari molto più ampio di quelle che sono le stime dell’Istat per controbilanciare l’effetto del calo demografico. La leader di Fratelli d’Italia non ha portato però evidenze differenti rispetto a quelle su cui ha ragionato l’economista scelto lo scorso anno dal governo per guidare via Nazionale. Si è limitata a rivendicare ancora una volta di aver “scoperto” e denunciato i guasti del decreto Flussi, in realtà noti da anni. Ha insomma cambiato discorso.
A confermare la versione di Panetta sono però – oltre alle analisi di via Nazionale – i principali demografi italiani: da Alessandro Rosina, che da anni predica la necessità di incentivare la natalità e nel frattempo allargare la forza lavoro anche con gli stranieri in ragione di “almeno 300-400mila l’anno“, a Francesco Billari, rettore della Bocconi, che stima in 450mila – contro i 350mila previsti ogni anno dall’Istat nel prossimo decennio – gli ingressi annui indispensabili per contenere il calo della popolazione destinata in caso contrario a scendere a 58,1 milioni nel 2030 e 45,8 nel 2080. E soprattutto il crollo del numero di italiani 30-34enni, giovani adulti che si avviano verso l’apice della vita attiva.
I primi a sapere che senza lavoratori immigrati l’economia italiana si fermerebbe sono peraltro gli imprenditori, importante bacino elettorale per il centrodestra. Al netto di truffe e raggiri di cui sono vittime gli aspiranti lavoratori, causa assenza di controlli, ogni anno le richieste di permessi sulla base del decreto flussi sono fino a tre volte le quote disponibili e spesso vengono rilasciati meno nulla osta rispetto ai posti, lasciando inutilizzate migliaia di quote. Per il 2024 sono state previste solo 151.000 quote di ingresso in Italia di cui 89mila per il lavoro subordinato stagionale, nonostante la richiesta da parte delle sole aziende agricole ammonti a circa 100mila stagionali ogni anno.

Correlati Politica

Freccia titolo correlati
18 Set 2026

“Cancellare la giustizia a doppio binario del governo Meloni”: nel programma M5s anche il ritorno dell’abuso d’ufficio

Copertina di “Cancellare la giustizia a doppio binario del governo Meloni”: nel programma M5s anche il ritorno dell’abuso d’ufficio
di Paolo Frosina
Paolo Frosina
Icona dei commenti (0)

Virginia e Marco, non fermatevi! Siete una sveglia per gli elettori di sinistra

Sostenitore
Sostenitore
Sostenitore
Icona dei commenti (0)
18 Set 2026

Il M5s lancia il Patto generazionale: 15mila euro a chi compie 18 anni, abbonamento unico nazionale per i trasporti e voto ai 16enni

Copertina di Il M5s lancia il Patto generazionale: 15mila euro a chi compie 18 anni, abbonamento unico nazionale per i trasporti e voto ai 16enni
di Redazione Politica
Redazione Politica
Icona dei commenti (0)

Siamo il paese dei bandi prorogati a 5 minuti dalla scadenza: il cinema soffoca nella burocrazia

Angelo Zaccone Teodosi
Angelo Zaccone Teodosi
Angelo Zaccone Teodosi
Icona dei commenti (0)
18 Set 2026

Giorgia Meloni alla fabbrica di armi Beretta per festeggiare i 500 anni dalla fondazione: accolta da operai e vertici aziendali

Copertina di Giorgia Meloni alla fabbrica di armi Beretta per festeggiare i 500 anni dalla fondazione: accolta da operai e vertici aziendali
di Redazione Politica
Redazione Politica
Icona dei commenti (6)
In Primo Piano
18 Set 2026

“Cancellare la giustizia a doppio binario del governo Meloni”: nel programma M5s anche il ritorno dell’abuso d’ufficio | La sfida al Pd: "Stop armi a Kiev"

Copertina di “Cancellare la giustizia a doppio binario del governo Meloni”: nel programma M5s anche il ritorno dell’abuso d’ufficio | La sfida al Pd: "Stop armi a Kiev"

Il documento - che fino a domenica sarà sottoposto al voto degli iscritti nell'ambito di "Nova" - chiede di potenziare le intercettazioni e restituire i poteri di controllo alla Corte dei conti. Linea netta sulle forniture all'Ucraina (di L. De Carolis)

di Paolo Frosina
Paolo Frosina
Icona dei commenti (0)
18 Set 2026
Copertina di Roma, 13enne accoltella la prof. Lei: “Gli voglio bene, mi dispiace per lui”. A salvarla uno studente del Congo: “Ma io resto a favore della remigrazione”

Roma, 13enne accoltella la prof. Lei: “Gli voglio bene, mi dispiace per lui”. A salvarla uno studente del Congo: “Ma io resto a favore della remigrazione”

di Redazione Cronaca
Redazione Cronaca
Icona dei commenti (2)
18 Set 2026
Copertina di I soldi per sospendere il bollo auto? “Risparmi” sul Pnrr: dai Piani 5G e banda larga agli impianti per la differenziata. I dubbi Ue: “Valuteremo”

I soldi per sospendere il bollo auto? “Risparmi” sul Pnrr: dai Piani 5G e banda larga agli impianti per la differenziata. I dubbi Ue: “Valuteremo”

di Chiara Brusini
Chiara Brusini
Icona dei commenti (28)
18 Set 2026
Copertina di Mafia e truffe sui fondi europei, 45 condanne nel processo “Nebrodi 2”. Antoci: “Una vittoria dello Stato”

