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Qatargate, nuovo blitz: perquisiti gli uffici di Cozzolino e Tarabella. La Procura: “Puntiamo a chiudere le indagini entro l’anno”

Qatargate, nuovo blitz: perquisiti gli uffici di Cozzolino e Tarabella. La Procura: “Puntiamo a chiudere le indagini entro l’anno”
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Nuovo blitz della polizia belga al Parlamento europeo nell’ambito dell’inchiesta per corruzione internazionale e riciclaggio nata dal cosiddetto Qatargate. Secondo quanto apprende l’Ansa, il giudice istruttore di Bruxelles Michel Claise si è presentato lunedì mattina, accompagnato da alcuni agenti in borghese, negli uffici degli eurodeputati indagati Andrea Cozzolino e Marc Tarabella, entrambi del gruppo dei Socialisti e democratici. Le perquisizioni sono tuttora in corso. L’azione dovrebbe condurre alla revoca dei sigilli all’ufficio del belga Tarabella – rilasciato il 9 maggio dopo tre mesi di custodia cautelare in carcere – mentre gli investigatori stanno interrogando i collaboratori dell’italiano Cozzolino, europarlamentare del Pd, arrestato lo scorso febbraio e da allora ai domiciliari a Napoli.

A Tarabella e Cozzolino l’Eurocamera aveva revocato l’immunità parlamentare a inizio febbraio. Ad accusarli era stato Francesco Giorgi, assistente parlamentare di Cozzolino e prima di Antonio Panzeri (l’ex eurodeputato “pentito” considerato il dominus del sistema corruttivo) e compagno della ex vicepresidente del Parlamento Ue, Eva Kaili. Il 13 dicembre 2022 Giorgi aveva fatto i nomi dei due eurodeputati alla Procura federale belga. Giorgi spiegava che il parlamentare campano aveva raccolto il testimone, per i rapporti con il Marocco e più in generale il Maghreb, direttamente da Panzeri. Tarabella era stato chiamato in causa anche dallo stesso ex europarlamentare di Articolo 1, che ai magistrati aveva raccontato come nell’attività di lobbying a favore del Qatar il belga fosse stato “ricompensato più volte per un importo totale di 120mila o 140mila euro consegnati in contanti”.

La giustizia belga punta a chiudere le indagini preliminari sul cosiddetto Qatargate entro l’anno: “Speriamo di arrivare a una conclusione entro il 2023“, ha fatto sapere all’Ansa il portavoce della Procura federale Eric Van Duyse, sottolineando che le indagini preliminari stanno procedendo “bene”. Il presunto scandalo di corruzione che ha scosso il Parlamento europeo era venuto alla luce il 9 dicembre 2022, dopo una serie di perquisizioni e arresti disposti dal giudice Claise. Sei mesi dopo le indagini sono “in continua evoluzione” e gli investigatori sono al lavoro “a pieno ritmo”, afferma il portavoce dell’ufficio inquirente.

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