“La partita contro la destra di Salvini, Meloni e Berlusconi non è persa. Possiamo sconfiggere una destra che consideriamo pericolosa, perché la destra di Meloni è la destra delle lobby dei potenti. Si costruisca la più larga convergenza per impedire che questa destra avanzi”. A rivendicarlo è il segretario di Sinistra italiana, Nicola Fratoianni, durante la presentazione del simbolo comune con Europa verde (un percorso già ribattezzato “Nuove Energie”) per le elezioni politiche del 25 settembre. Eppure, la strada tracciata dal segretario Pd Enrico Letta, dopo la rottura con il M5s e la deflagrazione del “campo largo” in seguito alla caduta del governo Draghi, è ormai irrimediabile, così come confermato nel corso della Direzionale nazionale dello stesso Pd.

Ma da Si ed Europa Verde, ormai orientati – pur senza scelte ufficiali – verso la coalizione larga con i dem (anche in virtù della soglia di sbarramento al 10% prevista per le coalizioni dalla legge elettorale vigente, ndr), si cerca un ultimo tentativo di ricucire, seppur ormai quasi fuori tempo massimo: “Contro una destra che restringe i diritti e ci porta indietro occorre il coraggio di una proposta politica chiara, di costruire massa critica. Per questo facciamo un appello a tutti: di fronte a questa destra si costruisca la più larga convergenza per impedire che la destra avanzi”. E ancora: “La partita non è persa, vogliamo conquistare voto su voto e sconfiggere una destra che consideriamo pericolosa, degli amici italiani di Donald Trump che, come un ubriacone qualsiasi, qualche giorno fa ha dichiarato che se aumenta il livello degli oceani avremo più case vista mare”, ha aggiunto Fratoianni.

Si riparte dai programmi, rivendicano Si e Europa Verde. “Siamo europeisti, ci piace una Europa dove in ogni paese c’è il salario minimo, il matrimonio egualitario, dove si corre veloci verso il solare e l’elettrico”, continua Fratoianni. Per poi attaccare il leader di Azione Carlo Calenda, in attesa che si sciolga l’esito della trattativa con i dem, anche soltanto tecnica nei collegi uninominali, che saranno decisivi per il risultato finale elettorale: “Calenda ogni giorno si inventa un nuovo veto o un nuovo insulto. Il programma di Calenda non ha nulla a che vedere con il mio, io continuo a rivolgermi a Conte e Letta perché si costituisca il filo del dialogo”, attacca il leader di Si.

Da Europa Verde, invece, sono più netti, rispetti alla scelta di campo che “Nuove Energie” dovrà fare, pur prendendo tempo: “Con il Pd o con un rassemblement insieme a Conte e De Magistris? Con il presidente M5s non abbiamo avuto contatti”, ha tagliato corto Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa Verde. “Come portare avanti i nostri temi con Calenda, Maria Stella Gelmini, Renato Brunetta e i transfughi del centrodestra? Noi non vogliamo fare la foglia di fico a sinistra, abbiamo distanze evidenti sulla politica energetica, sul nucleare e sui rigassificatori con Azione di Calenda”, chiarisce Eleonora Evi, co-portavoce di Europa Verde.

E pure Fratoianni taglia corto: “Non farò strada con Gelmini e Brunetta, a prescindere. Non mi troverà mai nessuno sulla stessa strada di chi da ministro insultava un lavoratore, di chi ha tagliato in modo impressionante i finanziamenti alla scuola pubblica. Nessuno mi troverà mai lì perché non avrò mai un programma comune con chi sostiene queste cose, non lo potrei mai avere in nessuna modalità”, ha avvertito, con un messaggio rivolto al Nazareno.

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