Mafia e truffe sui fondi europei, 45 condanne nel processo “Nebrodi 2”. Antoci: “Una vittoria dello Stato”

di Redazione Giustizia
Redazione Giustizia
Icona dei commenti (0)

Millennium
L'ULTIMO NUMERO - Agosto 2026 Romanzo generale
Immagine di copertina Millennium
Leggi tutto il numero
Adn Kronos
  • 19:56 - Dalla bomba agli algoritmi: perché Trump e Xi cercano regole per la corsa all’AI

    (Adnkronos) - Il vertice tra Donald Trump e Xi Jinping del 24 settembre avrà al centro dazi, terre rare, semiconduttori, Taiwan, Iran e soprattutto intelligenza artificiale

    L’amministrazione Trump ha deciso di rinviare a dopo il vertice l’annuncio di nuovi dazi legati alla sovraccapacità produttiva dei partner commerciali, per lasciarlo sul tavolo come leva negoziale.

    Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha parlato con il segretario di Stato Marco Rubio. La formula scelta da Pechino dice molto: preparare le prossime interazioni ad alto livello “nello spirito di uguaglianza, rispetto e reciprocità”, gestendo le divergenze e rispettando i rispettivi “interessi fondamentali”. Nel linguaggio diplomatico cinese, questi ultimi comprendono soprattutto Taiwan.

    Washington vuole più pressione cinese su Teheran e maggiore cooperazione sui precursori chimici del fentanyl; Pechino, però, continua a muoversi secondo interessi propri e proprio nelle ultime ore, insieme a Mosca, ha bloccato all’Onu una proposta americana sulle sanzioni all’Iran.

    Chi accompagnerà Xi? Fra i nomi valutati ci sono Byd, Catl, Xiaomi, Gotion, Hisense, Bank of China e Cofco. E va detto che Byd e Catl figurano negli elenchi americani delle aziende legate all’apparato militare cinese; le automobili cinesi sono colpite negli Stati Uniti da dazi del 100%; Washington limita inoltre software e hardware cinesi nei veicoli connessi.

    Se la relazione deve essere fondata sulla “reciprocità”, Xi vuole poter portare a Washington aziende che chiedono accesso al mercato americano proprio come Trump, a maggio, aveva portato a Pechino dirigenti di società come Micron e Qualcomm sottoposte a pressioni regolatorie cinesi. La Casa Bianca avrebbe invece respinto l’idea cinese di organizzare una vera tavola rotonda tra Ceo americani e cinesi.

    Alla cena di Stato dovrebbero però esserci Sam Altman, Jensen Huang e, secondo Semafor, anche Tim Cook. Un modo per far uscire l’AI dai tavoli tecnici e apparecchiarla nel gioco diplomatico tra capi di Stato.

    Sul fronte commerciale l’obiettivo minimo sembra essere evitare di tornare alla guerra dei dazi. La tregua raggiunta lo scorso anno scade il 10 novembre; Washington cerca inoltre nuove licenze cinesi per le terre rare e progressi sul Board of Trade, mentre Pechino vuole limitare o rinviare nuove restrizioni americane alla tecnologia. Si parlerà anche di acquisti cinesi di Boeing, prodotti agricoli ed energia e un possibile pacchetto di riduzioni tariffarie reciproche su circa 30 miliardi di dollari di scambi.

    Il Peterson Institute for International Economics descrive lo scenario più plausibile non come una svolta, ma come la prosecuzione di una “uncomfortable truce”, una tregua scomoda: Washington non abbandonerà i controlli sui chip più avanzati e Pechino non rinuncerà alla leva costituita dalle materie prime critiche.

    Scott Bessent, che domenica incontrerà a New York il vicepremier cinese He Lifeng per preparare il summit, ha detto che sull’AI gli Stati Uniti sono disponibili a discutere con la Cina di “shared risks”, rischi condivisi, e persino a evitare una completa biforcazione dei due ecosistemi tecnologici.

    Trump nei giorni scorsi ha respinto l’idea di rallentare lo sviluppo dell’AI, sostenendo che qualsiasi frenata americana finirebbe per favorire Pechino. Il problema fondamentale è lo stesso che divide i laboratori privati: tutti possono preferire un mondo nel quale nessuno corre verso sistemi incontrollabili, ma nessuno vuole essere l’unico a rallentare.

    Per Usa e Cina “sicurezza” non vuol dire la stessa cosa. Nel dibattito americano dominano la perdita di controllo dei modelli, gli agenti autonomi, il bioterrorismo, le cybercapacità e, nelle versioni più estreme, il rischio esistenziale. A Pechino la sicurezza comprende molto più esplicitamente stabilità politica, disinformazione, controllo ideologico e capacità del Partito comunista di governare la tecnologia.

    Dal punto di vista cinese, è difficile prendere per neutrale la richiesta americana di frenare i modelli quando quella stessa richiesta viene accompagnata da proposte per irrigidire i controlli sui chip e impedire alle aziende cinesi di utilizzare la distillation, ovvero l’uso dei modelli occidentali per addestrare DeepSeek, Alibaba e gli altri LLM asiatici.

    Non sorprende che il Global Times, testata controllata dallo Stato cinese, abbia definito le proposte di Dario Amodei da “manuale della Guerra Fredda”: sotto la veste della sicurezza, ci sarebbe il tentativo di congelare il vantaggio americano e contenere la Cina.

