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Politica

6 Giugno 2024

Ultimo aggiornamento: 16:07 del 6 Giugno 2024

“Servono più immigrati? I dati non lo dicono”. Meloni contro il governatore di Bankitalia, ma demografi e aziende gli danno ragione

di F. Q.
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“Si figuri se non capisco questo problema, però i dati non dicono questo“. La premier Giorgia Meloni non ha dubbi: mercoledì, rispondendo a una domanda del direttore del TgLa7 Enrico Mentana, ha contestato il contenuto delle considerazioni del governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta sulla necessità di un ingresso di immigrati regolari molto più ampio di quelle che sono le stime dell’Istat per controbilanciare l’effetto del calo demografico. La leader di Fratelli d’Italia non ha portato però evidenze differenti rispetto a quelle su cui ha ragionato l’economista scelto lo scorso anno dal governo per guidare via Nazionale. Si è limitata a rivendicare ancora una volta di aver “scoperto” e denunciato i guasti del decreto Flussi, in realtà noti da anni. Ha insomma cambiato discorso.
A confermare la versione di Panetta sono però – oltre alle analisi di via Nazionale – i principali demografi italiani: da Alessandro Rosina, che da anni predica la necessità di incentivare la natalità e nel frattempo allargare la forza lavoro anche con gli stranieri in ragione di “almeno 300-400mila l’anno“, a Francesco Billari, rettore della Bocconi, che stima in 450mila – contro i 350mila previsti ogni anno dall’Istat nel prossimo decennio – gli ingressi annui indispensabili per contenere il calo della popolazione destinata in caso contrario a scendere a 58,1 milioni nel 2030 e 45,8 nel 2080. E soprattutto il crollo del numero di italiani 30-34enni, giovani adulti che si avviano verso l’apice della vita attiva.
I primi a sapere che senza lavoratori immigrati l’economia italiana si fermerebbe sono peraltro gli imprenditori, importante bacino elettorale per il centrodestra. Al netto di truffe e raggiri di cui sono vittime gli aspiranti lavoratori, causa assenza di controlli, ogni anno le richieste di permessi sulla base del decreto flussi sono fino a tre volte le quote disponibili e spesso vengono rilasciati meno nulla osta rispetto ai posti, lasciando inutilizzate migliaia di quote. Per il 2024 sono state previste solo 151.000 quote di ingresso in Italia di cui 89mila per il lavoro subordinato stagionale, nonostante la richiesta da parte delle sole aziende agricole ammonti a circa 100mila stagionali ogni anno.

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Adn Kronos
  • 11:49 - Salute mentale, quasi un lavoratore europeo su 3 è a rischio: Nestlè punta su formazione

    Roma, 9 ott. (Adnkronos/Labitalia) - Secondo l’OSH Pulse 2025 dell’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA), il 29% dei lavoratori europei dichiara stress, depressione o ansia, il 37% una condizione di affaticamento generale e il 44% forti pressioni dovute al carico di lavoro. Per questo, saper riconoscere i segnali di disagio è il punto di partenza per creare le condizioni per costruire un ambiente di lavoro inclusivo, in cui le persone si sentano ascoltate, rispettate e libere di chiedere aiuto senza timore di essere giudicate. Negli ultimi due anni Nestlé ha avviato un percorso che ha formato oltre 400 manager - nelle sedi direzionali come negli stabilimenti produttivi - con percorsi dedicati al riconoscimento precoce dei segnali di stress, disagio e potenziale burnout. L'obiettivo è sviluppare competenze di ascolto e relazione, per aiutare chi coordina team a cogliere le situazioni di difficoltà e a favorire un dialogo aperto, senza trascurare l'attenzione al proprio benessere.

