Se lo avessimo ascoltato 25 anni fa. In principio era AmbienteMilano (scritto in una sola parola) poi assorbito da SOS Planet. Amedeo Clavarino, imprenditore green, è profeta da un quarto di secolo. Da un lato l’imminenza della catastrofe, dall’atro indicava la via della salvezza: compensare le emissioni di gas serra emesse per raggiungere la neutralità. Da applicare quanto alle aziende quando al singolo individuo. Le sue proposte vanno dal divieto di istallare nuovi impianti di riscaldamento a gas o a gasolio dal 2024 sostituiti da impianti solari o elettrici a pompa di calore alle nuove immatricolazioni con obbligo di optare solo per veicoli elettrici a partire dal 1° gennaio 2025. Da subito obbligo di esporre sul parabrezza bollini di colore diverso a seconda delle emissioni inquinanti (in vigore a Parigi dal 2017) ciò fornirebbe all’amministrazione comunale la possibilità di vietare la circolazione dei veicoli più inquinanti nelle giornate critiche e responsabilizzerebbero i cittadini sulla scelta dei veicoli in base alle loro emissioni.

La documentazione del suo sito comprende anche le encicliche di Padre Francesco sulla cura della Casa Comune.
L’idrogeno ci salverà ma serve ancora tempo. Quello pulito si produce solo con energia rinnovabile . L’Unione Europea lo include fra le tappe necessarie per arrivare a zero emissioni di carbonio entro il 2050. E’ un altro dei punti cardine del programma SOS Planet coordinato da Piera Buccino Grimaldi, curriculum da svariati master, ma lei si definisce un’environmental lover: “Una sola umanità, un solo pianeta, bisogna tornare a costruire quello”. Il loro head quarter è il Maloja Palace, il primo eco/resort dell’Engadina, of course a emissione zero, che è diventato un po’ il Davos dell’ ambiente, invitando specialisti e conferenzieri. Ci è passato pure Nick Clegg, ex vice primo ministro britannico, ora numero uno della Global Communication di Facebook.

Non ci crederete, ma la nuova edilizia passa anche per materiali del tutto imprevisti come gli scarti della coltivazione di riso. E ha un marchio made in Italy, Risehouse. Sì, anche il calcestruzzo può essere ecologico. Intanto nella gara a chi costruisce i grattacieli in legno più alti del mondo entra anche Milano, ovviamente eco/sostenibili. Anche l’arte in armonia con l’ambiente: allo Stadio di Domiziano a Via di Tor Sanguigna Benedetta LignaniMarchesani “apparecchia” un cocktail underground nei sotterranei di Piazza Navona a favore di Tiba, collettivo artistico che riunisce creativi emergenti. Una cinquantina di opere sono state battute all’asta da Luca Lispi, prestigioso banditore, con parte del ricavato a favore del WWF.

Foto by Caterina Mancinelli Scotti
Illustrazione by Guido Ciompi

Articolo Precedente

La reggia di Venaria celebra Napoli e Torino. Qual è la capitale più bella del reame? Fra “Fomo” e partyfobici il gran ballo Di Meo di cacciatori e prede

next
Articolo Successivo

Buttafuoco e il suo mariticidio. “Sono cose che accadono”: amore al cianuro, amore bastardo

next