Chiusa la partita elezioni, lo stadio San Siro torna al centro dell’agenda politica di Milano: la prossima settimana Beppe Sala incontrerà Inter e Milan. “Come promesso ripartiremo con il dialogo“, ha detto il sindaco. Una trattativa che ricomincia praticamente da zero, perché nel frattempo Sala è uscito rafforzato dal voto, mentre le due società – in particolare quella nerazzurra – sono state messe a dura prova da un anno e mezzo di pandemia. Prima che fosse la campagna elettorale a congelare il confronto, già da mesi proseguiva lo stallo sul progetto di un nuovo stadio per Milano. Ora sarà l’amministrazione rinnovata a prendere in mano il dossier e l’esito è ancora incerto: “Noi non sappiamo quanto Inter e Milan siano in grado di spingersi e se il progetto sia sostenibile economicamente anche per loro”, ha detto la neo-assessore all’Ambiente, Elena Grandi, eletta in quota Verdi.

Nella sua intervista a Fanpage.it, Grandi ha aggiunto subito dopo anche un altro concetto: “Ovviamente sappiamo che ci sono progetti di ristrutturazione di San Siro che possono essere recuperati e integrati”. È un passaggio chiave: un piano B, la ristrutturazione del Meazza, è un’opzione che almeno una parte della giunta prende in considerazione. È la soluzione su cui spinge il comitato Coordinamento San Siro, che sottolinea come il costo della ristrutturazione sarebbe meno della metà di quello del nuovo stadio e garantirebbe la presenza di una vera area verde attorno all’impianto. Intanto però va trovata una quadra a Palazzo Marino: il neo-assessore all’Urbanistica, Giancarlo Tancredi, al Corriere della Sera ha spiegato come “ad oggi c’è uno studio, non un progetto. Mi interessa una visione complessiva e la riqualificazione di una zona dove ci sono molte realtà diverse”. Mentre la titolare dello Sport, Martina Riva, ha chiesto di accelerare.

Sul fronte delle squadre, per ora non si registrano passi avanti, se non l’indiscrezione secondo cui alla fine sarà Populous a progettare il futuro stadio di San Siro. Avrebbe vinto quindi “La Cattedrale” e non gli “Anelli” di Manica-Cmr e Sportium. In ogni caso, nell’idea di Inter e Milan ci sono due grattacieli per uffici da quasi 50mila metri quadrati, un altro grattacielo che serva da hotel, un centro congressi da 4mila mq, due centri commerciali e un ulteriore edificio da 9mila mq. Tutto da costruire intorno al nuovo stadio, ovviamente derogando al Piano di governo del territorio (Pgt) di Milano che fissa l’indice di edificabilità a 0,35 mq/mq.

“Noi pensiamo che un intervento di questo tipo sia eccessivo in quel quartiere che può essere valorizzato diversamente dalla costruzione di centri commerciali”, il commento di Grandi a Fanpage.it. La questione delle cubature, peraltro, non è l’unico nodo rimasto ancora sul tavolo: servono chiarimenti sulla titolarità effettiva dei due club. I dubbi riguardano soprattutto il Milan e il fondo Elliot, dopo l’inchiesta di Report. Ma anche l’Inter, con la famiglia Zhang in cerca di nuovi soci o acquirenti. L’assessore dice: “Non so quale sia la loro situazione finanziaria, so che non c’è una situazione esattamente trasparente sulle condizioni economiche delle squadre”. E quindi aggiunge: “Non possiamo lanciarci in un’avventura se non c’è una garanzia“.

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