a firma di Simone Montuschi, Presidente di Essere Animali

Qualche giorno fa il nostro team investigativo ha documentato le operazioni di abbattimento di migliaia di maiali in un allevamento in provincia di Pavia dove è stato registrato un focolaio di peste suina africana (PSA). La PSA è una malattia virale che colpisce maiali e cinghiali e si manifesta con febbre, perdita di appetito, debolezza, aborti spontanei ed emorragie interne. A differenza dell’influenza suina non è pericolosa per l’essere umano, ma è estremamente letale per i suini.

Nell’Italia continentale è presente dal gennaio 2022 e il primo caso in Lombardia è stato registrato a giugno di quest’anno in una carcassa di cinghiale. La diffusione anche tra i maiali negli allevamenti nella provincia pavese preoccupa molto il settore suinicolo, in quanto la Lombardia è di fatto la regione italiana con il maggior numero di maiali, oltre 4 milioni, cioè quasi il 50% di tutta la produzione nazionale.

Grazie all’utilizzo di un drone, i nostri investigatori hanno raccolto immagini che mostrano diverse problematiche:

rischi di biosicurezza: dal tetto compromesso che permette l’ingresso di altri animali selvatici, alla presenza di un cane durante le operazioni di abbattimento su un terreno che potrebbe essere contaminato;
metodi di abbattimento crudeli: gli animali vengono uccisi troppo lentamente, senza garantire la rapida saturazione dell’aria con CO2 e cercare di minimizzare le loro sofferenze;
incompetenza del personale in tema di benessere animale: gli animali non vengono fatti entrare nel container tutti nello stesso momento, alcuni di loro cercano di indietreggiare e vengono colpiti con violenza dagli operatori. Uno di loro viene ad esempio afferrato e sollevato per le orecchie, altri animali vengono ammassati a forza uno sull’altro perché entrino tutti insieme. Inoltre, animali con sintomi potenzialmente riconducibili alla PSA vengono abbandonati inspiegabilmente a terra agonizzanti per un tempo indeterminato e calpestati da altri animali. Secondo le procedure, questi animali dovrebbero essere abbattuti immediatamente sul posto, ad esempio con pistola a proiettile captivo o iniezione.

Pensiamo sia fondamentale mostrare immagini da cui si evince chiaramente che, a fronte di tutte le mancanze delle autorità sanitarie e delle nostre istituzioni, in un lasso di tempo in cui sono comunque stati spesi soldi pubblici per misure inadeguate e non si è stati sufficientemente stringenti in materia di biosicurezza, a pagare il prezzo più alto sono le decine di migliaia di maiali che saranno abbattuti in questi giorni, tra atroci sofferenze e in assenza di un adeguato stordimento.

E purtroppo anche gli animali non destinati al consumo umano, come quelli che vivono nei santuari, stanno subendo le conseguenze di questa situazione. È stata infatti emessa un’ordinanza di abbattimento di 37 suini del rifugio per animali “Associazione Progetto Cuori Liberi” a Sairano, a seguito di tre contagi, e non sono state proposte alternative per proteggerli. Persone da tutta Italia stanno in questi giorni raggiungendo il rifugio per portare solidarietà attiva e sostegno, e anche Essere Animali è al loro fianco.

Crediamo sia urgente una riflessione sul nostro sistema alimentare basato sul consumo di carne: gli allevamenti intensivi non solo causano una profonda sofferenza agli animali, ma sono anche una minaccia alla salute pubblica perché luoghi ideali per la diffusione di malattie ed epidemie.

Guarda l’indagine di Essere animali e scopri come vivono gli animali negli allevamenti.

Community - Condividi gli articoli ed ottieni crediti
Articolo Precedente

Teleriscaldamento, avere un metodo tariffario è meglio che l’arbitrio totale di oggi

next
Articolo Successivo

“Il prezzo del caffè schizzerà in alto a causa dei cambiamenti climatici”

next