La Libia sembra essere sull’orlo di un nuovo caos politico e militare. Uomini armati hanno circondato l’edificio del governo a Tripoli, secondo quanto riferisce al-Arabiya. La tv libica 228 parla di movimenti di veicoli militari nei pressi della sede del governo. A provocare la nuova escalation è arrivata l’elezione all’unanimità da parte del Parlamento di Tobruk, guidato da Aguila Saleh, dell’ex ministro dell’ex Governo di accordo nazionale, Fathi Bashaga, come nuovo primo ministro, dopo che il premier di transizione, Abdel Hamid Dbeibah, aveva rassegnato le dimissioni per partecipare alle Presidenziali che si sarebbero dovute tenere il 24 dicembre scorso. La chiamata alle urne, però, è stata posticipata per l’impossibilità della commissione elettorale di analizzare in tempo tutte le migliaia di candidature ricevute e per la mancanza di un accordo su una legge elettorale tra tutte le aree del Paese e così Dbeibah è tornato al suo posto, in maniera illegittima secondo Tobruk, e non ha intenzione di lasciarlo. Una posizione che spacca di nuovo il Paese tra Tripolitania e Cirenaica, in una situazione non troppo dissimile da quella già vissuta quando alla guida dei due blocchi c’erano Fayez al-Sarraj e il generale Khalifa Haftar. E oggi si è registrato anche un attentato nei confronti di Dbeibah, il cui convoglio è stato attaccato da un commando armato alle prime ore della mattina, senza però riuscire a uccidere il premier di transizione.

Il nuovo premier eletto da Tobruk avrà due settimane per formare un nuovo governo che dovrà essere sottoposto a voto di fiducia e per far approvare gli emendamenti costituzionali, data dalla quale partirebbero i 14 mesi entro cui tenere le elezioni secondo la roadmap approvata da Tobruk. Questo porterà con ogni probabilità alla nascita di due governi paralleli, una situazione che rischia di mettere in pericolo la tenuta del Paese dal punto di vista della sicurezza, dopo un anno circa di cessate il fuoco dovuto alla convergenza di tutti gli attori in gioco sulla figura di Dbeibah. Che in un discorso alla Nazione si è appellato direttamente al popolo che già ieri a Tripoli, suo quartier generale, è sceso in piazza per manifestare in suo sostegno. “Sconfitti nell’offensiva militare di due anni fa, Saleh e Khalifa Haftar stanno cercando di entrare a Tripoli con Bashagha – è stato il commento di Ashraf Shah, ex consigliere dell’Alto Consiglio di Stato libico – Non sono riusciti a entrare a bordo di un carro armato, provano sulle spalle di Bashagha”. Ma si tratta di una mossa “illegittima“, denuncia Shah parlando del voto di oggi, che ha definito “un furto ai danni del popolo libico, la roadmap è solo un tentativo di rinviare e di prolungare il mandato di questo Parlamento”. Il politico di Tripoli ha esortato quindi la comunità internazionale, “distratta” dalla crisi ucraina, a “fare pressione su Saleh e Haftar perché non vadano avanti” con il loro piano. Dal canto suo, il generale della Cirenaica ha infatti accolto favorevolmente la nomina di Fathi Bashagha: “La leadership accoglie e sostiene la decisione del Parlamento libico emessa oggi, giovedì, di incaricare Fathi Bashagha di formare un nuovo governo alla guida del Paese”, ha annunciato il portavoce del comando generale del sedicente Esercito nazionale libico, il maggiore generale Ahmed Al-Mismari.

Le Nazioni Unite fanno sapere di continuare comunque a sostenere Dbeibah come premier, come detto dal portavoce del Palazzo di Vetro Stephane Dujarric. Alla domanda se le Nazioni Unite continuino a riconoscere Dbeibah come primo ministro ad interim, il portavoce ha risposto semplicemente “sì”.

Intanto proprio Dbeibah è stato coinvolto oggi in un agguato. Secondo quanto riferito da al-Arabiya, un commando armato non ancora identificato si è affiancato al convoglio di auto che stava riportando a casa il primo ministro e ha aperto il fuoco contro il suo mezzo. Una “raffica di proiettili”, probabilmente sparati da un kalashnikov, alcuni dei quali hanno passato il parabrezza della sua auto, ma che non hanno comunque provocato conseguenze per il politico. Poi, secondo il racconto di un testimone citato dal media panarabo, il commando è riuscito a darsi alla fuga a bordo di un’altra auto. Il procuratore capo della Libia ha aperto un’inchiesta sull’attentato con l’accusa di “tentato omicidio”.

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