Mentre tutta l’attenzione degli ultimi mesi si è concentrata sulle vaccinazioni anti Covid, le Regioni vanno in ordine sparso sull’inizio di un’altra campagna vaccinale, quella contro l’influenza. Dalla Campania (dove le dosi sono state distribuite ai medici di famiglia già a fine settembre) e dal Lazio (la prima regione a partire con la somministrazione combinata dei due vaccini anti Covid e anti influenza dopo l’ok del ministero della Salute) fino al Veneto, dove il via è al momento previsto per il 2 novembre. Il tutto a fronte delle raccomandazioni del ministero che, come l’anno scorso, chiedevano di anticipare le campagne a inizio ottobre, per limitare il più possibile la circolazione dell’influenza stagionale in modo da facilitare le diagnosi di Covid e di evitare di intasare gli ospedali. Indicazioni contenute nella circolare ministeriale di aprile, che anche quest’anno raccomanda la vaccinazione agli over 60, ai bambini di età 6 mesi – 6 anni, oltre che alle persone fragili e agli operatori sanitari.

Il ritardo di gran parte delle Regioni, secondo Silvestro Scotti, segretario nazionale della Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg), “non sarà un problema rispetto alla diffusione dell’influenza, ma potrà avere conseguenze sul piano organizzativo, visto che molti medici di famiglia si troveranno a gestire tre diverse vaccinazioni: anti Covid, anti influenzale e anti pneumococco”. Se quest’anno non ci sono stati i problemi del 2020 sul piano dell’approvvigionamento delle dosi, potrebbe invece essere un elemento sfavorevole il fatto che un anno fa la diffusione dei contagi è stata ridotta grazie a distanziamento sociale, chiusure e utilizzo di mascherine: “Ora abbiamo una popolazione più allargata di persone che non hanno avuto contatto con la varianti circolanti nella stagione precedente, che saranno in parte presenti anche in questa. Il che amplia la platea dei vulnerabili”.

La campagna antinfluenzale quest’anno potrà contare, oltre che sui medici di famiglia e sugli ambulatori delle varie aziende sanitarie locali, anche sugli hub dove sono in corso le vaccinazioni anti Covid e sulle farmacie, dove per la prima volta le dosi potranno essere non solo acquistate, ma anche somministrate. Se, come detto, Campania e Lazio sono in linea coi tempi raccomandati dal ministero, vediamo cosa succede altrove.

Lombardia – Dal 7 ottobre il vaccino antinfluenzale è offerto agli over 80 e ai cittadini immunocompromessi in co-somministrazione con la terza dose di anti Covid nei centri vaccinali. La somministrazione non abbinata con l’anti Covid partirà invece da metà ottobre negli ambulatori dei medici di medicina generale che aderiscono alla campagna, mentre dal 28 ottobre sarà possibile prenotare su una piattaforma informatica dedicata la vaccinazione nel centro più vicino.

Piemonte – La campagna è partita il 14 ottobre, con il supporto dei medici di medicina generale. Negli studi medici che hanno aderito alla campagna vaccinale contro il Covid sarà possibile la co-vaccinazione.

Emilia Romagna – Il via “ufficiale” della campagna è stato previsto per il 25 ottobre. Ma la Regione ha fatto sapere che la co-somministrazione dei vaccini antinfluenzale e anti Covid-19 potrà essere presa in considerazione dalle singole Ausl anche prima in base alle disponibilità di vaccini. E sta iniziando in questi giorni la consegna delle dosi ai medici di famiglia, che così potranno partire prima del previsto con le somministrazioni, secondo quanto spiega a ilfattoquotidiano.it Renzo Le Pera, medico con studio vicino a Bologna e vice segretario nazionale della Fimmg.

Toscana – Le vaccinazioni antinfluenzali inizieranno il 25 ottobre per i pazienti over 70 con patologie, a cui andrà il vaccino quadrivalente adiuvato. Seguiranno, con partenza entro metà novembre, gli ospiti delle Rsa, mentre tutti gli altri aventi diritto, compresi i dipendenti del sistema sanitario regionale e i lavoratori nei servizi essenziali, dovranno attendere gli ultimi dieci giorni di novembre. Un cronoprogramma che secondo il governatore Eugenio Giani è “frutto di valutazioni inerenti al fatto che negli ultimi anni l’epidemia influenzale si è manifestata soprattutto nei primi mesi dell’anno. Si è dunque puntato a garantire la più alta copertura possibile nei mesi in cui l’influenza si manifesta maggiormente”. Possibile anche qui la somministrazione combinata di anti Covid e anti influenzale, anche se verrà data la priorità alla somministrazione della terza dose di anti Covid secondo programma, per poi somministrare nei tempi previsti anche il vaccino antinfluenzale.

Veneto – La data per l’inizio della campagna di vaccinazione antinfluenzale dai medici di medicina generale è stata fissata per il 2 novembre, con la possibilità di somministrazione combinata con la terza dose anti Covid. Un ritardo rispetto alle indicazioni del ministero che non preoccupa Domenico Crisarà, medico di famiglia di Padova e vice segretario nazionale della Fimmg: “Andare un po’ più avanti con le somministrazioni – dice – consente di coprire bene tutti e due i picchi influenzali, a fine dicembre e a febbraio”. Nei prossimi giorni verranno diffusi dalla Regione i dettagli sul coinvolgimento degli hub dove sono in corso le vaccinazioni anti Covid.

@gigi_gno

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