La Nasa ha deciso di annullare anche il secondo tentativo di lancio del razzo Sls della missione senza equipaggio Artemis 1 diretta sulla Luna. Così come già avvenuto al primo tentativo il decollo è stato annullato a causa di un perdita rilevata durante il caricamento dell’idrogeno liquido e che, dopo tre tentativi, non è stato possibile eliminare. La decisione è stata presa dal direttore di lancio, Charlie Blackwell-Thompson, dopo che anche i tecnici avevano suggerito di non procedere con il lancio, previsto per le 20,17, ora italiana.

Il via libero definitivo al caricamento del propellente per il razzo Space Launch System (Sls), dopo il mancato lancio del 29 agosto scorso, era arrivato dallo stesso direttore di lancio.

Dopo aver raffreddato i condotti attraverso i quali viene caricato il propellente, nella tarda mattinata (ora italiana) è iniziato il caricamento dell’idrogeno liquido a temperature bassissime, nella modalità lenta, nello stadio centrale del razzo Sls. Il caricamento complessivo prevedeva il caricamento di circa 3,4 milioni di litri di propellente, fra idrogeno liquido e ossigeno liquido, nello stadio centrale e in quello superiore del razzo. I tecnici della Nasa avevano deciso di anticipare la procedura nella quale piccole quantità di idrogeno liquido super-freddo vengono fatte fluire nei motori del razzo per ridurne la temperatura. Era stato infatti un problema rilevato in questa fase che il 29 agosto aveva costretto a sospendere il conto alla rovescia.

Durante la mattinata, dopo l’avvio, un primo stop ha reso necessario interrompere il caricamento per circa 30 minuti, per un problema riscontrato, ha reso noto la Nasa, in una parte diversa da quella che il 29 agosto scorso aveva costretto a rinviare il lancio. Poi il caricamento è ripreso ed è stato, nuovamente, disturbato da una nuova perdita rilevata durante la fase di caricamento veloce dell’idrogeno liquido nello stadio centrale del razzo. A causarla, ha fatto sapere la Nasa, un “raccordo difettoso”, poi isolato. Nonostante l’intervento, deciso dal direttore del lancio, Charlie Blackwell-Thompson, la perdita è stata rilevata nuovamente nel pomeriggio a causa dei sensori della rampa di lancio 39B del Kennedy Space Center.

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