    Bill Bishop, autore di Sinocism e tra gli osservatori più seguiti della politica cinese, aveva già abbassato drasticamente le aspettative dopo la presa di posizione di Trump: se Washington stessa non intende rallentare l’AI, le possibilità che Pechino accetti qualcosa di simile diventano ancora più ridotte.

    Il problema è anche matematico. Dal punto di vista cinese un accordo per congelare oggi la corsa assomiglierebbe a una richiesta di congelare un’asimmetria. Gli Stati Uniti dispongono ancora di maggiore capacità di calcolo di frontiera e di un vantaggio nei semiconduttori più avanzati. Per Pechino, accettare limiti quantitativi prima di aver raggiunto una posizione comparabile può sembrare molto meno come il controllo degli armamenti e molto più come il riconoscimento permanente della superiorità dell’avversario.

    Era successo anche con il nucleare: la Cina ha sempre mostrato scarsa disponibilità a entrare in accordi di riduzione delle armi atomiche con Washington e Mosca mentre il suo arsenale era molto più piccolo.

    Ovviamente viene in mente il paragone con quanto successe durante la corsa agli arsenali di Urss e Usa nel Novecento anche se i tempi, ancora, non tornano.

    L’America arrivò all’atomica nel 1945, Mosca nel 1949. Tocca arrivare all’ottobre del 1962, alla crisi dei missili di Cuba e alla concreta possibilità di una guerra nucleare perché Kennedy e Krusciov accelerassero davvero i meccanismi di riduzione del rischio. Dopo Cuba arrivarono la “hotline” Washington-Mosca e, nel 1963, il Limited Test Ban Treaty, primo di una serie di accordi per il rallentamento della corsa nucleare.

    Il Trattato di non proliferazione fu aperto alla firma nel 1968 ed entrò in vigore nel 1970. Nel 1972 arrivarono Salt I e il trattato Abm. Nel 1987 Inf (Intermediate-Range Nuclear Forces) eliminò un’intera categoria di missili, e il 1991 fu l’anno di Start I.

    Va ricordato che americani e sovietici non aspettarono di fidarsi l’uno dell’altro per firmare gli accordi. Lo fecero perché non si fidavano e avevano scoperto quanto fosse pericoloso non possedere strumenti per gestire quella sfiducia.

    Ma iniziarono dal poco, non dal massimo. Nel 1963 il grande accordo che avrebbe vietato tutti i test era impossibile da verificare: lasciarono fuori le esplosioni sotterranee e firmarono ciò che potevano controllare.

    Il think tank Brookings suggerisce di non partire da un trattato di controllo degli armamenti. Il dialogo Usa-Cina dovrebbe iniziare come uno scambio tecnico limitato e non negoziale su rischi sui quali gli interessi delle due potenze coincidono: cyberattacchi, uso dell’AI per le armi, affidabilità dei modelli. Chip, export control e accesso ai modelli dovrebbero invece rimanere fuori da quel canale, proprio perché trasformerebbero immediatamente il tavolo sulla sicurezza in un negoziato sulla supremazia tecnologica.

    Per evitare che il vertice produca solo qualche dichiarazione vuota, andrebbero individuati interlocutori stabili nei due governi e uno o due rischi concreti sui quali lavorare. Tra questi, il rischio legato alla biosicurezza e alle minacce cosiddette Cbrne, cioè chimiche, biologiche, radiologiche, nucleari ed esplosive. O anche l’uso dei modelli da parte di attori non statali.

    Un gruppo di esperti americani e cinesi coinvolti nel dialogo tra Brookings e Tsinghua ha presentato proposte esplicitamente ispirate al controllo del rischio nucleare: nessuna decisione autonoma dell’AI nelle catene di comando nucleare, controllo umano significativo sui cyberattacchi più sensibili e una linea diretta tra Washington e Pechino per gli incidenti provocati da sistemi autonomi.

    Pensiamo a uno scenario stile crisi dei missili cubani: un agente AI entra in una rete militare cinese o americana ed esegue un’azione per la quale non era stato programmato. La controparte vede l’intrusione e deve stabilire in pochi minuti se si tratta di un attacco ordinato dal presidente avversario, di un’operazione dell’intelligence, di un attore terzo o di un sistema fuori controllo. In quel momento una hotline vale più di ogni altro strumento.

    C’è già un piccolo precedente. Nel 2024 Joe Biden e Xi concordarono sull’importanza di mantenere il controllo umano sulle decisioni relative alle armi nucleari. La questione ora è trasformare quel principio in procedure operative applicabili a sistemi sempre più autonomi.

    Il problema che resta, e che rende tutto dannatamente più complicato che durante la Guerra Fredda, è la possibilità di verificare.

    Gli accordi strategici potevano contare testate, bombardieri, missili e silos. Satelliti, ispezioni e telemetria rendevano almeno teoricamente osservabile ciò che l’avversario possedeva.

    Con l’AI non è ancora chiaro quale sarebbe l’unità da controllare. Il numero di chip? La potenza di calcolo installata? I gigawatt dei data center? I flop utilizzati per il training? Le capacità ottenute dal modello? Un algoritmo può inoltre essere copiato, modificato, distillato e distribuito in un modo che non ha equivalenti nel mondo dei missili balistici.

    Per questo i grandi accordi che ipotizzano tetti alla capacità computazionale o moratorie sugli addestramenti hanno un bel problema: come dimostrare che l’altro li stia rispettando?

    Peraltro, non è che il sistema di non proliferazione nucleare sia in gran forma: il New Start, ultimo trattato bilaterale che limitava gli arsenali strategici di Stati Uniti e Russia, è scaduto il 5 febbraio 2026. Era l’ultima cornice giuridicamente vincolante sugli arsenali dei due Paesi che possiedono circa il 90% delle armi nucleari mondiali. Non molto incoraggiante per chi vuole un grande “Start degli algoritmi”.

