Un derby di fuoco, soprattutto per l’orario in cui Giorgia Meloni e Matteo Salvini scelgono di sbarcare contemporaneamente in Sicilia. A mezzogiorno esatto i due leader del centrodestra arrivano a Messina. E sotto un sole ancora caldissimo si sfidano a distanza in due incontri di natura profondamente opposta: Meloni sceglie un bagno di folla al mercato Vascone, all’inizio della parte sud della città, quella più popolare e popolata. Salvini, invece, si presenta in uno dei club più esclusivi, la Marina del Nettuno, dove è atteso dalla crème della città e da tutti i suoi, comprese le new entry, tra cui spicca una vecchia gloria come l’ex sindaco Giuseppe Buzzanca, tornato in politica dopo anni di esilio dopo il processo per l’alluvione di Giampilieri, che lo ha visto assolto in secondo grado. Buzzanca viene dalla tradizione di Alleanza nazionale, ma nelle scorse settimane si è iscritto alla Lega che lo ha candidato alle regionali: “In Fratelli d’Italia le liste sono troppo affollate, non sarebbe mai stato eletto”, polemizza un big del centrodestra.

Tra le vecchie glorie del parterre salviniano spicca la presenza dell’ex vicepresidente del Senato, Mimmo Nania, lontano dalla politica attiva da anni. Lui però si ferma all’entrata del club: “Come vede dentro non vado”, sottolinea. “Sono interessato non alla Lega ma a Prima l’Italia (il simbolo che in Sicilia punta a unire il Carroccio e Forza Italia, ndr) perché il mio interesse primario è una destra che faccia la destra e che deponga l’io a favore del noi”, spiega, bacchettando i giovai leader. Ad accogliere Salvini nel locale – di proprietà del presidente della Camera di commercio di Messina, Ivo Blandina – c’è tutto il partito siciliano, dal segretario regionale Nino Minardo ai ras del consenso catanese, Valeria Sudano e Luca Sammartino. Si nota anche la presenza di Giuseppe Laccoto, il sindaco di Brolo, consigliere regionale passato dal Pd a Italia Viva e infine convertito sulla via di Salvini. Ad attenderlo a braccia aperte l’antico rivale, Nino Germanà, rampollo di una lunga famiglia di politici, di fatto fiduciario del partito in città.

Di tutt’altro tenore il tour al mercato di Giorgia Meloni, che si è addentrata tra gli stand raccontando ai commercianti le sue origini messinesi da parte del nonno materno. Inizia così la doppia campagna elettorale sull’isola, dove si vota sia per le politiche che per le regionali. Sia il segretario della Lega sia la presidente di Fratelli d’Italia negano ci sia una sfida in corso: “Siamo in campagna elettorale, è normale che ci si incroci”, dice lei, mentre lui rassicura: “Il centrodestra c’è ed è attento alla Sicilia”. Ma a distanza spunta un botta e risposta sui migranti. Meloni insiste sul blocco navale: “Continuo a pensare che una missione europea per bloccare le partenze sia la soluzione più sensata”. “Basta riattivare i decreti sicurezza”, ribatte Salvini. Punzecchiature tra i due che finiranno a metà giornata annacquate in un caffè al Tennis e vela, altro club molto esclusivo con vista sullo Stretto: “Lasciamo alla sinistra divisioni, rabbia e polemiche. Uniti si vince“, scrive il leghista su Facebook, postando una foto in cui abbraccia l’alleata con i capelli spettinati dal vento. Chissà quanto durerà.

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