In Italia il 4 aprile scorso la variante Omicron aveva una prevalenza stimata al 100%, con la sottovariante BA.2 predominante e la presenza di alcuni casi di variante ‘ricombinante’ della stessa Omicron. Sono questi i risultati dell’indagine rapida condotta dall’Iss e dal ministero della Salute insieme ai laboratori regionali e alla Fondazione Bruno Kessler.

Variante Omicron al 100%, con Omicron 2 predominante a sfiorare l’87% (ma con punte del 100%) e la comparsa – al momento sotto l’1%, ma con punte fino a quasi il 21% – di due ricombinanti di Omicron 1 e 2, XJ e XL. Questa la fotografia del Covid in Italia scattata dalla flash survey di 10 giorni fa. Nel dettaglio, le prevalenze stimate: BA.1 11,8% (range 0-34,5%); BA.2 86,6% (range 46,5-100%); BA.3 0,2% (range 0-1,2%); XJ 0,5% (range 0-11,6%); XL 0,9% (range: 0-20,9%).

“In questa indagine sono state identificate alcune sequenze riconducibili a possibili ricombinanti BA.1/BA., che sono da seguire con attenzione, come indicato anche dall’Organizzazione mondiale della sanità”, commenta Paola Stefanelli, che coordina la rete di monitoraggio. “La rete di monitoraggio, con le flash survey e la piattaforma Icogen che raccoglie le sequenze in maniera continua, si sta dimostrando efficace nel seguire le evoluzioni del virus Sars-Cov-2”, aggiunge Anna Teresa Palamara, che dirige il dipartimento di Malattie infettive dell’Iss.

Per l’indagine – ricorda l’Iss – è stato chiesto ai laboratori di Regioni e Province autonome di selezionare dei sotto-campioni di casi positivi e di sequenziare il genoma del virus. Il campione richiesto è stato scelto dalle Regioni in maniera casuale fra i campioni positivi, garantendo una certa rappresentatività geografica e, se possibile, per fasce di età diverse. Hanno partecipato all’indagine tutte le Regioni, per un totale di 115 laboratori che hanno sequenziato 2.018 campioni.

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