    "La salute mentale non è un tema da affrontare solo in occasione di una ricorrenza: è parte del benessere delle persone e deve trovare spazio nella quotidianità lavorativa. Da diversi anni abbiamo scelto di lavorare sulla prevenzione, a partire da chi guida i gruppi di lavoro, affiancandola a strumenti concreti di supporto. Il nostro obiettivo? Vogliamo che parlare di salute mentale non sia un'eccezione, ma una parte naturale della nostra cultura aziendale, costruita su ascolto, fiducia e inclusione", ha dichiarato Giacomo Piantoni, hr director Gruppo Nestlé in Italia.

    Alla formazione si affianca il servizio di consulenza psicologica interno all'azienda, che in tre anni ha erogato oltre 500 ore di colloqui durante l'orario di lavoro, con un utilizzo in crescita anno dopo anno. A questo si aggiunge la collaborazione con Serenis, centro medico online per il benessere fisico e mentale, che consente alle persone del Gruppo di accedere a servizi di supporto psicologico online a condizioni economiche agevolate, facilitando il contatto con professionisti qualificati e la possibilità di intraprendere percorsi personalizzati.

    "Salute fisica e salute mentale devono andare di pari passo: prendersi cura di entrambe fa parte del nostro modello integrato di prevenzione. Il percorso costruito in questi anni, che coinvolge un numero sempre maggiore di persone, ne è la prova: l'utilizzo del servizio di consulenza dimostra che chiedere supporto, e farlo per tempo, sta diventando una scelta naturale", ha dichiarato Ramona Politanò, employee health manager del Gruppo Nestlé in Italia.

    Per contribuire a superare lo stigma che ancora accompagna il tema, Nestlé continua a promuovere webinar, incontri e momenti di confronto in cui condividere esperienze e acquisire maggiore consapevolezza. Tra questi, il webinar del 14 ottobre con Alessio Carciofi - professore, wellbeing advisor e autore del nuovo libro 'Spegni tutto: come: vivere nell'era artificiale senza diventare robot', edito da Feltrinelli. Un momento dedicato al benessere psicologico e, in particolar modo, al rapporto con gli strumenti di lavoro digitali che, in alcuni casi, possono invadere in maniera problematica gli ambiti familiari, causare stress e impattare negativamente sul benessere delle persone.

    Dalla formazione dei e delle leader all'accesso a un supporto specialistico, Nestlé punta a rafforzare una cultura in cui il benessere psicologico sia riconosciuto come una responsabilità condivisa e una componente essenziale della qualità della vita lavorativa

  • 11:48 - Atp Shanghai, Berrettini e Cobolli eliminati al secondo turno

    Shanghai, 9 ott. (Adnkronos) - Si ferma al secondo turno la corsa di due italiani al torneo Atp di Shanghai, in Cina. Flavio Cobolli, numero 7 del mondo e sesta testa di serie, si è dovuto arrendere in tre set al francese Adrian Mannarino, numero 83 Atp, con il punteggio di 6-1, 4-6, 6-3. Il transalpino attende ora il vincitore della sfida tra il russo Karen Khachanov (27 Atp) e il britannico Arthur Fery (37). L'azzurro subisce così la quarta sconfitta consecutiva.

    Esce di scena, sempre al secondo turno, anche Matteo Berrettini. Il tennista romano, numero 46 Atp, è stato eliminato dallo statunitense Brandon Nakashima, numero 16 del mondo, in due set con il punteggio di 7-6 (7-4) 7-5. Resta ancora in gara solo Lorenzo Musetti opposto oggi al cinese Zhou.

