L’Unione europea e gli Stati uniti corrono in soccorso del dimissionario Mario Draghi. Ursula von der Leyen non interviene direttamente ma lo fa tramite la vice portavoce capo della Commissione Dana Spinant, durante il briefing con la stampa a Bruxelles. Fa sapere che alla Commissione Europea seguono “gli sviluppi nelle vibranti democrazie” europee e che la presidente von der Leyen “ha detto in diverse occasioni che lavora molto bene con Mario Draghi”, con il quale ha organizzato “molti progetti”, incluso il “Global Health Summit” tenuto a Roma l’anno scorso. Spinant tiene comunque a precisare che “non abbiamo commenti sugli sviluppi politici in Italia”.

Sulla stessa linea d’onda il consigliere per la sicurezza nazionale Usa, Jake Sullivan: Joe Biden ha “grande rispetto e considerazione” nei confronti del premier Mario Draghi e sta naturalmente “seguendo con attenzione tutti gli sviluppi politici a Roma: dobbiamo aspettare e vedere cosa accadrà”, ha detto Sullivan in un briefing virtuale con i reporter.

A queste voci si aggiunge anche quella della vicepresidente esecutiva della Commissione Europea Margrethe Vestager: dice di essere “molto soddisfatta” della “collaborazione fortissima” che ha sui diversi dossier con i ministri del governo Draghi. Rispondendo durante una conferenza stampa a Bruxelles sugli eventi in corso a Roma, Vestager precisa che l’esecutivo Ue non commenta, per ragioni istituzionali, gli sviluppi di politica interna dei Paesi membri, e aggiunge: “Non so se utilizzare il presente o il passato. Comunque, sono molto soddisfatta della collaborazione che abbiamo con i ministri di questo governo, con Vittorio Colao sui dossier digitali, per esempio, con il ministro delle Finanze e con il ministro dell’Energia. Abbiamo ruoli diversi, naturalmente, ma – ha aggiunto – abbiamo una collaborazione molto stretta e molto forte”.

Dalla Commissione al Parlamento europeo. Secondo la presidente Roberta Metsola – tra guerra in Ucraina, aumento del scosto della vita e ripresa post Covid – “abbiamo bisogno di stabilità politica in Europa. L’Italia è uno Stato membro importante e fondatore. Abbiamo bisogno – ha aggiunto – che l’Italia mantenga il suo ruolo di leadership all’interno dell’Unione Europea, soprattutto in questi tempi difficili”.

Anche il governo tedesco fa quadrato attorno al presidente del Consiglio italiano. Il portavoce dell’esecutivo, Wolfgang Buechner, premettendo (anche lui) che Berlino non commenta gli sviluppi di politica interna dei Paesi amici, precisa che “Olaf Scholz ha lavorato molto bene con Mario Draghi, come con altri capi di governo in Europa”. “Sono stati anche con Macron a Kiev“, sottolinea il portavoce “e questo dimostra un rapporto stretto e di fiducia fra i due leader“. Segue con “preoccupazione la crisi del governo” italiano la capogruppo dei Socialisti e democratici al Parlamento europeo. Per l’eurodeputata spagnola Iratxe García Pérez “in questo momento, con la guerra in Ucraina, l’aumento dei prezzi e il difficile contesto geopolitico, l’Italia ha bisogno di stabilità. E l’Unione europea ha bisogno di un governo forte ed europeista in Italia”. Il presidente del gruppo liberal Renew Europe nel Parlamento Europeo, Stéphane Séjourné sottolinea di “sostenere gli sforzi dei partiti della nostra famiglia politica per trovare una soluzione che riconfermi il governo Draghi“. L’Europa “ha bisogno di un governo italiano forte e stabile”, conclude Séjourné.

Intanto, fuori dall’Unione europea – dopo l’ironia dell’ex presidente russo ed ex premier Dmitri Medvedev, oggi vice presidente del Consiglio di Sicurezza di Mosca, che sul suo canale Telegram ha postato una foto con il primo ministro Mario Draghi, accanto il premier britannico uscente Boris Johnson e il punto si domanda su “chi sarà il prossimo” – interviene il portavoce del Cremlino. Le dimissioni annunciate dal presidente del Consiglio, Mario Draghi, così come lo scandalo che ha travolto l’Spd, il partito del cancelliere tedesco Olaf Scholz, “sono affari interni” dei singoli Paesi sui quali la Russia non vuole “interferire”, ha detto Dmitry Peskov, durante un punto stampa. “Questi sono affari interni di ciascuno dei Paesi menzionati, non possiamo né interferire né avere alcuna relazione con essi. E’ tutto ciò che si può dire”, ha cofnermato Peskov ai giornalisti.

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