La Corea del Nord ha lanciato “un proiettile non identificato” verso il mare del Giappone: è la quattordicesima “dimostrazione di forza” dall’inizio di quest’anno. Riporta la notizia l’agenzia stampa Yonhap, citando i militari di Seul, capitale della Corea del Sud: se il comando di stato maggiore sudcoreano ha dichiarato che la tipologia di armi, traiettoria e altitudine di lancio sono ancora in fase di elaborazione, la guardia costiera giapponese ha affermato che “può trattarsi di un missile balistico, partito dall’area di Sunan verso il Mar del Giappone”. Per il vice ministro della difesa di Tokyo Makoto Oniki, il missile ha viaggiato per circa 500 chilometri a un’altitudine massima di circa 800 chilometri prima di precipitare fuori dalla zona economica esclusiva del Giappone.

Manca meno di una settimana all’insediamento – che si terrà ufficialmente il prossimo 10 maggio – del presidente sudcoreano eletto Yoon Suk-yeol. La settimana scorsa il leader nordcoreano Kim Jong-un, in occasione della parata militare del 25 aprile, si è impegnato ad “accelerare lo sviluppo dell’arsenale nucleare del paese alla massima velocità possibile”, annunciando che “la deterrenza atomica non è più sufficiente nel caso in cui vengano minacciati gli interessi fondamentali della Corea del Nord”. Nel frattempo, i colloqui per la denuclearizzazione con gli Usa rimangono in stallo e crescono i timori che la Corea del Nord possa continuare ad “effettuare provocazioni”, come il lancio di un altro missile balistico intercontinentale o un test nucleare.

Per il primo ministro giapponese Fumio Kishida “la recente azione della Corea del Nord, incluso il frequente lancio di missili, non può essere tollerata in quanto rappresenta una minaccia alla sicurezza della regione e della comunità internazionale”. Kishida, che oggi incontrerà a Roma il presidente del Consiglio Mario Draghi, ha aggiunto che “il Giappone ha protestato formalmente contro la Corea del Nord” e che parlerà con i suoi omologhi, in Italia e in Regno Unito circa “l’importanza di preservare la stabilità nell’Asia orientale, garantendo la prosperità e la libertà di navigazione nella regione dell’Asia Pacifico”. Il premier nipponico nei prossimi 8 giorni visiterà 5 Paesi, tra Asia ed Europa: dopo Vietnam, Indonesia e Thailandia e dopo aver lasciato Roma, domani incontrerà il primo ministro britannico Boris Johnson.

In foto: il leader nordcoreano Kim Jong Un

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