  • 11:41 - Trasporti, a Roma il 20° Convegno Nazionale Asstra 'Mobilità di valore, valore alla mobilità'

    Roma, 9 ott. (Adnkronos) - Come cambierà il Trasporto Pubblico Locale nei prossimi anni? E quali condizioni servono perché la trasformazione tecnologica, energetica, organizzativa industriale del settore possa tradursi in servizi più efficaci, efficienti e sostenibili, in grado di trasferire valore ai territori e aiutare gli italiani in un periodo di caro energia? Sono alcune delle domande al centro della 20ª edizione del Convegno Nazionale Asstra, in programma il 21 e 22 ottobre al Parco dei Principi Grand Hotel Roma, dal titolo “Mobilità di valore, valore alla mobilità”. L'appuntamento è l'occasione con cui Asstra – associazione che riunisce 144 aziende di Trasporto Pubblico Locale – intende affermare che dare valore al Trasporto Pubblico Locale, quale asse portante di una mobilità sostenibile di qualità, implica: riconoscere il suo ruolo strategico nelle politiche pubbliche e negli investimenti; generare valore a favore di cittadini, imprese e territori.

    Con questo obiettivo, l'Associazione ha costruito il proprio convegno secondo una logica di stakeholder engagement, al fine di alimentare un dibattito aperto a una pluralità di punti di vista. “Il Trasporto Pubblico ha vissuto in questi anni una straordinaria accelerazione. Un'evoluzione che in molti casi assume le caratteristiche di una trasformazione non solo tecnologica, ma anche di business e organizzativa, e che inevitabilmente riguarda l'intero modello di mobilità del Paese – dichiara Andrea Gibelli, presidente di Asstra –. L'aumento dei costi dell'energia e dei carburanti rende ancora più evidente il valore sociale ed economico del Trasporto Pubblico, che deve poter rispondere ai bisogni di mobilità degli italiani e offrire alle famiglie un sostegno rispetto al "caro vita". In questo quadro, con la sostituzione del Fondo Nazionale Trasporti con il nuovo sistema di finanziamento legato al federalismo fiscale e basato sul gettito Irpef regionale, è necessario intervenire per garantire livelli adeguati di servizio (Las) e la destinazione vincolata delle risorse al trasporto pubblico locale”.

    Il confronto del 20° Convegno Nazionale Asstra si svilupperà quindi lungo alcune delle questioni destinate a incidere maggiormente sul futuro del trasporto pubblico: come finanziare la trasformazione, come renderla sostenibile per le aziende e per i territori, quali competenze serviranno, come governare le nuove tecnologie e quale quadro regolatorio potrà accompagnare l'evoluzione del settore.

  • 11:38 - Lavoro, Margiotta (Confsal): "Nessun contratto sotto standard tutela e dignità"

    Roma, 9 ott. (Adnkronos) - "Un salario giusto non può limitarsi all’aspetto economico. L’equità retributiva deve comprendere anche diritti, tutele giuridiche e condizioni normative. È proprio nelle differenze tra questi elementi che può annidarsi il dumping contrattuale, anche quando i trattamenti economici risultano formalmente equivalenti". È il messaggio lanciato dal Segretario Generale Confsal, Angelo Raffaele Margiotta, intervenuto ieri al convegno “Salario Giusto, Lavoro Vero”, promosso dal Dipartimento Lavoro di Forza Italia guidato dalla deputata Chiara Tenerini, alla presenza del Ministro del Lavoro Marina Calderone, del Vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani e dei rappresentanti di Cisl, Confindustria e Conflavoro Pmi.

    Rafforzare la contrattazione collettiva, contrastare i contratti pirata e garantire a tutti i lavoratori livelli salariali e tutele giuridiche adeguate. Sono questi i punti centrali dell’intervento sul futuro della rappresentanza sindacale e della contrattazione. La questione salariale, ovvero il principio di equa retribuzione, non può limitarsi soltanto al valore economico delle retribuzioni, ma deve riguardare anche l'insieme delle tutele normative, giuridiche e sociali riconosciute ai lavoratori. L'obiettivo della Confsal è innanzitutto contrastare il fenomeno dei cosiddetti contratti pirata ma parimenti evitare che in alcuni settori proprio la contrattazione collettiva di riferimento possa arrivare a determinare livelli retributivi di 7 o 7,50 euro l'ora.

