In quello che sta diventando un preoccupante effetto domino anche lo “stablecoin” Tether ha rotto la sua parità con il dollaro scendendo a 96 centesimi. Gli stablecoin sono monete digitali teoricamente concepite per rimanere stabili, come dice il nome, e non essere soggette alle forte oscillazioni delle valute digitali tradizionali come ad esempio il bitcoin. Questa teorica stabilità è perseguita o detenendo asset liquidi come monete, azioni ed obbligazioni ad alto record in una quantità espressa in dollari equivalente ai coin in circolazione, oppure attraverso algoritmi che automaticamente gestiscono vendite e acquisti per regolare il valore della valuta digitale. Nei giorni scorsi però “Luna” e “Terra”, due di questi stablecoin algoritmici non solo hanno perso la parità con il dollaro ma sono precipitate al di sotto dei 30 centesimi. 21Shares Terra Etp, prodotto finanziario che replica il valore della valuta digitale ed è quotato in franchi svizzeri ha perso il 99% del suo valore scendendo a 0,01 franchi. Terraform Labs ha annunciato oggi che interromperà le nuove attività sulla blockchain di Terra, staccando di fatto la spina alla sua valuta digitale algoritmica e al relativo token Luna.

Inoltre anche per gli stablecoin non algoritmici le informazioni su cosa ci sia esattamente nelle riserve che dovrebbero garantire la convertibilità 1 a 1 sono scarse e non conformi alle norme contabili. Paolo Ardoino, chief technology officer di Tether, ha detto che il gruppo è pronto ad assicurare la piena convertibilità con il dollaro “a qualsiasi costo”. La società ha però rifiutato di rendere noti i dettagli sulla composizione del portafoglio di titoli di Stato statunitensi da 40 miliardi di dollari che dovrebbe assicurare la tenuta del cambio. E’ comunque tutto il mondo delle monete digitali ad essere sotto forte pressione tanto da suscitare un crescente allarme nelle autorità che vigilano sui mercati. Come ha ricordato tre giorni fa la Federal Reserve il solo mercato degli stablecoin vale complessivamente 180 miliardi di dollari con Tether, USDCoin e Binance USD, che costituiscono l’80%. Secondo i dati di CoinMarketCap in 24 ore la capitalizzazione complessiva delle valute digitali si è ridotta di 200 miliardi di dollari.

Il segretario al Tesoro Janet Yellen ha affermato oggi che i problemi degli ultimi giorni mettono in evidenza i rischi di questi prodotti che “pretendono di essere ancorati al dollaro”. Ha quindi auspicato nuove regole e ha aggiunto che il Tesoro sta lavorando a un rapporto sui rischi. “Non la definirei una vera minaccia alla stabilità finanziaria, ma stanno crescendo molto rapidamente e presentano lo stesso tipo di rischi che conosciamo da secoli e che caratterizzano le corse agli sportelli bancari“.

Il bitcoin intanto è sceso fino a 25mila dollari, il minimo da dicembre 2020. Ether è scivolato fino al 12%. Il titolo della piattaforma per la compravendita di valute digitali Coinbase ha perso ieri il 26% dopo dati trimestrali deludenti che hanno evidenziato tra l’altro un rallentamento dei flussi. In questa situazione El Salvador, primo paese ad aver adottato il bitcoin come valuta legale, rischia di rimanere stritolato. Da quando il paese ha fatto questa scelta il valore della moneta digitale è sceso del 40%, secondo le agenzie di rating se le cose non cambiano il paese di avvia velocemente verso il default. Il fondo Citadel e il colosso Blackrock hanno affermato oggi di non essere coinvolti nei crolli di queste ore smentendo voci che stavano circolando sui social media di un’azione ribassista ad opera dei due big della finanza.

In queste settimane le monete digitali che hanno mostrato un’altissima correlazione con i listini azionari, Nasdaq in particolare, seguendoli nei cali e confermando l’incapacità di svolgere un ruolo di moneta alternativa a causa delle forti oscillazioni. E’ opportuno notare che le valute digitali si diffondono dopo la crisi finanziaria del 2008, in un contesto monetario anomalo, caratterizzato da un’abbondante liquidità. Ora che le banche centrali iniziano a ridurre la quantità di denaro in circolazione torna a rafforzarsi la gerarchia dei prodotti finanziari. A parte la moneta, dollaro in particolare, tutti gli altri sono promesse di pagamento di moneta (obbligazioni, azioni, derivati etc). Quando le condizioni monetarie sono lasche, questa gerarchia si attenua. Quando si stringono si ristabilisce. Per le monete digitali questa fase diventa una sorta di prova del nove per verificare come si comportano in una fase monetaria meno espansiva che sinora non hanno mai sperimentato. I segnali non sono incoraggianti.

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