L’associazione per la tutela dei consumatori Assoutenti depositerà un esposto alle procure della Repubblica di Genova e di Milano con l’ipotesi di violenza privata in merito al caso dei 27 ragazzi disabili fatti scendere dal treno dopo che alcuni passeggeri si sono rifiutati di cedere loro i posti che avevano prenotato. Nella nota pubblicata sul sito dell’associazione, il presidente di Assoutenti Furio Truzzi “che le pubbliche autorità e le società del trasporto ferroviario elevino nei confronti dei responsabili della triste vicenda un ‘daspo a vita su tutti i treni italiani, vietando ai soggetti che hanno rifiutato di cedere il posto ai disabili l’utilizzo di qualsiasi tipo di treno”. Intanto l’assessore ai Trasporti della Regione Liguria Gianni Berrino ha convocato Trenitalia per ricostruire l’accaduto. Il personale del gruppo (Berrino ha smentito che a bordo treno ci fosse anche la Polfer) non è stato in grado di far alzare le persone che avevano occupato i sedili destinati ai giovani con disabilità.

Trenitalia si è difesa spiegando che “dopo circa venti minuti, nell’impossibilità di persuadere i clienti e permettere alla comitiva di viaggiare seduta e in maniera confortevole, com’era previsto”, ha individuato “una soluzione alternativa, utilizzando un pullman sostitutivo” e fornendo un kit di assistenza per mangiare e bere. Inoltre per tutti, com’è ovvio, ci sarà il rimborso integrale del biglietto. I turisti che hanno occupato i posti riservati “erano tutti italiani“, prosegue la nota, “erano di ritorno dalle vacanze di Pasqua e avevano il regolare biglietto per quel treno, ma avrebbero potuto proseguire il viaggio restando in piedi“.

“Si tratta di un episodio molto grave, un esempio di inciviltà e degrado morale che potrebbe realizzare un vero e proprio illecito di natura penale“, commenta Truzzi. “Chiediamo alle Procure di Genova e Milano di identificare, anche attraverso l’ausilio delle telecamere di sicurezza, tutti i passeggeri che hanno costretto i ragazzi disabili a scendere dal treno, e di procedere nei loro confronti in base all’art. 610 del codice penale secondo cui ‘Chiunque, con violenza o minaccia, costringe altri a fare, tollerare od omettere qualche cosa è punito con la reclusione fino a quattro anni‘”.

Il presidente della Liguria Giovanni Toti ha annunciato che continuerà “a lavorare per evitare che situazioni come questa possano accadere“. “Scriveremo nuovamente al governo, come stiamo facendo da un anno e mezzo”, ha aggiunto, “per chiedere maggiori risorse e uno stanziamento dedicato alla Liguria per superare l’emergenza legata in particolare ai cantieri autostradali, che determinano inevitabilmente un maggior utilizzo dei treni”. “Ho convocato Trenitalia per ricostruire con precisione quanto accaduto”, ha detto invece l’assessore ai Trasporti. “Non dimentichiamo che ieri è avvenuto anche un altro fatto grave”, ha precisato Berrino, “quel treno non era quello originariamente previsto verso Milano, in quanto il convoglio proveniente da Albenga, più capiente in termini di posti, era stato sostituito a Savona in quanto oggetto di atti vandalici, per cui speriamo che i responsabili siano individuati al più presto”.

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