    Il tema riguarda in particolare alcuni comparti caratterizzati da livelli salariali particolarmente bassi, tra cui servizi e vigilanza e altri settori nei quali le retribuzioni contrattuali rischiano di non garantire condizioni di vita dignitose. Da qui la proposta di individuare, nell’ambito di un nuovo accordo quadro sulla contrattazione, uno standard minimo di salario contrattuale, al di sotto del quale nessun contratto collettivo di categoria dovrebbe poter scendere. La contrattazione dei singoli settori, tenendo conto delle specificità produttive e professionali, potrà naturalmente stabilire livelli superiori rispettando tuttavia una soglia generale di dignità salariale valida per tutti.

    Accanto alla crescita dei salari, il Segretario Generale ha posto l’accento anche sulla necessità di intervenire sul sistema fiscale a favore dei lavoratori con le retribuzioni più basse. La proposta è introdurre una detrazione specifica che consenta di azzerare l’imposta sul reddito da lavoro per chi percepisce fino a 9 euro l’ora: “Chi guadagna fino a 9 euro l’ora non può essere ulteriormente penalizzato dalla tassazione. Se vogliamo sostenere davvero il lavoro povero, dobbiamo agire contemporaneamente sulla crescita dei salari e sulla fiscalità, lasciando più reddito disponibile nelle tasche di chi ha meno”- Salario dignitoso, contrasto ai contratti pirata, equivalenza delle tutele e sostegno fiscale ai lavoratori a basso reddito devono diventare i pilastri della contrattazione collettiva e dell’azione sindacale.

  • 10:46 - Saint Laurent, finisce l'era Vaccarello: dieci anni che hanno cambiato la maison

    Milano, 9 ott. (Adnkronos) - Le chiavi le aveva già consegnate. Il 29 settembre scorso, alla fine della sua ultima sfilata per Saint Laurent, Anthony Vaccarello aveva attraversato la passerella insieme alle modelle, poi aveva raggiunto il figlio Luca e gli aveva messo in mano un mazzo di chiavi. Un gesto diventato il dettaglio più osservato del finale di una collezione costruita tutta sull’oro e sul nero, a dieci anni esatti dal suo arrivo alla maison. Allora poteva ancora essere letto come una semplice scena personale. Oggi, con l’annuncio di Kering, il significato di quel gesto, interpretato da molti come il suo addio, diventa evidente. Dopo settimane di rumors, Anthony Vaccarello lascia la direzione creativa del marchio. Il designer belga, arrivato nel 2016 al posto di Hedi Slimane, chiude una delle esperienze creative più lunghe e incisive tra le grandi maison francesi degli ultimi anni. Kering parla di un ruolo “fondamentale” nello sviluppo di Saint Laurent e nel rafforzamento della sua identità e della sua influenza nella moda e nella cultura. Luca de Meo, amministratore delegato del gruppo, lo ringrazia per il contributo dato alla maison negli ultimi dieci anni, mentre Cédric Charbit, presidente e amministratore delegato di Saint Laurent, sottolinea la traiettoria di sviluppo costruita durante il suo mandato. Il nuovo direttore creativo sarà annunciato prossimamente.

    La notizia arriva a pochi giorni da quella che, alla luce di oggi, è stata effettivamente l’ultima sfilata di Vaccarello. Il 30 settembre, quando le indiscrezioni sul suo possibile addio erano già insistenti, De Meo aveva scelto di non confermarle. Alla domanda sui rumors che riguardavano Vaccarello e, contemporaneamente, Pierpaolo Piccioli in partenza da Balenciaga, aveva risposto: “No comment”, lasciando aperte tutte le possibilità. Quando Vaccarello arrivò a Saint Laurent aveva 34 anni. Belga, formato alla La Cambre di Bruxelles, aveva alle spalle la propria omonima maison e l’esperienza alla guida di Versus Versace. Saint Laurent gli affidava una delle poltrone più calde della moda francese dopo quattro anni di Hedi Slimane, che aveva cambiato profondamente l’immagine della casa di moda fondata da Yves Saint Laurent nel 1961 assieme al suo socio in affari e compagno di vita Pierre Bergé.

