GoStudent è una delle principali realtà al mondo nel campo delle ripetizioni online rivolta a studenti di tutte le età, fondata in Austria nel 2016 da Felix Ohswald e Gregor Müller, ed oggi attiva in oltre 22 stati tra cui l’Italia, e da poco anche gli Stati Uniti.

Abbiamo avuto la possibilità di fare alcune domande a Felix Ohswald, CEO e cofondatore della piattaforma, sull’azienda stessa, sulla didattica a distanza e sull’utilizzo delle più recenti tecnologie nel campo educational

Felix Ohswald, CEO e cofondatore di GoStudent
Felix Ohswald, CEO e cofondatore di GoStudent

Come è nata l’idea di GoStudent?
Sono stato abbastanza fortunato crescendo, perchè ho avuto degli insegnanti capaci di ispirare in alcune materie, ad esempio i miei genitori e nonni in matematica, mentre ho avuto un professore che ha fatto un ottimo lavoro per quanto riguarda storia e latino. Già da bambino a scuola, avevo capito quanto era importante un buon insegnante per dare una buona formazione all’allievo. Questo è uno dei problemi più grandi che vediamo nel mercato dell’educazione a livello globale, il trovare ottimi insegnanti per lo studente, è stata una delle ragioni principali per cui poco più di 6 anni fa ci siamo detti costruiamo una piattaforma, usando gli smartphone che già i ragazzi hanno, e mettiamoli in contatto online con gli insegnanti.

Cosa vi ha portato ad optare per il meccanismo one-to-one, rispetto ai più tradizionali corsi online pre-registrati?
Se ricordi, più di 10 anni fa, se non ricordo male intorno al 2008, quando è stata fondata la Khan Academy, dove Khan in prima persona registrava delle video lezioni dove spiegava dei concetti su una lavagna digitale, e poi li caricava su Youtube. Quindi già 10-15anni fa varie figure avevano iniziato a creare delle lezioni video registrate, asincrone, con cui era possibile costruirsi una grande reach -nrd, persone raggiunte-, come la Khan Academy che ha raggiunto centinaia di migliaia di persone nel mondo.

Ma il problema in questo caso è la monetizzazione: creando le video lezioni, si può anche associarle ad un modello di business che le renda convenienti per gli utenti ed il tutto al contempo scalabile? Quando abbiamo iniziato, per esempio, abbiamo offerto il nostro primo servizio, la correzione dei compiti a casa, gratuitamente per costruire una community e poi monetizzarla.

Abbiamo fallito nel cercare di monetizzare l’ampia community che avevamo raggiunto, quindi abbiamo cambiato il modello, ed oggi uno dei nostri servizi principali è quello delle lezioni one-to-one online, sincrone; facendo così siamo riusciti a monetizzarle e creare un modello di business scalabile.

Avete iniziato in Austria, oggi invece avete sedi in vari paesi compresa l’Italia, dove avete recentemente inaugurato nuovi uffici per la sede di Milano ed aperto una sede Roma. Il vostro team locale, è composto principalmente da venditori o impiegate altre figure?
La maggior parte degli impiegati delle sedi locali sono composte da venditori, customer service e coloro che si occupano di reclutare e gestire gli insegnanti. In più abbiamo specialisti in vari settori, PR, HR, marketing e finanza.

Come funziona il processo che porta a scegliere il giusto tutor per lo studente?
Nella maggior parte dei casi, i genitori ci contattano per trovare un tutor per i loro figli, dopo aver sentito parlare di noi da altri genitori, o dalla pubblicità, etc.. A questo punto il nostro team di vendite contatta i genitori per cercare di capire qual è la loro necessità, qual è la situazione, e trovare dunque l’insegnante più adatto allo studente.

Con la pandemia è emerso che vari paesi nel mondo, e le loro scuole, non erano pronte per la didattica a distanza, vuoi per la mancanza di strumenti hardware e software, vuoi per la mancanza di preparazione su come affrontare le lezioni online. Pensi che quando tornerà la normalità, vedremo un cambio di paradigma anche nella scuola tradizionale, con un misto di lezioni dal vivo ed a distanza, o le lezioni online torneranno ad essere appannaggio solo delle lezioni private?
Nel breve termine, le lezioni online saranno principalmente legate alle attività “pomeridiane”, dove è possibile scegliere come organizzare le proprie lezioni, invece in quello che chiamiamo “mercato mattutino”, la scuola normale, un’importante parte di essa, oltre alle lezioni dell’insegnante, è la componente sociale, dove si incontrano amici, altre persone con diversi background e culture, e quindi si tornerà alla situazione precedente.

