Un nuovo scandalo scuote la Chiesa cattolica francese. L’arcivescovo di Parigi, monsignor Michel Aupetit, ha presentato le sue dimissioni a Papa Francesco. Una decisione presa a seguito delle notizie riportate da alcuni media – in particolare il settimanale Le Point – secondo i quali il presule ha avuto una relazione con una donna nel 2012. All’epoca Aupetit non era ancora vescovo, ma soltanto sacerdote ed era vicario generale dell’arcidiocesi parigina. Nella sua ricostruzione dei fatti, però, il presule ha respinto le accuse: “Quando ero vicario generale, una donna si è fatta viva a più riprese con visite, email ecc., a tal punto che talvolta ho dovuto prendere delle disposizioni per distanziarci. Riconosco tuttavia che il mio comportamento nei suoi riguardi è potuto essere ambiguo, lasciando così sottendere l’esistenza tra di noi di una relazione intima e di rapporti sessuali, cosa che smentisco con forza. All’inizio del 2012, ho informato il mio direttore spirituale e, dopo aver discusso con l’arcivescovo di Parigi di quel tempo (il cardinale André Vingt-Trois, ndr), ho deciso di non vederla più e l’ho informata. Nella primavera 2020, dopo aver ricordato questa vecchia situazione con i miei vicari generali, ho avvertito le autorità della Chiesa”.

A seguito delle dimissioni presentate a Bergoglio, però, l’arcidiocesi di Parigi ha ammesso che in questa vicenda monsignor Aupetit ha avuto un “comportamento ambiguo” con la donna. Ora il Papa dovrà decidere se accettare o respingere le dimissioni, oppure intervenire con un provvedimento diverso. Certo è che in Vaticano la situazione dell’arcidiocesi di Parigi desta notevole preoccupazione già da quando, nel marzo 2021, i due vicari generali, monsignor Benoist de Sinety e monsignor Alexis Leproux, si sono dimessi proprio in polemica con l’arcivescovo loro diretto superiore. La vicenda di monsignor Aupetit continua a scuotere la Chiesa cattolica francese, duramente provata dai recenti scandali della pedofilia del clero che hanno rivelato uno scenario a dir poco inquietante: negli ultimi 70 anni si sono registrati tra i 2900 e i 3200 preti pedofili e 216mila vittime, che salgono a 330mila se si considerano anche gli aggressori laici che lavorano nelle istituzioni ecclesiastiche. Tanto da costringere i vescovi locali a vendere gli immobili per risarcire gli abusati.

Vicenda che aveva indignato profondamente il Papa: “La Conferenza episcopale e la Conferenza dei religiosi e delle religiose francesi hanno ricevuto il rapporto della Commissione indipendente sugli abusi sessuali nella Chiesa, incaricata di valutare l’ampiezza del fenomeno delle aggressioni e delle violenze sessuali compiute sui minori dal 1950 in poi. Ne risultano, purtroppo, numeri considerevoli. Desidero esprimere alle vittime la mia tristezza e il mio dolore per i traumi che hanno subito e la mia vergogna, la nostra vergogna, la mia vergogna, per la troppo lunga incapacità della Chiesa di metterle al centro delle sue preoccupazioni, assicurando loro la mia preghiera. Questo è il momento della vergogna”. Bergoglio aveva aggiunto: “Incoraggio i vescovi e i superiori religiosi a continuare a compiere tutti gli sforzi affinché drammi simili non si ripetano. Esprimo ai sacerdoti di Francia vicinanza e paterno sostegno davanti a questa prova, che è dura ma è salutare, e invito i cattolici francesi ad assumere le loro responsabilità per garantire che la Chiesa sia una casa sicura per tutti”.

Twitter: @FrancescoGrana

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