Trentacinque milioni di euro nascosti in un furgone, tra rubinetti, tubi e attrezzatura da idraulico. Non si tratta di banconote, ma di cocaina purissima, la bellezza di 355 chili suddivisi in pani da un chilo ciascuno e contenuti in scatoloni di cartone. A 80-90 euro al grammo, il valore della merce raggiunge una cifra stratosferica, soprattutto se si pensa che si tratta di un solo trasporto da parte di un unico corriere.

La scoperta è dovuta all’intuito dei poliziotti della Stradale di Verona e dalla tempestività con cui è stata allertata una pattuglia dei Baschi Verdi della Finanza che si trovava nella zona del casello Verona Sud della A4. Alla guida del camioncino che era uscito dal casello e stava per immettersi nella viabilità ordinaria c’era un quarantenne bresciano, che ha cominciato a dare segni di nervosismo quando gli è stato intimato l’alt. I poliziotti si sono insospettiti dall’aspetto esteriore dell’automezzo, piuttosto malandato e con alcune luci non funzionanti. Il controllo al terminale ha permesso di verificare che l’uomo ha precedenti specifici in traffico di sostanze stupefacenti. Forse sperava di cavarsela con un accertamento di routine, invece il camioncino è stato controllato e non è stato difficile trovare la cocaina, nascosta dietro alcuni wc e lavandini. La tensione manifestata dall’uomo, che non aveva con sé documenti di autorizzazione del trasporto degli oggetti, non è passata inosservata. Quando è stata trovata la cocaina non ha fornito alcuna spiegazione, in particolare non ha detto da dove provenisse e quale fosse la sua destinazione finale. Il sospetto è che provenisse da Trieste e che fosse diretto in Lombardia.

Verona Sud è un punto di snodo importante e la piazza scaligera è nota per il consumo massiccio di sostanze stupefacenti. “La perquisizione consentiva di rinvenire 300 panetti simili a mattonelle, sigillati con del nylon, del peso complessivo di oltre 355 chilogrammi, contenenti sostanza bianca risultata, a seguito di esame speditivo narco-test, cocaina purissima” spiega la guardia di Finanza in un comunicato. È scattato così l’arresto per traffico di stupefacenti. Il pubblico ministero di turno, Mauro Leo Tenaglia, ha disposto il trasferimento al carcere di Montorio, in attesa dell’udienza di convalida.

“Il sequestro è il più ingente mai effettuato nella città scaligera e la sostanza stupefacente avrebbe potuto fruttare sul mercato dello spaccio oltre 35 milioni di euro. Dato il quantitativo non si esclude che la droga fosse destinata ad un mercato più ampio rispetto a quello locale. – spiegano i finanzieri diretti dal comandante provinciale colonnello Vittorio Francavilla – Il territorio veronese si conferma, infatti, snodo strategico dei traffici illeciti proprio in funzione della posizione di crocevia tra importanti assi autostradali, come ultimo dimostrato in una analoga operazione svolta ad Affi”. In quella occasione erano stati arrestati tre albanesi, con il sequestro di 11 chili di cocaina. Le indagini dovranno ricostruire quale sia l’organizzazione che utilizzava il quarantenne bresciano e quali fossero siano i canali di approvvigionamento.

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