    Sin da subito Vaccarello aveva scelto una strada diversa senza azzerare quella precedente. Non una Saint Laurent completamente nuova ma aveva scelto di rendere riconoscibili alcuni dei codici della maison: il nero, le spalle accentuate, i blazer scultorei, le silhouette affilate, la pelle in evidenza, le trasparenze, gli abiti corti e un lavoro notevole su calzature e accessori. Una sensualità esplicita ma costruita con grande controllo. Un vocabolario di stile che stagione dopo stagione è diventato sempre più incisivo. Anche i numeri raccontano quanto quella continuità abbia funzionato. Nel 2016 Saint Laurent aveva ricavi per circa 1,2 miliardi di euro. Nel 2022 era arrivata a 3,3 miliardi, più del doppio rispetto all’anno dell’ingresso di Vaccarello. È stata una delle crescite più significative all’interno del portafoglio Kering e ha portato Saint Laurent stabilmente tra le maison più importanti del lusso mondiale.

    Naturalmente non è il risultato di un solo direttore creativo. Alla crescita hanno contribuito il management, la rete dei negozi, gli investimenti, il prodotto e la distribuzione internazionale. Ma la continuità dell’immagine costruita da Vaccarello ha avuto un peso evidente: Saint Laurent è diventata una maison coerente, senza continui cambi di direzione artistica. Negli ultimi due anni, però, anche Saint Laurent ha risentito del rallentamento del lusso. Dopo il picco del 2022, i ricavi sono scesi a circa 2,9 miliardi nel 2024, a 2,6 miliardi nel 2025 e tornati a crescere nel primo semestre del 2026. Rispetto al 2016, il giro d’affari della griffe resta comunque più che raddoppiato.

    La sua Saint Laurent ha inoltre mantenuto un rapporto molto stretto con la musica, il cinema, la fotografia e le figure della cultura contemporanea (basti pensare alle numerose campagne pubblicitarie con le star della musica come Michael Stipe dei R.E.M nel 2024 insieme a icone come Diana Ross e Lauren Hutton). Il progetto cinematografico Saint Laurent Productions ha ulteriormente allargato il perimetro, portando il nome della casa nei grandi festival internazionali. L’addio di Vaccarello arriva mentre Kering sta affrontando una fase di profondo riassetto. De Meo, arrivato alla guida del gruppo con l’obiettivo di rilanciarne la crescita, ha già ereditato un portafoglio nel quale diverse maison hanno cambiato o stanno cambiando guida creativa.

    Saint Laurent aveva rappresentato, fino a oggi, una delle principali eccezioni: Vaccarello era alla maison da dieci anni, aveva attraversato il periodo di espansione più importante e aveva mantenuto una linea estetica stabile anche quando il mercato del lusso ha iniziato a rallentare. La domanda oggi è chi arriverà dopo Vaccarello, al netto dei rumors che già si rincorrono online. Ma anche quanto Kering vorrà cambiare una maison che negli ultimi dieci anni ha costruito una delle identità più forti del lusso moderno. Il prossimo designer dovrà confrontarsi con un’eredità molto precisa e con numeri che, nonostante il rallentamento recente, raccontano una crescita enorme. (di Federica Mochi)

  • 10:37 - Fism for people: "A Cagliari oltre 300 prestazioni per la prevenzione"

