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Caso Fondazione Studi, terza interrogazione. Anche Verdi Sinistra attaccano la Calderone: “Da lei esigiamo trasparenza e correttezza”

Dopo l'inchiesta del Fatto tre forze di opposizione chiedono chiarimenti alla ministra. Marco Grimaldi (Verdi Sinistra): "Da inchiesta giornalistica emerge conflitto d’interessi ministra Calderone. Anche da noi interrogazione parlamentare al governo"
Caso Fondazione Studi, terza interrogazione. Anche Verdi Sinistra attaccano la Calderone: “Da lei esigiamo trasparenza e correttezza”
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La Fondazione dei Consulenti del Lavoro parla di “illazioni“, ma tre forze politiche chiedono ormai spiegazioni al ministro del Lavoro Marina Calderone e al governo. Dopo l’inchiesta del Fatto sui conflitti di interesse e la gestione del personale da parte dell’ente che ha presieduto per 18 anni ora guidato dal marito Rosario De Luca si erano attivati M5S e Pd, ora è la volta di Alleanza Verdi Sinistra. Il vice capogruppo Marco Grimaldi questo pomeriggio ha inviato una nota che recita: “Nei giorni scorsi, grazie ad un’inchiesta giornalistica de Il Fatto, siamo venuti a sapere che quando l’attuale ministra Calderone era a capo del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei consulenti del lavoro, il marito presidente della Fondazione Studi del medesimo ordine ha costituito una Srl associata per non superare i 15 dipendenti, eludendo così il diritto dei lavoratori ad avere una rappresentanza sindacale e più facilitazioni negli atti di licenziamento. Uno sdoppiamento fittizio, dunque”.

A fornire ulteriori motivazioni la seconda puntata dell’inchiesta. Ha svelato come nel giorno in cui i dipendenti della Fondazione si dissociavano da quanto rivelato al Fatto dai loro stessi colleghi ed ex colleghi di lavoro, negli uffici dell’ente si era materializzato il ministro in persona. “Mentre alcune forze di opposizione ieri annunciavano interrogazioni parlamentari sulla vicenda – afferma Grimaldi – pare che la stessa ministra si sia recata presso la sede dell’ordine, evidentemente per mettere in riga il personale. Ma senza chiarire alcunché all’opinione pubblica. Un ulteriore elemento sull’esistenza di un conflitto di interessi che non può essere tollerato. Anche noi a questo punto – conclude Grimaldi – esigiamo trasparenza e correttezza, e chiameremo la ministra in Parlamento a render conto dei suoi comportamenti”.

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