Anche in Ungheria, un altro weekend da dimenticare per la Ferrari. Stavolta non per colpa di Charles Leclerc, bensì per l’ennesimo errore di strategia che lo ha condannato al sesto posto finale, su una Rossa in difficoltà nel passo-gara. Errore indetto dal remote gara di Maranello, guidato dall’ingegnere spagnolo Iñaki Rueda e dal capo degli ingegneri di gara Matteo Togninalli. Per la prima volta in stagione, da quando il Mondiale è iniziato 13 GP fa in Bahrain, il team del Cavallino non ha avuto prestazione, mentre la Red Bull, scattata da centro-gruppo con i suoi piloti, ha sorriso un’altra volta grazie a Max Verstappen (all’ottavo successo in stagione, il 28esimo in carriera), su un’auto dal giusto assetto e che ha usufruito meglio delle temperature fresche che c’erano in pista a Budapest.

Come nasce l’errore strategico della Ferrari
Poco dopo la metà di gara, al giro 40, Leclerc è stato richiamato quando era in testa alla corsa per il secondo cambio-gomme: l’obiettivo era giustamente rispondere all’undercut tentato dalla Red Bull nel giro precedente. Verstappen, dopo aver inserito un nuovo set di medie, si è trovato così davanti alla Mercedes di George Russell (scattato dalla pole). Il ferrarista monegasco, invece, è rientrato in pista con un set di gomme dure, già sconsigliate da Pirelli a inizio weekend. Pneumatici scivolosissimi e difficilissimi da mandare in temperatura, date le caratteristiche e il freddo dell’asfalto (27 gradi). A Leclerc ci sono voluti almeno tre giri per scaldare le gomme, lasso di tempo purtroppo determinante per allargare il divario dalle vetture di testa e permettere così l’attacco della Red Bull di Verstappen.

Leclerc richiamato alla fine per montare le rosse, ma è tardi
L’olandese che dopo la sosta si è trovato davanti a Sergio Pérez e a Leclerc, è stato prima lasciato passare dal suo compagno di team, per poi attaccare il rivale monegasco, riuscendo per ben due volte nel sorpasso senza particolari difficoltà. Il primo al giro 41, girandosi una tornata dopo nel tratto che anticipa il curvone a destra finale, il secondo al giro 46. A questo punto, la gara per Leclerc è stata compromessa definitivamente, dovendo cedere la posizione anche a Russell (con le medie nuove), involato verso il podio. Infine, quando il numero 16 è stato richiamato alla tornata 54 per montare le rosse nell’ultima sosta è stato troppo tardi: la sua F1-75 non è riuscita ad accorciare la distanza dai primi, né la Virtual Safety Car (entrata per il ritiro di Bottas) né la pioggia degli ultimi due giri lo hanno aiutato, tanto che il ferrarista se ne è ritornato a casa con un sesto posto contro l’incredibile primo del rivale al titolo, ora lontano 80 punti (258-178).

Come aveva iniziato la gara la Ferrari
Prima del patatrac strategico del giro 40, Leclerc era partito come Sainz con gomma gialla, scelta fatta come primo obiettivo per difendersi dalle Red Bull (e non per inizialmente attaccare la Mercedes di Russell). Il team anglo-austriaco ha optato per la scelta di gomma opposta alla Ferrari, ovvero la rossa: per recuperare posizioni e con la speranza iniziale della pioggia (scesa però solo negli ultimi due giri), godendo di uno pneumatico che avrebbe avuto maggior grip rispetto alle altre. Alla fine, Sainz ha differenziato in corso d’opera la strategia, trovandosi però dietro a Leclerc al 18° giro dato il pit-stop lento (3,7 secondi) nel tentativo di fare undercut su Russell, rientrato invece la tornata precedente. Il monegasco, così, ha potuto controllare, mettendosi di fronte allo spagnolo cinque giri dopo con un nuovo set di gialle. Quindi, il sorpasso su Russell all’esterno in curva 1 e una gara che sembrava incanalata sui binari giusti, prima del calo sul passo della Ferrari e della scelta sulle dure che ha compromesso la gara.

Le parole di Binotto dopo la gara
A fine-GP, nell’incontro con la stampa italiana, il team principal Mattia Binotto ha poi provato a spiegare il brutto risultato in Ungheria: “Non credo sia solo un problema di temperatura delle gomme, non ci siamo adattati da venerdì nella preparazione della vettura — ha detto il team principal — Prima penserò all’auto, poi alla strategia. Ma il mio muretto non va cambiato. Altri team non lo fanno con i propri uomini e dopo 10 anni vincono, non vedo perché dobbiamo cambiare noi. I ragazzi stanno dimostrando mentalità, determinazione e capacità, miglioreremo”. Per poi promuovere comunque la squadra in questo inizio di stagione: “Di 12 gare su 13, ne abbiamo sbagliata una, direi un risultato positivo”.

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