I favori del governo ai cacciatori e agli armieri hanno un costo – economico – per tutti i cittadini: è pronta, a Bruxelles, la procedura d’infrazione sugli atti legislativi, fatti approvare dal centrodestra, in materia di caccia. Un’altra brutta tegola per il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida. Lo scorso settembre alcune associazioni ambientaliste – e ilFattoQuotidiano.itavevano denunciato le norme volute da Lega e Fratelli d’Italia, in palese contrasto con i provvedimenti europei, e il conseguente rischio di incappare in una procedura d’infrazione. Nel giro di circa sei mesi, ecco l’annuncio da Bruxelles: la Commissione europea ha deciso di avviare una procedura di infrazione, inviando una lettera di messa in mora all’Italia. La ragione? Sia il mancato rispetto della Direttiva Uccelli – che si pone l’obiettivo di tutelare specie in estinzione e i migratori – sia del Regolamento REACH, che ha introdotto alcuni limiti sull’uso del piombo nelle munizioni.

La Commissione europea – com’era abbastanza ovvio – ha riscontrato che diverse leggi italiani non sono conformi alla normativa Ue. In violazione della Direttiva Uccelli, la legislazione italiana concede alle Regioni il potere di autorizzare l’uccisione o la cattura di specie di fauna selvatica, anche in aree in cui la caccia è vietata, come le aree protette, e durante il periodo dell’anno in cui la caccia non è consentita. Sul fronte del regolamento REACH, invece, gli emendamenti del centrodestra (approvati) hanno di fatto scavalcato il divieto Ue sull’uso del piombo nelle zone umide (fiumi, laghi, laghetti, torbiere). Ora il nostro governo ha due mesi di tempo per rispondere e colmare le lacune sollevate dalla Commissione. In assenza di una risposta soddisfacente, la Commissione potrà decidere di emettere un parere motivato.

Già l’anno scorso una precedente lettera dell’Ue (Pilot) certificava che i nostri cacciatori abbattono uccelli in stato di declino (o in via d’estinzione) e che sparano – grazie alla politica – nei periodi di nidificazione (pratica vietata). Non solo, dunque, il governo non ha fatto nulla per limitare pratiche illecite, ma stando a Bruxelles ha persino aggirato direttive e regolamenti. Per quanto riguarda l’uso del piombo nelle zone umide, in particolare, Lega e Fratelli d’Italia hanno declassato la possibile ammenda (dunque, penale) in sanzione amministrativa (da 200 a mille euro). In seconda battuta hanno ridefinito il concetto di “zone umide”, di fatto tornando ai divieti già in essere (attualmente non si può sparare in determinate zone protette) e quindi svuotando i divieti europei entrati in vigore a partire dal febbraio del 2023. Insomma, un bel pasticcio che verrà pagato coi soldi pubblici. Cioè soldi di tutti i contribuenti.

Mail: a.marzocchi@ilfattoquotidiano.it

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