A questo punto sono per fare giocare Djokovic, ma con la mascherina, una bella Ffp2. Il ragazzo ci tiene, ci tiene molto, si allena come un forsennato, da anni vive mangiando cose che farebbero vomitare un cane, si tiene in forma, ha dato molto al tennis: la sua tenacia, la sua forza, la sua costanza. Ci pensate se vincesse il torneo indossando la mascherina a ogni incontro? Faticando più degli altri, respirando a fatica, sarebbe grandioso, uno spettacolo imperdibile: una vittoria mascherata. Sarebbe la pena del “contrappassante”, magari incrociato.

Chi mi segue sa che non ho alcuna simpatia per i no vax, ma nel suo caso farei un’eccezione, il torneo australiano non sarebbe lo stesso senza di lui, per il bene del tennis e dello spettacolo si può fare questo, si deve fare questo. Diventerebbe un simbolo vivente, il simbolo della forza di volontà incarnata, ma niente bacio sulla coppa, niente morso, la mascherina sempre sul volto.

Sono sicuro che Djokovic accetterebbe la sfida, non è da lui tirarsi indietro, il bello della vita è che paghiamo ogni nostra scelta. Che ve ne pare come idea? A me non dispiace. L’agonismo non è forse un parente stretto dell’agonia? Agonizzare non significa forse lottare tra la vita e la morte? Djokovic lotterebbe per la storia, per diventare il tennista più grande di tutti i tempi, in termini di titoli conseguiti, ma con la mascherina sul volto. Un’icona dei nostri tempi pandemici. Sono orgoglioso di me, certe volte mi vengono delle idee geniali!

E se morisse sul campo per soffocamento da anidride carbonica? Per dispnea? Non ci avevo pensato, però sono certo che Djokovic non morirebbe, sono certissimo che vincerebbe il torneo, ha un fisico eccezionale, una tenuta psichica invidiabile.

Non è certo il mio tennista preferito, a me piace Sonego, il Karate Kid del tennis, un tennista con un talento eccezionale: non molla mai! Lotta su ogni palla, togli la cera/metti la cera, e non si stanca mai, sul campo potrebbe anche morire, ma mai perdere senza avere dato tutto, anche l’ultimo respiro, come in un film di Godard.

Vi lascio con una segnalazione, da mesi seguo su YouTube un caro ragazzo di nome Alessio, lavora come operatore di sorveglianza ai parcheggi a Siena, nel tempo libero si dedica a parlare di tennis con notevole competenza e precisione, mi piace la sua lucidità e la sua sobrietà, ha ancora pochissimi iscritti al suo canale, ma ne merita molti e molti di più, e se posso fargli un pizzico di pubblicità non mi dispiace, la passione va sempre premiata, lo trovate su YouTube digitando Alessio Tennis.

Tornando a Nole Djokovic, la mia è una provocazione, ma non troppo, ci sono infiniti modi per rendere l’anima al Signore, questo potrebbe essere uno dei tanti, io per esempio spero di morire come ho vissuto: con il panama sulla testa mentre faccio l’amore con me stesso davanti allo specchio. Ogni buon narcisista si arrampica sempre sugli specchi, io posso scalare l’Everest degli specchi, la vita deve riflettere sempre le nostre ambizioni.

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