    E poi c’è Taiwan, che può far saltare qualsiasi tentativo di costruire fiducia sull’AI. Pechino sogna che gli Stati Uniti dicano di “opporsi” all’indipendenza di Taiwan, invece della tradizionale formula secondo la quale Washington “non sostiene” l’indipendenza. Trump ha inoltre definito una possibile vendita di armi a Taipei da circa 14 miliardi di dollari una “negotiating chip”, una carta negoziale.

    Proprio oggi Taiwan ha effettuato per la prima volta esercitazioni congiunte che hanno combinato droni d’attacco con missili antiaerei, antinave e sistemi contro uno sbarco. È difficile immaginare un promemoria più evidente del fatto che, mentre Washington e Pechino discutono di evitare incidenti causati dall’AI, continuano a prepararsi militarmente all’eventualità di una crisi molto più tradizionale.

  • 19:33 - Alzheimer, in Italia oltre 1 milione di persone con demenza: le novità da diagnosi a farmaci

    Roma, 18 set. (Adnkronos Salute) - In Italia, secondo gli ultimi dati dell'Istituto superiore di sanità (Iss), si contano circa 1,2 milioni di persone con demenza nella fascia d'età pari o superiore a 65 anni e circa 24.000 casi di demenza a esordio giovanile. Con specifico riferimento alla malattia di Alzheimer, i pazienti sono stimati in almeno 600mila. Il costo complessivo delle demenze nel nostro Paese è valutato in circa 23 miliardi di euro l'anno, con il 63% dell'onere economico a carico delle famiglie. Sono i dati ricordati dalla Società italiana di neurologia (Sin), in occasione della Giornata mondiale dell'Alzheimer che si celebra il 21 settembre per aumentare la consapevolezza sulla malattia, combattere lo stigma e richiamare l'attenzione sulla necessità di garantire diagnosi, assistenza e cure appropriate.

    La Sin sottolinea come la malattia di Alzheimer sia ancora la causa più frequente di demenza, caratterizzata da una progressiva compromissione della memoria, del linguaggio, dell'orientamento e delle altre funzioni cognitive, fino alla perdita dell'autonomia personale. Il suo impatto non riguarda soltanto il paziente - sottolineano i neurologi - ma coinvolge famiglie, caregiver, servizi sanitari e sistema sociale.

    "L’Alzheimer non è una conseguenza inevitabile dell'invecchiamento, ma una malattia neurodegenerativa complessa che deve essere riconosciuta e affrontata il prima possibile - afferma Mario Zappia, presidente della Sin - Negli ultimi anni abbiamo assistito a un importante avanzamento scientifico. Disponiamo infatti di terapie in grado di intervenire sui meccanismi biologici della malattia e potenzialmente di rallentarne la progressione, aprendo una nuova stagione nella lotta all'Alzheimer. Non si tratta ancora di una cura definitiva, ma di un cambio di paradigma che fino a pochi anni fa sembrava irraggiungibile". Per la Sin, "l'arrivo di queste opportunità impone di ripensare l’intero percorso assistenziale della patologia". Non basta disporre di nuovi farmaci: "Affinché queste opportunità possano tradursi in un beneficio concreto, è fondamentale arrivare a una diagnosi precoce - evidenzia Zappia - Dobbiamo riconoscere la malattia nelle sue fasi iniziali, quando i sintomi sono ancora lievi e quando gli interventi hanno maggiori probabilità di essere efficaci. Per questo è necessario rafforzare la rete dei Centri per i disturbi cognitivi e le demenze, promuovere l'accesso ai biomarcatori diagnostici e garantire percorsi assistenziali omogenei su tutto il territorio nazionale".

    "Circa la metà dei casi di Alzheimer sono potenzialmente evitabili o ritardabili - rimarca il presidente della Sin - Accanto alla diagnosi e alle nuove terapie, resta quindi centrale la prevenzione. La Commissione permanente di The Lancet ha infatti identificato 14 fattori di rischio modificabili associati alla demenza: basso livello di istruzione, perdita dell’udito, ipertensione, colesterolo Ldl elevato, obesità, fumo, depressione, inattività fisica, diabete, consumo eccessivo di alcol, trauma cranico, inquinamento atmosferico, isolamento sociale e deficit visivo non trattato. La prevenzione deve accompagnare l'intera vita. Controllare pressione, diabete e colesterolo, non fumare, svolgere attività fisica regolare, proteggere udito e vista e mantenere relazioni sociali e stimoli cognitivi significa proteggere anche la salute del cervello. A tali comportamenti si dovrebbe associare una buona qualità del sonno, soprattutto notturno perché è durante questa attività che il cervello rimodula le proprie attività".

    C'è quindi "una rivoluzione silenziosa che sta cambiando il modo di concepire la salute del cervello", osservano i neurologi. Se "fino a pochi anni fa il neurologo interveniva soprattutto quando la malattia si era già manifestata, oggi, grazie ai progressi della ricerca, è possibile rovesciare la storia della patologia. In questo scenario assume un valore strategico l'evoluzione della neurologia, sempre più orientata alla prevenzione, alla diagnosi precoce e alla medicina di precisione. In una fase storica in cui la diagnosi precoce può modificare il decorso di molte patologie neurologiche, diventa perciò centrale anche il ruolo del neurologo", rivendica la Sin. "È a questo specialista che è opportuno rivolgersi quando compaiono sintomi nuovi o non spiegabili, come disturbi della memoria, del linguaggio o del comportamento, evitando di attribuirli automaticamente all'età o alla stanchezza. Un inquadramento tempestivo - concludono gli esperti - consente oggi, in molti casi, di anticipare la diagnosi, iniziare precocemente le terapie e migliorare significativamente la prognosi e la qualità di vita per l'Alzheimer".

