Che il guardalinee sia un mestiere difficilissimo è noto. Che sia molto complicato fare il geometra, il pittore, l’ingegnere e in generale tutti quei mestieri dov’è importante l’uso della prospettiva è altrettanto noto, ancor di più nelle ultime 24 ore dopo l’intervento di Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport, a Pressing su Italia 1.

Il momento clou arriva quando si analizza il goal annullato ad Andrien Rabiot in Sampdoria-Juventus: per la moviola è lampante la correttezza dell’intervento del Var, visto che Dusan Vlahovic, che poi ha servito l’assist per il gol al francese, parte in fuorigioco sul passaggio di Fabio Miretti, come mostrano anche le linee tracciate dal sistema. Zazzaroni però non è convinto e mentre l’ex arbitro Bergonzi è lì a lodare il Var che “fa prendere decisioni giuste” il direttore interviene: “Eh però la linea è storta”. E prosegue a giustificare la sua tesi: “La linea è storta, guarda la linea. S’allarga e si restringe: è storta” con lo studio che all’unisono avverte Zazzaroni “E’ una questione di prospettiva”, e si passa avanti.

Eh già, la prospettiva, la stessa che costò ad Adriano Galliani sfottò e meme nel 2015, quando l’allora ad del Milan contestò la linea tracciata per giustificare la posizione di Carlitos Tevez sul gol che aprì le danze in uno Juve – Milan finito poi 3 a 1, tirandosi dietro l’ironia del web (celebre l’immagine dei Beatles che attraversano Abbey Road con la didascalia “Secondo Galliani Ringo Starr è in fuorigioco”) e il titolo al vetriolo di TuttosportGeometra Galliani, le serve una squadra”. Uno scherzo della prospettiva all’epoca provocato anche dall’assenza del Var: Galliani invocò la regia unica e indipendente considerando che all’epoca alcuni club (tra cui la Juventus appunto) gestivano in proprio le immagini e i registi erano di Sky o Mediaset.

Oggi a distanza di 7 anni la polemica, già viziata all’epoca da un banale errore di prospettiva, non ha senso di esistere perché quelle linee vengono tirate da un computer e probabilmente il fuorigioco è l’unico ambito in cui il Var è praticamente cassazione, vista l’inequivocabilità di linee (e prospettive) tirate da un computer programmato per farlo, diversamente da rigorini, tocchi di mano, intensità dei contatti fino ad arrivare al filosofico e ai limiti del metafisico. Insomma la linea che ha beccato Vlahovic davanti non era storta…ed ora non lo è neppure la Torre di Pisa secondo i meme che iniziano a circolare sui social dopo l’episodio.

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