Governo Conte Uno? Come ho scritto nel mio libro ‘Un amore chiamato politica’, Salvini fino all’ultimo momento diceva che il governo sarebbe durato 5 anni, ma poi arrivò una telefonata in cui disse: ‘No, i miei non mi consentono di andare avanti’. Non si prese neanche le sue responsabilità. Quanto ad affidabilità, non è stato esattamente il massimo”. Sono le parole pronunciate a “Otto e mezzo” (La7) dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio, che si rende protagonista di un fitto botta e risposta sia con la conduttrice Lilli Gruber, sia col direttore de La Stampa Massimo Giannini.


La prima querelle tra Di Maio e Gruber si scatena quando la giornalista chiede all’ex leader del M5s se è di centrosinistra. Il ministro risponde: “Io mi riconosco nei valori che riguardano l’ambientalismo, l’ecologismo, i temi che ho affrontato da ministro del Lavoro“.
Mi dica sì o no“, incalza la conduttrice.
Quando Di Maio ribadisce il suo scetticismo sulla categorizzazione di centrosinistra e di centrodestra, Gruber non ci sta: “Sì, sì. Fa parte della Realpolitik”.
Di Maio ripete che si riconosce pienamente nei valori della collocazione attuale del M5s: “Sono i valori legati al sociale, alle persone più deboli, ma anche alle imprese”.

Lilli Gruber gli ricorda che prima il M5s era alleato alle destre. Le fa eco Giannini, che ricorda la definizione di “partito di Bibbiano” attribuita al Pd.
Di Maio ribatte al direttore de La Stampa: “Mi meraviglia che lei si stia rivolgendo a me come a una persona che non ha riconosciuto che in questi anni sono stati commessi degli errori. Più volte ho detto che alcune questioni sono state affrontate da noi con atteggiamento sbagliato. Ma se per questo dobbiamo essere condannati per sempre ed essere trattati come quelli che sbagliano sempre, allora le dico che in questi anni, al di là del consenso, le leggi che abbiamo portato a casa sono leggi di cui io sono orgoglioso”.
Ma quale ‘per sempre’, lei ha appena 35 anni, Di Maio“, insorge Gruber.

La polemica si rinfocola quando Giannini fa notare a Di Maio che la perdita di consensi è imputabile al fatto che ‘con troppa disinvoltura si archiviano stagioni del passato e se ne aprono di nuove’.
Di Maio obietta: “Ma lei misura le stagioni coi governi che cambiano? È un sistema oggettivamente instabile e anche un po’ malato quello che cambia tre governi in tre anni e mezzo. Le stagioni non si possono misurare con le crisi politiche”.
Adesso è colpa del sistema“, commenta sarcasticamente la conduttrice.

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