Giugno. Caldo, playoff: gioia e tristezza ma pure un clima di smobilitazione, da ultimo giorno di scuola tra gavettoni e libri lanciati. Lanci dei libri a scuola, chiaramente, mentre nelle domeniche bestiali non c’è posto per tutto ciò che ha a che fare con l’istruzione, ma solo per ciò che è anche solo vagamente sferico o contundente. Tempo di scherzi e relative reazioni, e trattandosi pur sempre di domeniche bestiali con annesse esagerazioni. L’importante è restare scanzonati, pure se sono stati calcati palcoscenici prestigiosi in passato

È UN ALTRO SPORT
Espressione ormai in voga per dire che una squadra o un calciatore è talmente forte da far sembrare di praticare una disciplina a parte. Poi ovvio, nelle domeniche bestiali si equivoca e sul campo da calcio finiscono pure il tennis, il padel eccetera, come evidenzia la multa da 400 euro rimediata dal Città di Casale, gloriosa e scudettata società piemontese oggi in Promozione: “Per il comportamento inaccettabile de propri tesserati e tifosi, che comportava la sospensione temporanea della partita in due occasioni. Nello specifico, i sostenitori per quasi tutta la durata della gara si insultavano con i sostenitori avversari, venendo altresì a contatto con loro e lanciandosi reciprocamente bottigliette di plastica, rendendo necessario l’intervento dei Carabinieri Volontari presenti in campo e la sospensione della partita dal minuto 30′ al minuto 34′ del secondo tempo. Inoltre, lanciavano sul terreno di gioco palle da tennis e padel, e rivolgevano ripetuti insulti all’arbitro. I giocatori in campo prendevano invece parte ad una mass confrontation, con nuova sospensione della partita dal minuto 61′ al minuto 64′ del secondo tempo di gioco; inoltre, rientrati negli spogliatoi provocavano gli avversari, con nuovi diverbi e scontri, sedati dai Dirigenti”.

“FOSSE ANCHE DI NATICA”
Quante volte si dice che in fin dei conti basta segnare, non importa come? Non è poi così tanto vero. Ci sono i social, tante telecamere e quindi l’estetica è importante, perciò se un gol è una vera schifezza non è così indicato gioire, anzi, conviene addirittura far finta che quel gol non sia mai stato segnato. È capitato nella gara tra Chicago Fire e Orlando City: un gol di una bruttezza immane segnato da Torres, per gli ospiti. Un batti e ribatti di quelli che si vede nelle partite tra bimbi molto piccoli col pallone che dopo un paio di minuti di carambole e deviazioni rotola in porta. Un gol cancellato dai canali social della Mls: di certo non una bella pubblicità per il campionato americano.

“FOSSE ANCHE DI NATICA” 2 (SI È GIRATO GIROUD)
E ovviamente vuoi che un detto o un’espressione non venga immediatamente equivocata nelle domeniche bestiali? Ricordate il famoso “S’è girato Giroud” di un derby tra Milan e Inter? Diventa “S’è chinato Chinello” in II Categoria Veneto, dove il dirigente del Zero Branco FBC 1932 Alessandro Chinello è stato squalificato fino al 31 dicembre perché “mentre si avviava a lasciare il terreno di gioco, fermatosi davanti alle tribune, rivolgeva al pubblico insulti e bestemmie. Sollecitato ad abbandonare il campo da parte del capitano della squadra, si è girato verso le tribune, si è tolto i pantaloni e ha esposto le natiche. Il comportamento si è protratto per circa due minuti, trascorsi i quali si è allontanato, continuando a rivolgere ingiurie all’arbitro e al pubblico”.

INNOCENTI SCHERZETTI TRA AMICI
La bellezza di condividere lo spogliatoio è anche la possibilità di farsi gli scherzi. Chi non ha mai annodato insieme lacci delle scarpe del compagno di squadra come ha fatto Renan Lodi con quelle dell’amico e connazionale Neymar? E chi, come Neymar, non ha reagito prendendo un coltello e squarciando le gomme dell’auto all’autore dello scherzo? Reciprocità.

COME MELLBERG
Che importa se hai giocato più di cento partite in nazionale, giocato nella Juventus, in Champions, nella Liga, nella Premier? Se alleni il Bommapojkarna puoi tranquillamente bypassare l’etichetta e presentarti in panchina con i capelli arruffati, il barbone, i calzoncini e le ciabatte, come Mellberg.

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