  • 18:39 - Milano, progetto Tales racconta in 30 foto la scienza alla città

    Roma, 18 set. (Adnkronos Salute) - Trenta immagini scientifiche, realizzate da giovani ricercatori e frutto del loro lavoro, si trasformano in opere d'arte e, dal 21 al 27 settembre, saranno esposte sui totem digitali di 6 stazioni della metropolitana di Milano (Duomo, San Babila, Centrale, Cadorna, Garibaldi, Porta Genova). Ogni scatto è accompagnato da un QR code per spiegarne il significato. La mostra dinamica è il cuore del progetto 'Tales - The Art of Life Sciences', iniziativa che nasce per promuovere la cultura scientifica e la ricerca, avvicinandole ai cittadini. Il progetto - informa una nota - culmina il 25 settembre con l'evento di premiazione a Palazzo Lombardia, organizzato in collaborazione con Regione Lombardia, in cui saranno annunciate le 3 immagini vincitrici di Tales 2026, selezionate da una giuria. I 3 giovani ricercatori premiati riceveranno un riconoscimento ufficiale davanti alla comunità scientifica istituzionale e industriale lombarda. Tales 2026 è promosso da Bion - Cluster lombardo scienze della vita, con il contributo di Regione Lombardia e il patrocinio del Comune di Milano, e ha visto il coinvolgimento di oltre 30 Università e Centri di ricerca sul territorio regionale. Il progetto è sostenuto da Fondazione Cariplo.

    "Cellule, tessuti, strutture biologiche, dati, modelli e fenomeni invisibili a occhio nudo: le immagini in gara raccontano il lavoro quotidiano di chi fa ricerca e offrono una diversa prospettiva sui processi, sulle tecnologie e sulle scoperte che prendono forma nei laboratori - spiega Gianluca Vago, presidente di Bion – Cluster lombardo scienze della vita e direttore del Dipartimento di Oncologia ed Emato-Oncologia (Dipo) dell'università Statale di Milano - Questo progetto nasce per comunicare la scienza attraverso le sue immagini, con l'obiettivo di creare una relazione tra ricercatori e pubblico in un percorso di scoperta, conoscenza e approfondimento del valore della ricerca. In questo modo, vogliamo avvicinare migliaia di cittadini alla scienza. Il progetto ha riscosso un grande successo, sono state inviate 148 immagini da giovani ricercatori che lavorano nei più importanti centri della Lombardia. I 30 scatti esposti nella mostra sono stati quelli più votati dal pubblico sulla gallery online presente sul sito web di Tales, proprio per la loro capacità di raccontare la scienza e l'innovazione. Queste immagini escono così dai laboratori per entrare nella città di Milano".

    Grazie a Tales 2026, Bion - Cluster lombardo scienze della vita intende "valorizzare il lavoro svolto quotidianamente all'interno di Irccs, università, centri di ricerca e di innovazione, restituire alla collettività il valore delle attività di ricerca e innovazione sviluppate sul territorio e promuovere l'eccellenza lombarda nel settore delle scienze della vita", si legge nella nota. "La scienza diventa arte, senza perdere il proprio rigore, ma trovando nuovi modi di comunicare ciò che scopre e studia - sottolinea Vago - Vogliamo raccontare la ricerca attraverso le immagini e il lavoro dei giovani talenti che stanno plasmando il presente e il futuro della scienza, dell'innovazione e della salute. Tales vuole promuovere la cultura scientifica, per costruire una comunità che sostenga l'accesso delle nuove generazioni alle materie tecnico-scientifiche, a favore di un Paese in grado di innovare, curare e crescere. E prova a farlo anche utilizzando il potere della bellezza".

    Il contest 'The Art of Life Sciences' è stato avviato il 22 luglio con la possibilità, per i ricercatori under 40, di caricare le immagini in una galleria online sulla piattaforma Tales (talesofbion.it). Dal 27 agosto al 7 settembre si è svolta la votazione online da parte del pubblico. Dal 21 al 27 settembre, nell'ambito della Notte europea delle ricercatrici e dei ricercatori, le 30 immagini più votate saranno esposte sui totem digitali di sei stazioni della metropolitana di Milano e il 25 settembre, presso Palazzo Lombardia, è prevista la premiazione di 3 giovani ricercatori. Sul sito talesofbion.it resterà visibile la gallery delle 148 immagini che hanno partecipato al contest.