    Roma, 9 ott. (Adnkronos Salute) - Oltre 300 prestazioni gratuite tra visite specialistiche, screening e percorsi di counseling, una significativa partecipazione dei cittadini e un importante momento di confronto tra istituzioni, professionisti sanitari, società scientifiche e associazioni di pazienti. Si è conclusa con risultati molto positivi a Cagliari la seconda tappa di ‘Fism for People – Facciamo germogliare la prevenzione’, il progetto itinerante promosso dalla Federazione delle società medico-scientifiche italiane (Fism). Dopo il successo della tappa inaugurale di Bari, anche l'appuntamento sardo - informa una nota - ha confermato l'efficacia di un modello che porta la prevenzione fuori dagli ambulatori e dagli ospedali, avvicinandola concretamente ai cittadini attraverso attività informative, servizi di screening e percorsi di orientamento alla salute. L'iniziativa - patrocinata dal Comune di Cagliari, ospitata il 2 e 3 ottobre tra il T Hotel e il Parco della Musica - è nata con l'obiettivo di diffondere una cultura della prevenzione fondata sulla diagnosi precoce, sull'identificazione tempestiva dei fattori di rischio e sulla promozione di un accesso sempre più equo ai servizi sanitari.

    La prima giornata è stata dedicata al confronto scientifico e istituzionale, con la partecipazione del sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato e del presidente della Commissione Affari sociali della Camera Ugo Cappellacci. Al centro del dibattito alcuni temi strategici per il futuro della sanità italiana, tra cui innovazione ed equità nell'accesso alle cure, prevenzione cardio-nefro-metabolica, vaccinazioni, salute della donna, medicina iperbarica, dipendenze e valorizzazione delle competenze sanitarie territoriali. La seconda giornata - dettaglia la nota - ha visto l'apertura del Villaggio della salute, trasformando la prevenzione in un'occasione concreta di prossimità e partecipazione. Nei gazebi e negli ambulatori specialistici allestiti per l'occasione sono stati offerti gratuitamente screening cardiovascolari, nefrologici, metabolici, ginecologici e oculistici, oltre a colloqui di supporto psicologico e percorsi dedicati alle problematiche legate alle dipendenze.

    Fondamentale il contributo delle società scientifiche e delle realtà professionali che hanno partecipato all'iniziativa mettendo a disposizione competenze, specialisti e attività di sensibilizzazione rivolte alla popolazione. In particolare, hanno contribuito alla realizzazione delle attività del Villaggio della Salute: Anmco-Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri; Agui-Associazione ginecologi universitari italiani; Amd-Associazione medici diabetologi; Simsi-Società italiana di medicina subacquea e iperbarica; Sin-Società italiana di nefrologia; Siso Ets-Società italiana di scienze oftalmologiche; Sitcc-Società italiana di terapia comportamentale e cognitiva; Sitd-Società italiana tossicodipendenze; Site-Società italiana talassemie ed emoglobinopatie; Apmo- Associazione pazienti malattie oculari; Egoi-European Gynecological Oncology Institute e Agorà-Società italiana di medicina a indirizzo estetico.

    “I risultati registrati a Cagliari confermano quanto la prevenzione di prossimità rappresenti uno strumento essenziale per promuovere una cultura della salute sempre più diffusa e accessibile - ha dichiarato Loreto Gesualdo, presidente Fism - Portare screening, informazione e consulenza specialistica direttamente nei territori significa contribuire a ridurre le disuguaglianze nell'accesso alle cure e favorire l'intercettazione precoce dei fattori di rischio. Con ‘Fism for People’ vogliamo costruire un modello stabile di collaborazione tra comunità scientifica, istituzioni e cittadini, affinché la prevenzione diventi parte integrante della vita quotidiana delle persone. L'ampia partecipazione registrata durante questa tappa conferma quanto sia forte la domanda di salute e quanto sia importante rendere i servizi di prevenzione sempre più vicini alle comunità. Uno degli aspetti più significativi di questa esperienza - ha aggiunto Gesualdo - è la straordinaria capacità delle società scientifiche di fare rete e mettere le proprie competenze al servizio dei cittadini. L'esperienza di Cagliari dimostra che quando conoscenza scientifica, istituzioni, professionisti sanitari e associazioni collaborano con un obiettivo comune, la prevenzione diventa non solo più efficace ma anche più vicina alle persone. Il contributo delle società scientifiche coinvolte rappresenta il vero valore aggiunto di questo progetto e conferma il ruolo fondamentale che esse svolgono nel sostenere l'innovazione, l'educazione sanitaria e la tutela della salute pubblica”.

