Bloccate la sentenza del Tar, ci sono le elezioni. Il ballottaggio di Verona si arricchisce di un nuovo capitolo, che riguarda il sindaco uscente Federico Sboarina (sopravanzato al primo turno da Damiano Tommasi del centrosinistra), ma sullo sfondo c’è ancora l’ex sindaco Flavio Tosi, ora di Forza Italia. Durante la campagna elettorale Tosi aveva cercato di capire perché Sboarina dal 2017 al 2020 abbia ricevuto 97mila euro dalla società funivie del Baldo, una partecipata della Provincia. Che cosa ha fatto di così importante per meritare quelle parcelle? Quali sono i documenti che comprovano l’esistenza di un rapporto professionale tra il sindaco e la società, che per un periodo è stata presieduta da un ex assessore di Sboarina? Le domande si sono tradotte in una richiesta di accesso agli atti presentata dal consigliere Zeno Falzi, che fa riferimento al gruppo di Tosi. Per due volte la società ha rifiutato la consegna. A maggio il Tar del Veneto ha condannato l’Azienda Trasporti Funicolari Malcesine Monte Baldo a consegnare i documenti, fissando 30 giorni per l’adempimento. Il termine scade il 22 giugno.

Il 20 giugno l’avvocato Enrico Lubrano di Roma, che sta curando il ricorso al Consiglio di Stato da parte delle funivie, ha scritto ai legali di Falzi, Fausto Scappini e Luca Tirapelle. Anche a nome del direttore, l’ingegnere Luigi Boni, afferma che “l’azienda ha fondato timore che tale richiesta di accesso sia finalizzata a strumentalizzare la relativa documentazione per un distorto fine elettorale, Come già evidenziato nell’appello, considerato che il 26 giugno si svolgerà il ballottaggio, l’azienda ritiene opportuno – al fine di tutelare l’interesse alla propria immagine e il proprio prestigio – posticipare l’accesso agli atti a un momento successivo alla competizione elettorale”. L’esecuzione di una sentenza del Tar verrebbe, quindi, interrotta per ragioni elettorali. Facile la replica degli avvocati di Falzi, secondo cui l’accesso ai documenti è dovuto, anche se c’è un ballottaggio.

Il consigliere provinciale ha diramato una dichiarazione: “Ritengo che l’atteggiamento dell’azienda sia incomprensibile e ambiguo, perché apparentemente diretto ad ostacolare l’esercizio delle prerogative di controllo di un consigliere della Provincia di Verona, ente che è socio delle stesse Funivie di Malcesine – Monte Baldo. Depositerò al Consiglio Provinciale una mozione con la richiesta al Presidente di impegnarsi a richiedere direttamente l’accesso agli atti”. A questo punto c’è da chiedersi perché le Funivie facciano tanta resistenza nel mostrare i documenti che riguardano il sindaco Sboarina, il quale ha incassato 14mila euro nel 2020, 45mila euro nel 2019, 14mila euro nel 2018 e 23mila nel 2017. Trattandosi di prestazioni professionali, giustificate dall’assegnazione di incarichi legali, non dovrebbero esservi motivi che danneggiano l’immagine e il prestigio di una società a partecipazione pubblica.

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