  • 17:49 - Milano, progetto Tales racconta in 30 foto la scienza alla città

    Roma, 18 set. (Adnkronos Salute) - Trenta immagini scientifiche, realizzate da giovani ricercatori e frutto del loro lavoro, si trasformano in opere d'arte e, dal 21 al 27 settembre, saranno esposte sui totem digitali di 6 stazioni della metropolitana di Milano (Duomo, San Babila, Centrale, Cadorna, Garibaldi, Porta Genova). Ogni scatto è accompagnato da un QR code per spiegarne il significato. La mostra dinamica è il cuore del progetto 'Tales - The Art of Life Sciences', iniziativa che nasce per promuovere la cultura scientifica e la ricerca, avvicinandole ai cittadini. Il progetto - informa una nota - culmina il 25 settembre con l'evento di premiazione a Palazzo Lombardia, organizzato in collaborazione con Regione Lombardia, in cui saranno annunciate le 3 immagini vincitrici di Tales 2026, selezionate da una giuria. I 3 giovani ricercatori premiati riceveranno un riconoscimento ufficiale davanti alla comunità scientifica istituzionale e industriale lombarda. Tales 2026 è promosso da Bion - Cluster lombardo scienze della vita, con il contributo di Regione Lombardia e il patrocinio del Comune di Milano, e ha visto il coinvolgimento di oltre 30 Università e Centri di ricerca sul territorio regionale. Il progetto è sostenuto da Fondazione Cariplo.

    "Cellule, tessuti, strutture biologiche, dati, modelli e fenomeni invisibili a occhio nudo: le immagini in gara raccontano il lavoro quotidiano di chi fa ricerca e offrono una diversa prospettiva sui processi, sulle tecnologie e sulle scoperte che prendono forma nei laboratori - spiega Gianluca Vago, presidente di Bion – Cluster lombardo scienze della vita e direttore del Dipartimento di Oncologia ed Emato-Oncologia (Dipo) dell'università Statale di Milano - Questo progetto nasce per comunicare la scienza attraverso le sue immagini, con l'obiettivo di creare una relazione tra ricercatori e pubblico in un percorso di scoperta, conoscenza e approfondimento del valore della ricerca. In questo modo, vogliamo avvicinare migliaia di cittadini alla scienza. Il progetto ha riscosso un grande successo, sono state inviate 148 immagini da giovani ricercatori che lavorano nei più importanti centri della Lombardia. I 30 scatti esposti nella mostra sono stati quelli più votati dal pubblico sulla gallery online presente sul sito web di Tales, proprio per la loro capacità di raccontare la scienza e l'innovazione. Queste immagini escono così dai laboratori per entrare nella città di Milano".

    Grazie a Tales 2026, Bion - Cluster lombardo scienze della vita intende "valorizzare il lavoro svolto quotidianamente all'interno di Irccs, università, centri di ricerca e di innovazione, restituire alla collettività il valore delle attività di ricerca e innovazione sviluppate sul territorio e promuovere l'eccellenza lombarda nel settore delle scienze della vita", si legge nella nota. "La scienza diventa arte, senza perdere il proprio rigore, ma trovando nuovi modi di comunicare ciò che scopre e studia - sottolinea Vago - Vogliamo raccontare la ricerca attraverso le immagini e il lavoro dei giovani talenti che stanno plasmando il presente e il futuro della scienza, dell'innovazione e della salute. Tales vuole promuovere la cultura scientifica, per costruire una comunità che sostenga l'accesso delle nuove generazioni alle materie tecnico-scientifiche, a favore di un Paese in grado di innovare, curare e crescere. E prova a farlo anche utilizzando il potere della bellezza".

    Il contest 'The Art of Life Sciences' è stato avviato il 22 luglio con la possibilità, per i ricercatori under 40, di caricare le immagini in una galleria online sulla piattaforma Tales (talesofbion.it). Dal 27 agosto al 7 settembre si è svolta la votazione online da parte del pubblico. Dal 21 al 27 settembre, nell'ambito della Notte europea delle ricercatrici e dei ricercatori, le 30 immagini più votate saranno esposte sui totem digitali di sei stazioni della metropolitana di Milano e il 25 settembre, presso Palazzo Lombardia, è prevista la premiazione di 3 giovani ricercatori. Sul sito talesofbion.it resterà visibile la gallery delle 148 immagini che hanno partecipato al contest.

  • 17:45 - Alzheimer, in Italia oltre 1 milione di persone con demenza: le novità da diagnosi a farmaci

    Roma, 18 set. (Adnkronos Salute) - In Italia, secondo gli ultimi dati dell'Istituto superiore di sanità (Iss), si contano circa 1,2 milioni di persone con demenza nella fascia d'età pari o superiore a 65 anni e circa 24.000 casi di demenza a esordio giovanile. Con specifico riferimento alla malattia di Alzheimer, i pazienti sono stimati in almeno 600mila. Il costo complessivo delle demenze nel nostro Paese è valutato in circa 23 miliardi di euro l'anno, con il 63% dell'onere economico a carico delle famiglie. Sono i dati ricordati dalla Società italiana di neurologia (Sin), in occasione della Giornata mondiale dell'Alzheimer che si celebra il 21 settembre per aumentare la consapevolezza sulla malattia, combattere lo stigma e richiamare l'attenzione sulla necessità di garantire diagnosi, assistenza e cure appropriate.

    La Sin sottolinea come la malattia di Alzheimer sia ancora la causa più frequente di demenza, caratterizzata da una progressiva compromissione della memoria, del linguaggio, dell'orientamento e delle altre funzioni cognitive, fino alla perdita dell'autonomia personale. Il suo impatto non riguarda soltanto il paziente - sottolineano i neurologi - ma coinvolge famiglie, caregiver, servizi sanitari e sistema sociale.