Nel futuro, pensando nel lungo termine, fra 10-15 anni, penso si inizieranno a vedere più soluzioni ibride anche a scuola, per darti un esempio abbiamo iniziato un progetto di classi in VR, dove colleghiamo l’insegnante con gli studenti tramite la realtà virtuale. Penso nel futuro, magari 4 giorni si andrà a scuola ed un giorno si indosserà il casco VR, sulla destra avrai un compagno dall’Australia, ed alla sinistra uno dal Brasile, e si avrà un’esperienza di scuola virtuale.

Per un’azienda nello spazio EduTech come la vostra, quali impatti ha avuto la pandemia? Avete avuto una crescita nella vostra community o avete dovuto affrontare difficoltà particolari?
L’aspetto positivo, è che i genitori hanno finalmente capito cosa siano Zoom, Google Meet, le videoconferenze, etc.., dunque questa consapevolezza riguardante le chiamate virtuali ha dato un’accelerazione ed un aiuto al nostro business perchè ci ha reso più facile vendere e spiegare i nostri servizi.

L’aspetto negativo invece è che con le scuole chiuse i genitori hanno pensato di meno alla necessità di trovare un supporto aggiuntivo per i propri figli, e quindi c’è stata una domanda minore per servizi pomeridiani, portandoci a dover investire di più nel marketing

Negli ultimi anni abbiamo visto diverse nuove tecnologie essere un po’ sulla bocca di tutti come l’intelligenza artificiale, diventata sempre più parte delle nostre vite sia ad esempio nella ricerca medico, sia nei software delle fotocamere dei nostri smartphone. Come pensi possa essere usata l’AI per migliorare l’esperienza degli studenti?
In varie modi. Partiamo da un presupposto semplice: nella maggior parte delle scuole europee si hanno 25-30 studenti per classe, ed essendoci un solo insegnante quest’ultimo non può personalizzare la lezione ed i compiti per ogni ragazzo. Con l’uso dell’AI ed il giusto software si può aiutare l’insegnante dandogli una valutazione automatica su quale allievo sta facendo bene, o meno bene su alcuni argomenti.

Per esempio abbiamo acquisito un’azienda nel Regno Unito che si chiama Seneca Learning, una delle principali piattaforme di apprendimento adattivo in UK, gli insegnanti lo usano per assegnare digitalmente i compiti per casa agli studenti. Implementa un modello AI tramite cui la piattaforma da raccomandazioni all’allievo su quale esercizio può svolgere, aiutarlo nella correzione e dargli una buona valutazione, semplificando il lavoro dell’insegnante ed inoltre offre un apprendimento più efficace, è stato dimostrato che gli studenti che usano Seneca imparano fino a due volte più velocemente rispetto agli studenti che non lo usano.

Un altro uso dell’intelligenza artificiale che facciamo è per valutare le emozioni di insegnanti ed allievi durante le nostre lezioni online, ed abbiamo avuto modo di vedere che emozioni positive degli insegnanti corrispondono ad emozioni positive degli studenti. L’AI ci permette di rendere la formazione personalizzata più scalabile

Restando nel campo delle nuove tecnologie, nell’ultimo anno si è parlato tanto di Metaverso: l’insegnamento ha un posto al suo interno?
Si, come detto prima, credo molto nel mondo della realtà virtuale e nel metaverso. Quest’anno stiamo già mandando l’equipaggiamento necessario a molti nostri clienti ed insegnanti, quindi possono svolgere le sessioni di lezione nel metaverso, in realtà virtuale.

Funziona già, la tecnologia c’è, l’hardware c’è anche se costa ancora tanto, ma il prezzo dell’hardware scenderà come successo con gli smartphone, tv e stampanti; penso che nel corso dei prossimi 10anni più e più persone avranno accesso a occhiali VR ed equipaggiamenti VR di alta qualità, e questo offrirà grandi opportunità nello spazio educational, perchè si potrà fare in modo interattivo da qualunque parte del mondo, e questo è eccitante.

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