“Sono tutti più grandi di me, sono tutti più grossi“. Ci troviamo nel bel mezzo di uno dei corsi di rugby di Pasqua alla Sedbergh School, sita nell’omonima cittadina al centro-nord dell’Inghilterra. Un bambino è preso da un attacco di sconforto, ma ecco che arriva un compagno di squadra, che lo prende per le spalle e gli parla faccia a faccia con grande maturità: “Bob, ascoltami. Non importa sei piccolo, basso, alto o grasso. Sei un giocatore incredibile, lo capisci? Abbracciami, dai andiamo”. L’allenatore assiste alla scena, raccoglie un pallone e accompagna i due in campo: “La miglior squadra che ho mai avuto”, dice.

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