    "L’Alzheimer non è una conseguenza inevitabile dell'invecchiamento, ma una malattia neurodegenerativa complessa che deve essere riconosciuta e affrontata il prima possibile - afferma Mario Zappia, presidente della Sin - Negli ultimi anni abbiamo assistito a un importante avanzamento scientifico. Disponiamo infatti di terapie in grado di intervenire sui meccanismi biologici della malattia e potenzialmente di rallentarne la progressione, aprendo una nuova stagione nella lotta all'Alzheimer. Non si tratta ancora di una cura definitiva, ma di un cambio di paradigma che fino a pochi anni fa sembrava irraggiungibile". Per la Sin, "l'arrivo di queste opportunità impone di ripensare l’intero percorso assistenziale della patologia". Non basta disporre di nuovi farmaci: "Affinché queste opportunità possano tradursi in un beneficio concreto, è fondamentale arrivare a una diagnosi precoce - evidenzia Zappia - Dobbiamo riconoscere la malattia nelle sue fasi iniziali, quando i sintomi sono ancora lievi e quando gli interventi hanno maggiori probabilità di essere efficaci. Per questo è necessario rafforzare la rete dei Centri per i disturbi cognitivi e le demenze, promuovere l'accesso ai biomarcatori diagnostici e garantire percorsi assistenziali omogenei su tutto il territorio nazionale".

    "Circa la metà dei casi di Alzheimer sono potenzialmente evitabili o ritardabili - rimarca il presidente della Sin - Accanto alla diagnosi e alle nuove terapie, resta quindi centrale la prevenzione. La Commissione permanente di The Lancet ha infatti identificato 14 fattori di rischio modificabili associati alla demenza: basso livello di istruzione, perdita dell’udito, ipertensione, colesterolo Ldl elevato, obesità, fumo, depressione, inattività fisica, diabete, consumo eccessivo di alcol, trauma cranico, inquinamento atmosferico, isolamento sociale e deficit visivo non trattato. La prevenzione deve accompagnare l'intera vita. Controllare pressione, diabete e colesterolo, non fumare, svolgere attività fisica regolare, proteggere udito e vista e mantenere relazioni sociali e stimoli cognitivi significa proteggere anche la salute del cervello. A tali comportamenti si dovrebbe associare una buona qualità del sonno, soprattutto notturno perché è durante questa attività che il cervello rimodula le proprie attività".

    C'è quindi "una rivoluzione silenziosa che sta cambiando il modo di concepire la salute del cervello", osservano i neurologi. Se "fino a pochi anni fa il neurologo interveniva soprattutto quando la malattia si era già manifestata, oggi, grazie ai progressi della ricerca, è possibile rovesciare la storia della patologia. In questo scenario assume un valore strategico l'evoluzione della neurologia, sempre più orientata alla prevenzione, alla diagnosi precoce e alla medicina di precisione. In una fase storica in cui la diagnosi precoce può modificare il decorso di molte patologie neurologiche, diventa perciò centrale anche il ruolo del neurologo", rivendica la Sin. "È a questo specialista che è opportuno rivolgersi quando compaiono sintomi nuovi o non spiegabili, come disturbi della memoria, del linguaggio o del comportamento, evitando di attribuirli automaticamente all'età o alla stanchezza. Un inquadramento tempestivo - concludono gli esperti - consente oggi, in molti casi, di anticipare la diagnosi, iniziare precocemente le terapie e migliorare significativamente la prognosi e la qualità di vita per l'Alzheimer".

  • 17:31 - Salute, odontoiatra Bartolommei: "Tecnologia coinvolge adolescenti nel trattamento"

    Roma, 18 set. (Adnkronos Salute) - "In generale un trattamento ortodontico è una procedura che richiede sempre collaborazione e quando si parla di adolescenti sappiamo che questa collaborazione a volte non è così banale da ottenere. Oggi però la tecnologia ci mette a disposizione strumenti davvero innovativi che riescono a coinvolgere il ragazzo e a renderlo parte attiva del trattamento". Così Lorenzo Bartolommei, odontoiatra e specialista in ortodonzia, intervenendo a Napoli all'evento formativo dedicato all'ortodonzia in età evolutiva, presso l'università della Campania Luigi Vanvitelli.

    "Deve esserci una sinergia tra medico e paziente - spiega Bartolommei - perché è questa collaborazione che ci permette di arrivare al risultato preposto. E possiamo cominciare già dalla prima visita, facendo capire al nostro paziente adolescente che il mondo del dentista e dell’odontoiatria è cambiato". Un esempio arriva dalla presa delle impronte. "Non utilizziamo più necessariamente quei materiali fastidiosi tradizionali - precisa - ma possiamo effettuare una scansione e mostrare immediatamente al paziente la riproduzione in 3D della propria bocca. In questo modo lo rendiamo partecipe e consapevole delle proprie problematiche, che possono essere estetiche, ma soprattutto funzionali". Secondo Bartolommei, proprio questo approccio può favorire il coinvolgimento del giovane nel percorso di cura. "Già vedere la propria bocca riprodotta in 3D incuriosisce il paziente e lo rende più consapevole del fatto che sta facendo qualcosa per la propria salute", sottolinea.

    C'è poi il tema delle conseguenze di una malocclusione non trattata. "Il rischio - evidenzia Bartolommei - è quello di permanere con una condizione non ideale. Sappiamo che una malocclusione può avere conseguenze anche sulla salute generale e per questo è importante intervenire con un percorso adeguato". La tecnologia interviene anche nella quotidianità del trattamento. "Gli allineatori - rimarca - sono meno invasivi e non impattano nella vita quotidiana del ragazzo: sono compatibili con la vita sociale e con le attività sportive, aspetti molto cari ai nostri pazienti adolescenti".

