Lollobrigida sulla sostituzione etnica ha detto una colossale sciocchezza, una cosa che non sta né in cielo né in terra. Credo però alla sua assoluta buona fede, anche se lo conosco pochissimo, quando chiede scusa e dice che non sapeva che la locuzione ‘sostituzione etnica’ fosse il cavallo di battaglia e lo slogan preferito dei suprematisti. Ammissione di ignoranza? Bene, prendiamone atto. È stato uno scivolone, una frase infelice. È capitato a tanti e capiterà ancora”. Così a L’aria che tira (La7) Gianfranco Fini, ex leader di Alleanza Nazionale, commenta le discusse dichiarazioni del ministro dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare, Francesco Lollobrigida.

L’ex presidente della Camera, che elogia la presidente del Consiglio (“Giorgia Meloni, a detta di molti, se non di tutti, non è solo il vertice del governo, ma dell’esecutivo è anche quella che si impegna di più, che studia di più, che cerca di fare tutto ciò che è sulle sue spalle”), si pronuncia anche sulle parole del presidente del Senato Ignazio La Russa circa l’attentato di via Rasella: “Non è lecito fare battute o scherzare su questioni così importanti, non solo perché appartengono alla storia ma anche perché hanno ricadute attuali ancora oggi. Poi Ignazio La Russa, che è uomo intelligente, si è reso conto perfettamente di aver preso una cantonata”.

E sottolinea: “Il 25 aprile è la festa della liberazione dal fascismo. Cito testualmente quello che An scrisse nel documento fondativo al congresso di Fiuggi: libertà, uguaglianza, diritti civili, giustizia sociale, cioè quei valori essenziali che il fascismo aveva conculcato. In mille occasioni An disse che i valori dell’antifascismo erano i valori alla base della Costituzione e quindi ovviamente tutti si dovevano sentire ed essere antifascisti“.

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