    Dopo i risultati positivi delle prime 2 tappe - continua la nota - Fism proseguirà il proprio roadshow nazionale della prevenzione coinvolgendo progressivamente tutte le principali aree del Paese. Il calendario prevede una tappa a Milano tra novembre e dicembre 2026, quindi Perugia tra novembre 2026 e febbraio 2027. Il percorso proseguirà nel Mezzogiorno con gli appuntamenti di Napoli e una nuova tappa a Bari tra gennaio e marzo 2027. Il progetto si concluderà nella primavera del 2027 a Roma, con un evento nazionale dedicato alla presentazione dei risultati raccolti durante il roadshow e alla consegna del Report sullo stato della prevenzione in Italia, documento che raccoglierà evidenze, criticità, best practice e proposte emerse nel confronto con cittadini, professionisti sanitari, società scientifiche e istituzioni.

    «L'obiettivo finale di ‘Fism for People’ non è soltanto realizzare eventi sul territorio, ma contribuire alla costruzione di una nuova cultura della prevenzione nel Paese - ha concluso Gesualdo - Il Report sullo Stato della prevenzione rappresenterà la sintesi di un percorso condiviso che parte dall'ascolto dei territori e dall'esperienza diretta dei cittadini. Vogliamo offrire alle istituzioni un contributo concreto per orientare le future politiche sanitarie, promuovendo una prevenzione sempre più accessibile, partecipata e basata sulle evidenze scientifiche”.

  • 10:26 - L'ex designatore Rocchi diventa opinionista di Dazn, debutto l'11 ottobre per Cagliari-Juve

    Roma, 9 ott. (Adnkronos) - L'ex designatore arbitrale Gianluca Rocchi, dopo la revoca della sospensione cautelare legata all’inchiesta della Procura di Milano, torna nel calcio con un ruolo diverso. Rocchi, dopo le diverse puntate ad Open Var, nel corso del suo periodo come designatore per spiegare gli episodi controversi durante il campionato di Serie A, debutterà, sempre su Dazn, ma come nuovo opinionista per la stagione di Serie A 2026-27. La grande esperienza maturata ai massimi livelli del calcio italiano e internazionale sarà messa a disposizione del pubblico da parte dell'ex arbitro e Responsabile della Can per la Serie A e la Serie B che sarà tra i protagonisti fissi di 'Fuoriclasse', lo show della domenica sera di Dazn condotto da Diletta Leotta. 

    La ripartenza del campionato dopo la sosta della Nazionale segnerà dunque il suo esordio come nuovo talent di Dazn: domenica 11 ottobre per Cagliari-Juventus delle 20:45 in esclusiva su Dazn, l’ex fischietto - che vanta 529 partite arbitrate in carriera, tra cui una finale di Europa League, una di Supercoppa Europea, una di Coppa Italia e una di Supercoppa Italiana, e che ha avuto modo di vedere da vicino numerosi grandi campioni - sarà in studio nel post-partita insieme ad Andrea Stramaccioni, Valon Behrami e Andrea Marinozzi.

    “Desidero ringraziare Dazn per questa nuova opportunità. Ho sempre amato confrontarmi con sfide nuove e questa mi entusiasma particolarmente, perché mi permetterà di parlare a 360 gradi di una delle mie più grandi passioni, il calcio. Non vedo l’ora di ripartire e di mettermi alla prova in un ruolo diverso da quello a cui sono abituato, accompagnando i tifosi anche nella lettura più tecnica delle dinamiche di gioco che possono influenzare le decisioni arbitrali”, commenta Gianluca Rocchi.

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