Un temporale estivo ha messo in ginocchio l’isola di Stromboli, che al momento è invasa dal fango. La pioggia violenta ha interessato anche Messina e provincia. Intanto un’ampia perturbazione si è abbattuta sulla Sardegna: fulmini, nubifragi e anche grandine.

Nella zona a nord di Messina le strade sono allagate e hanno provocato numerosi smottamenti. In pochi minuti, infatti, sono caduti circa 52 millimetri di pioggia. Un danno anche per le isole Eolie, dove il maltempo non ha dato tregua durante la notte dell’11 agosto. Le incessanti precipitazioni hanno causato fiumi di fango che si sono riversati tra le vie dell’isola di Stromboli. Non solo, il forte vento e la pioggia hanno provocato diversi cedimenti, per cui cumuli di detriti si sono depositati sulle strade. La montagna, rimasta priva di vegetazione dopo l’incendio del 25 maggio scorso, non ha tenuto alla violenta pioggia, caduta per diverse ore sull’isola: barche in mezzo alla strada, scooter sommersi dal fango e abitazioni allagate hanno reso intransitabili le vie, coperte da almeno un metro di fanghiglia, oltre che da grossi massi. Secondo quanto è stato riportanti, i danni sono ingenti: le attività commerciali sono ferme e alcune persone non riescono a uscire di casa. Decine di persone sono al lavoro sul posto, i vigili del fuoco sono arrivati sull’isola da Lipari e da Vulcano e stanno lavorando con i bobcat per rimuovere il fango. A quanto è stato comunicato è inutile pensare all’impiego di mezzi pesanti, dal momento che le strade sono troppo piccole.

Intanto in Sardegna la grandine ha distrutto le serre e abbattuto le colture a sud dell’isola. È il bollettino del nubifragio che ieri pomeriggio, 11 agosto, si è materializzato all’improvviso. Diverse aziende agricole del Parteolla e di Cagliari, in particolare Assemini, si sono dovute arrendere al maltempo, subendo forti perdite. I chicchi di grandine e il forte vento hanno frantumato le serre di Assemini e hanno distrutto campi di ortive (zucchine, peperoni, cetrioli, pomodori) così come alcune vigne nel Parteolla. “Il giorno dopo non si possono che raccogliere i cocci e cominciare l’ennesima conta dei danni. Nelle serre si tratta di quantificare le perdite, mentre per le colture da campo occorre attendere alcuni giorni per avere un quadro più preciso dei danni”, ha dichiarato l’associazione Coldiretti.

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