“Il governo Draghi è infeudato alla Casa Bianca, l’Italia non fa nulla per la pace. Si sganci dalle politiche belliciste, assuma una posizione pacifista e avvii un nuovo processo politico che possa portare a un dialogo”. A rivendicarlo Alessandro Orsini, professore di sociologia del terrorismo, a margine del suo monologo alla Sala Umberto a Roma, “Ucraina. Tutto quello che non ci dicono”.

In un teatro gremito, con ospiti come l’attore Sergio Castellitto e l’ex deputato Alessandro Di Battista, Orsini ha spiegato – nel corso di quella che ha definito una ‘lezione universitaria a tutti gli effetti – di voler “ricostruire le relazioni problematiche tra Occidente e Russia negli ultimi trent’anni”. E attaccato: “I fatti oggi sono rappresentati in modo distorto, la storia viene manipolata affinché sia funzionale agli interessi politici presenti. Spesso si sente dire che la Russia non ha avuto alcun problema con l’espansione della Nato e che questa tesi sia invece un’invenzione di Vladimir Putin, ma la ricostruzione storica dice il contrario”.

“Io cerco di studiare le cause profonde. In Italia oggi invece il dibattito si basa su discredito e minacce. Così non si aiuta il Paese a essere più libero. Io sono sempre stato divisivo, anche con i miei libri. Oggi ci sono persone in buona fede che mi fraintendono, che non vogliono ascoltare le responsabilità anche dell’Occidente, oltre che della Russia. Altre che mi attaccano in malafede”, ha continuato Orsini. Per poi elogiare la posizione della Francia rispetto alla guerra in Ucraina: “Le parole di Macron (“La pace non si costruisce umiliando Mosca, no ai revanscismi”, ndr) fanno ben sperare, sono di buon senso”.

Rispetto alle voci circolate, seppur già smentite, di un suo futuro possibile in Parlamento, Orsini ha invece tagliato corto: “Ho già detto che il mio ingresso in Parlamento sarebbe per me un dolore, perché significherebbe che per 5 anni non potrei studiare. A meno che un partito mi dica: “Professore, lei può continuare a farlo da Montecitorio”. Allora, forse magari ci penso”, ha aggiunto, seppur precisando subito dopo: “È una battuta…”.

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