Dimissioni di Draghi? Ci troviamo di fronte all’incomprensibile, una cosa mai accaduta nelle democrazie occidentali: un presidente del Consiglio che si dimette senza avere avuto alcun voto di sfiducia e con la stragrande parte dei componenti della sua maggioranza che dicono di voler continuare con lui. Qual è il senso di questa rinuncia? È ridicolo e semplicemente indecente dire che la responsabilità sia di Conte. Basta con questi giochetti. La verità è che c’è una sudditanza psicologica patetica di tutti i media nei confronti di Draghi: lui è l’intoccabile e tutti a prendersela con quel poverino di Conte “. Così, ai microfoni di “Fino a qui tutto bene” (Radio Cusano Campus), il filosofo Massimo Cacciari esordisce nella sua analisi della crisi di governo dopo le dimissioni di Mario Draghi.

E spiega: “Conte avrà pure fatto una stupidaggine. Certamente si è dato un’auto-mazzata tremenda, ma cosa vuol dire? La componente del M5s rimasta con Conte non è decisiva per quanto riguarda la maggioranza parlamentare. Ed è del tutto evidente che i voti necessari in Parlamento per proseguire nel governo Draghi ci siano. Escludendo che Draghi si sia semplicemente stufato, perchè un servitore dello Stato non lascia il Paese in queste condizioni perché si è stufato, l’unica spiegazione possibile del gesto di Draghi è questa – continua – lui vede che con questa maggioranza così composita e così divisa gli è impossibile fare le cose che bisogna fare entro ottobre e novembre. E quindi, secondo il probabile ragionamento di Draghi, è meglio non perdere tempo e andare a votare. Questa è l’unica spiegazione ragionevole. Ma Draghi dovrebbe dirlo. Non può dire: ‘Siamo forti, abbiamo fatto cose meravigliose ma me ne vado’. Che discorso è? È una cosa dell’altro mondo. Ripeto, non è mai stata vista nella storia delle democrazie europee dell’ultimo secolo”.

Cacciari ribadisce: “Conte, tra l’altro, un minuto dopo aver lanciato il sasso, ha tirato indietro la mano e non ha neppure fatto dimettere i suoi ministri. Non stiamo a dare la croce a Conte. Draghi la maggioranza ce l’ha e, in ogni caso, Salvini e Berlusconi hanno detto che loro continuano l’esperienza Draghi soltanto se non c’è Conte. Riguardo a Di Maio, è del tutto evidente che si porterebbe dietro non certo una trentina di parlamentari, ma tutti quelli del M5s che vogliono salvare la pelle – prosegue – Quel che è certo è che chi ne esce vincente è la Meloni, perché perlomeno Fratelli d’Italia ha mantenuto una posizione coerente. Sono due anni che dice che si deve andare a votare. Fratelli d’Italia non ha fatto opposizione al governo Draghi. Ma per carità. Ha fatto un’opposizione del tutto finta e intelligentemente finta, però con una sua coerenza. Quindi, alle prossime elezioni incasserà qualcosa, ma sempre poco rispetto a quello che ha incassato finora”.

Circa quello che accadrà, l’ex sindaco di Venezia esclude l’ipotesi di elezioni anticipate: “Mattarella non le può concedere. Un presidente della Repubblica non ha mai mandato a casa un governo che avesse la maggioranza parlamentare, quindi Mattarella chiederà a Draghi di tornare in Parlamento, dove ha la maggioranza e si prenderà la fiducia. Secondo me Draghi sarà costretto, volente o nolente, a questa strada, altrimenti Mattarella sarà obbligato a verificare che la maggioranza esiste con un altro candidato alla presidenza del Consiglio prima di mandarci a votare in questa situazione tragica. Che governo sarà? – aggiunge – Non certo tecnico, ma ultrapolitico. Quindi, mercoledì Draghi potrebbe dirci che cambierà i ministri dei 5 Stelle e che si andrà avanti. Oppure dirà che il problema non è Conte, ma il fatto che questa maggioranza non può affrontare le scadenze di ottobre e di novembre. E quindi dirà che è meglio andare a votare, perché così almeno le cose diventano chiare e gli italiani sanno con chi hanno a che fare. Questo è ragionare da persone serie. Il resto è ragionare da peracottari“.

Critico il giudizio del filosofo sulla mossa di Conte: “È stato un posizionamento in vista della campagna elettorale in modo da collocarsi su posizioni, diciamo, alla Di Battista. E questa mossa non ha nessuna conseguenza sul governo Draghi, non stiamo a raccontare palle, perché Conte vuole le elezioni meno di tutti di noi. Se Conte avesse saputo che sarebbe venuta meno la maggioranza, sicuramente non avrebbe fatto questa azione. Le richieste del M5s sono un’accozzaglia di cose diverse l’una dall’altro – conclude – sono state solo un modo per dire: ‘Guardate, vi appoggiamo ma dovete capire che non c’è solo Di Maio, esistiamo anche noi’. Questa è stata la mossa di Conte, tra l’altro condotta in modo completamente sbagliato. Gli altri poi hanno preso la palla al balzo per coprire le loro colpe, le loro pecche e le loro contraddizioni. E quella palla è stata offerta a loro da Conte con una mossa completamente scema, perché avrebbe dovuto capire che la sua palla serviva a coprire tutte le impotenze degli altri“.

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