  • 17:25 - Cybersicurezza, Armoni: "Con emulatore quantistico possibile gestire minacce e elaborare scenari di difesa"

    Roma, 18 set. (Adnkronos) - "Abbiamo creato un emulatore quantistico, cioè un software, che gira su macchine certificate e che permette di emulare la tecnologia quantistica su informatica tradizionale. Ciò permette di scalare dal punto di vista del numero di operazioni parallelizzate possibili, arrivando a numeri molto grandi su computer tradizionali, dove i dati non si muovono, ma stanno all'interno e risolvendo problemi di notevole entità”. Così Marco Armoni, direttore scientifico Centro italiano Emulazione Quantistica, in occasione del Ciso Meetup 2026, una giornata di confronto tra istituzioni e chief information security officer per la resilienza cibernetica del Sistema Paese, svoltosi presso la Casa dell'Aviatore a Roma.

    Tra i focus principali del Ciso Meetup 2026, secondo Armoni “il tema dell’intelligenza artificiale e della protezione da qualsiasi tipo di minaccia. Il nostro emulatore, in tal senso, permette di lavorare su stati dimensionali notevoli e quando parliamo di minacce, parliamo di numeri impressionanti, di variabili - spiega - Un sistema tradizionale lavora a queste variabili, seppur dotate di intelligenza artificiale, in tempi molto lunghi, mentre noi, che lavoriamo parallelamente, arriviamo a lavorarlo in tempi estremamente rapidi. Un esempio che posso fare è la rilevazione da parte nostra di un attacco balistico, arrivato sul quadrante di uno Stato, dove abbiamo elaborato in 87 millisecondi ben 16 milioni di possibili scenari di difesa, trovando lo scenario di difesa migliore, con il 98% di riuscita, e dando il protocollo d'azione alle risorse militari. Stessa cosa accade nell'ambito della cybersecurity, con gli attacchi”, conclude Armoni.

Adn Kronos www.adnkronos.com
Abbonati a Ilfattoquotidiano.it
meteo
Resta in contatto con la community de Il Fatto Quotidiano L'amato strillone del Fatto
Accedi o registrati per partecipare alla discussione
Accedi Registrati

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione

ilFattoQuotidiano.it white
  • Termini e condizioni d’uso
  • Privacy Policy
  • Cambia impostazioni privacy
  • Pubblicità
  • Abbonati
  • Newsletter
  • FAQ
  • Gerenza
  • Contatti
  • Tv Loft
  • Scuola del Fatto
  • Fondazione FQ
  • Millennium
  • Paperfirst
  • IoScelgo
  • Community
  • Facebook
  • Facebook Messenger
  • Instagram
  • Linkedin
  • Telegram
  • X
© 2009 - 2026 SEIF S.p.A. - C.F. e P.IVA 10460121006
Caro navigatore, cara navigatrice,

non riesci a leggere ilfattoquotidiano.it perché hai negato i consensi relativi alla pubblicità. Per continuare a leggerci accetta i consensi o diventa nostro Sostenitore (in questo modo navigherai senza nessuna inserzione).
Ti ricordiamo che il nostro lavoro ha un costo ripagato dalla pubblicità e dai sostenitori. Il tuo aiuto è per noi indispensabile.
  • Accetta i consensi
  • Rifiuta e Sostienici
  • Già abbonato? Accedi

Cosa implicano le due scelte che ti proponiamo:

  1. Se clicchi “Accetta i consensi” acconsenti in questo modo al trattamento dei tuoi dati personali mediante l'impiego di tutti i cookie presenti sul sito, fermo restando la possibilità di revocare il consenso in qualunque momento. Navigherai in modo totalmente gratuito e potrai visualizzare fino ad un massimo di 5 articoli al mese, e vedrai la pubblicità. Che cosa sono i cookie?
  2. Se clicchi su “Rifiuta e Sostienici” sottoscrivi un abbonamento Sostenitore a “ilfattoquotidiano.it”, al costo promozionale di 1€ al mese per 3 mesi. A decorrere dal quarto mese il costo dell'abbonamento diverrà di 5,99€ al mese, il tutto mantenendo le tue attuali impostazioni. Da abbonato potrai navigare senza alcun tipo di pubblicità.

Logo Il Fatto Quotidiano
In Edicola
Quest'articolo è riservato agli abbonati Partner

Abbonati a Il Fatto Quotidiano. Facciamo un giornale con un solo padrone: i lettori.

  • Digital

    Partner

    Sfoglia ogni giorno i contenuti di FQ IN EDICOLA sul tuo pc e sulla nuova app.
    Annuale Mensile
    € 139 ,99
    per il primo anno
    poi € 189,99 / anno
    PAGA IN MODO RAPIDO CON:
    ABBONATI
    Rinnovo automatico. Disattiva quando vuoi

    Incluso nell'abbonamento

    • Accedere a tutti gli articoli del quotidiano tramite app e sito
    • Accedere all'archivio completo de il Fatto Quotidiano
    • Accedere ad uno sconto dedicato a 4 corsi esclusivi della Scuola del Fatto
    • Partecipare in diretta alla riunione di redazione ogni giovedì alle 16.00
    • Commentare tutti gli articoli del sito
    • Navigare senza pubblicità
    • Accedere a tutti i programmi di TvLoft
    • Sconto del 20% sul nostro shop online
    • Tesseramento alla Fondazione il Fatto Quotidiano a € 5,00 (anziché € 20,00)
    • Card digitale con accesso ai vantaggi esclusivi delle Partnership

Hai già un abbonamento? Accedi Icona freccia rossa accedi

Hai bisogno di ulteriori informazioni? Compara tutti i piani Icona freccia comparazione piani