Il Grande Fiume sta scomparendo. È questo l’allarme lanciato dalle attiviste di Extinction Rebellion che questa mattina, travestite da sirene morte, si sono sdraiate vicino alla sorgente del Po, a Crissolo in Piemonte. Un’azione simbolica per “richiamare l’attenzione sulla gravissima siccità che l’Italia intera sta vivendo e, più in generale, sulle conseguenze tangibili che la crisi climatica sta causando anche nei territori piemontesi”. Una situazione che secondo gli attivisti deve essere affrontata anche dagli enti regionali con “interventi strutturali per contrastare gli effetti della crisi climatica che hanno già causato danni irreparabili alle attività agricole di tutto il Piemonte e dell’Italia intera”. Non è la prima volta che il movimento mette in scena questo tipo di protesta. Le sirene erano comparse per la prima volta un anno fa al G20 di Venezia per poi tornare in azione a febbraio davanti ai Murazzi di Torino. Nel frattempo la situazione è diventata sempre più grave. “A distanza di mesi, il deficit idrico è ulteriormente peggiorato tanto da far convocare uno stato di allerta nazionale – scrivono in una nota gli attivisti – la piccola secca torinese denunciavamo già a febbraio, oggi si è infatti allargata notevolmente ed è ormai invasa dalle alghe, che stanno proliferando fuori controllo in tutto il tratto cittadino del fiume, causando un forte odore di putrefazione difficile da ignorare”. A luglio il Po ha fatto registrare un nuovo record negativo della portata. Secondo l’ultimo report settimanale dell’osservatorio Anbi (Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazione) la portata media del Grande Fiume a Pontelagoscuro, l’ultimo rilevamento prima del Delta, è stata nel mese di luglio pari a 160,48 metri cubi al secondo, il 32% in meno rispetto al precedente record negativo registrato nel luglio del 2006.

Articolo Precedente

Siccità, crollo di pietre dal Monte Bianco lungo la via normale francese. Il sindaco di Saint-Gervais: “Troppi escursionisti in cerca della morte” – Video

next
Articolo Successivo

Gas serra, i bovini di per sé c’entrano poco: l’eccesso di anidride carbonica si deve ad altro

next