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Anziano trovato morto in casa in stato di decomposizione, indagato il figlio: “Quello non è mio padre, lui vive in Svizzera”

Anziano trovato morto in casa in stato di decomposizione, indagato il figlio: “Quello non è mio padre, lui vive in Svizzera”
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“Mio padre si trova in Svizzera, quel corpo non è il suo”. Il corpo è di Antonio Caracciolo, 84 anni, trovato in avanzato stato di decomposizione all’interno di una casa di Corigliano D’Otranto, provincia di Lecce. Chi parla è il figlio 56 enne, Luigi Roberto Caracciolo, indagato per occultamento di cadavere, che continua a proclamarsi innocente. Il corpo dell’84enne ormai scheletrizzato, avvolto in alcune coperte e adagiato su una brandina con accanto dei ventilatori accesi, era stato ritrovato il 15 marzo nell’abitazione in cui viveva l’anziano.

Dopo il ritrovamento del corpo dell’uomo nella cucina della sua casa in via San Lorenzo, il figlio ha dichiarato ai magistrati che quel cadavere non sarebbe del padre. Che invece vivrebbe in Svizzera. Caracciolo, assistito dal proprio legale, è stato ascoltato oggi dal pm Luigi Mastroniani, a cui avrebbe riferito che il padre Antonio è ancora vivo e che si trova in Svizzera da alcuni parenti. “Non so chi sia! Vi pare che io tengo il cadavere di mio padre in casa?! Ho solo tre stanze, dove posso metterlo, sotto le piastrelle? Quello trovato a Lecce non è il corpo di mio padre, non so di chi sia”, si è difeso il 56enne, parlando ai microfoni di un’inviata della trasmissione Pomeriggio 5. L’uomo sostiene anche di aver sentito il padre telefonicamente solo pochi giorni fa, per fargli gli auguri in occasione della Festa del Papà (19 marzo).

Gli inquirenti sospettano che il figlio abbia nascosto la morte del padre per continuare a riscuotere la sua pensione: il 56enne, che vive in un altro appartamento con la sua famiglia, ha anche confermato al pm di aver prelevato i soldi della pensione del genitore sapendo che è in vita e perché è stato da lui delegato. Una ricostruzione ritenuta inattendibile dagli inquirenti. Il magistrato ha disposto l’autopsia per verificare la causa del decesso: da una prima ispezione della salma non sarebbero emersi segni di violenza. Il cadavere è stato trasportato nella camera mortuaria dell’ospedale Vito Fazzi di Lecce restando a disposizione dell’autorità giudiziaria. Nel corso dell’accertamento autoptico sono stati effettuati prelievi per l’identificazione genetica.

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