“È banale dirlo ma i referendum sono una cosa molto seria e perciò bisogna evitare di cercare ad ogni costo il pelo nell’uovo per buttarli nel cestino”. A pronunciare questo discorso, a pochi giorni dalla decisione della Corte costituzionale sull’ammissibilità di otto referendum, è stato il neopresidente Giuliano Amato. Un pensiero che ha espresso salutando gli assistenti di studio e che è stato rilanciato oggi dall’account Twitter ufficiale della Consulta: “Dobbiamo impegnarci al massimo per consentire, il più possibile, il voto popolare“. Parole che non sono passate inosservate tra i partiti e le associazioni che hanno raccolto le firme negli scorsi mesi e che attengono con ansia le sentenze.

La Corte, il 15 febbraio prossimo, dovrà decidere sui sei quesiti sulla giustizia (promossi dai Radicali e dalla Lega e materialmente da 9 consigli regionali di centrodestra) e dei referendum sull’Eutanasia e sulla Cannabis legali. I primi a parlare oggi sono stati gli esponenti dell’Associazione Coscioni che hanno raccolto oltre un milione di firme per l’Eutanasia e che insieme ad altre associazioni si sono mobilitati per la Cannabis (oltre 600mila): “Oggi i media riportano alcune voci dalla Corte costituzionale”, hanno scritto su Twitter, “sulla bocciatura dei referendum Cannabis ed Eutanasia. Vogliamo essere liberi di votare“. Proprio il grande successo raccolto nei mesi scorsi da questi due referendum, potrebbe aiutare per il raggiungimento del quorum chi invece sostiene i quesiti sulla Giustizia (che invece sono stati spinti per via istituzionale). E infatti, poco dopo la diffusione delle parole di Amato, si è espresso anche il leader del Carroccio Matteo Salvini: “Ringrazio il professor Amato, presidente della Corte costituzionale, per il suo manifestato impegno a consentire il voto dei cittadini sui referendum, a partire da quelli importantissimi sulla giustizia, evitando scorciatoie tese a ostacolare questo percorso di democrazia”.

Secondo Benedetto Della Vedova, segretario di Più Europa e sottosegretario agli Esteri, “le parole del Presidente della Consulta sono molto positive e lasciano ben sperare che il giudizio di ammissibilità sui referendum non risenta di un clima non favorevole allo strumento, come altre volte accaduto. Così come è stata positiva la decisione del governo Draghi di non costituirsi in giudizio”. E ha aggiunto: “La raccolta delle firme ha dimostrato una straordinaria mobilitazione, in particolare dei più giovani, su Cannabis ed Eutanasia, e la tenuta dei referendum confermerà questa partecipazione politica su riforme importanti”.

I relatori degli otto quesiti sono tutti e tre i vicepresidenti appena nominati da Giuliano Amato e altri quattro giudici costituzionali, in tutto cinque uomini e due donne. Solo Nicolò Zanon, uno dei tre vicepresidenti, professore ordinario di diritto costituzionale nominato alla Consulta nel 2014 dall’allora capo dello Stato Giorgio Napolitano, si occuperà di due quesiti: sulla separazione delle carriere in magistratura e sull’ elezione dei togati del Csm. Le altre due vicepresidenti, Daria De Petris (anche lei nominata da Napolitano nel 2014, professoressa di diritto amministrativo) e Silvana Sciarra (eletta lo stesso anno dal Parlamento e docente di diritto del lavoro) saranno relatrici rispettivamente del quesito sulla legge Severino e di quello sulla partecipazione degli avvocati alle delibere dei Consigli giudiziari sulle valutazioni di professionalità dei magistrati. Il giudice Stefano Petitti – eletto nel 2019 alla Corte Costituzionale dalla Cassazione, di cui è stato presidente di sezione- è il titolare del referendum sulla carcerazione preventiva. Mentre l’ultimo quesito sulla giustizia, che riguarda la responsabilità civile dei magistrati, è nelle mani di Augusto Barbera, professore di diritto costituzionale eletto dal Parlamento nel 2015. Ha gli stessi “titoli” di Barbera, il giudice Franco Modugno che è relatore invece del referendum sull’Eutanasia, mentre il collega Giovanni Amoroso, approdato alla Consulta anche lui dalla Cassazione, dove era presidente di sezione, si occuperà del referendum sulla Cannabis.

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