Il video di Giuseppe Conte che (in ritardo) si presenta al compleanno di Goffredo Bettini, tra grandi risate e scambi di battute, è circolato in fretta anche nelle chat dei parlamentari M5s. E l’immagine del presidente 5 stelle che partecipa alla stessa festa di Gianni Letta, storico sottosegretario di tutti i governi Berlusconi nonché tessitore di molte delle trame del centrodestra, ha sollevato non pochi malumori. Il primo a esporsi su Facebook è stato il senatore Primo Di Nicola che ha chiesto chiarimenti su quello che, dopo la lettura dei quotidiani, lui stesso ha ribattezzato “il patto della lasagna” per il Quirinale. “Noi M5s degli assetti istituzionali del Paese preferiamo e vogliamo parlarne nelle sedi proprie, a cominciare dai gruppi parlamentari”, ha scritto il parlamentare contestando apertamente chi sceglie invece di prestarsi alle trattative nei salotti. “Non fosse altro per quella trasparenza che i cittadini continuano a pretendere e per la quale ci siamo sempre battuti”.

Il problema è infatti quello che i convitati hanno discusso tra una fetta di torta e l’altra. Perché a Roma, nella casa dello storico autista di Bettini, erano invitati Gianni Letta e Conte, ma anche alcuni dei principali esponenti Pd come Dario Franceschini, Nicola Zingaretti e Peppe Provenzano. Stando a quanto fatto trapelare, al centro delle chiacchiere ci sono state naturalmente le trattative per il Quirinale e il piano per portare Draghi al Colle. Ma sul fronte M5s, proprio le dinamiche da “salotto romano”, hanno gelato il sangue a molti. I 5 stelle tra l’altro, vengono da una settimana molto delicata e complessa: a Palazzo Madama il candidato capogruppo più vicino a Conte, Ettore Licheri, è stato costretto a ritirarsi dopo che il gruppo si è spaccato e metà dei senatori hanno sostenuto l’avversaria Mariolina Castellone. Segnali preoccupanti per il presidente M5s che deve riuscire a controllare i gruppi parlamentari, soprattutto in vista dell’elezione per il Colle.

Ecco perché la voce di Primo Di Nicola rappresenta un altro campanello d’allarme per Conte. “Se leggo bene le cronache”, ha scritto su Facebook il senatore, “tra il tragico e divertito, della mega festa per il compleanno del guru dem Goffredo Bettini in una villetta della Storta, lontana periferia romana, alla presenza di personaggi illustri vecchi e nuovi del potere romano che conta (ma non solo) si sarebbe officiato il ‘Patto della Lasagna’, secondo qualche presente e molti giornalisti, impegnato a ridisegnare gli assetti istituzionali prossimi venturi della Repubblica con Mario Draghi al Quirinale e l’attuale ministro dell’Economia Daniele Franco, sua emanazione, a Palazzo Chigi”. Secondo Di Nicola, quell’incontro a casa di Bettini è inopportuno: “Certo, tutto va bene per allietare una festa, un po’ strano che le stesse persone, che ogni giorno si stracciano le vesti invitando gli altri a non prestarsi al Toto-Quirinale perché irrispettoso verso l’attuale inquilino del Colle più Alto, se ne escano addirittura con un organigramma completo preoccupandosi anche di darlo in pasto ai giornali“. E conclude: “Sorprendente per gente così navigata e di buona memoria, alla quale non andrebbe certo ricordato che accordi del genere non sono mai finiti bene rivelandosi alla fine pure indigesti, su tutti il Patto della Crostata (1997, chez Gianni Letta, con Berlusconi, D’Alema, Marini e Fini per la Bicamerale riforme istituzionali) di cui ancora oggi si sconta l’inglorioso epilogo”.

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