Durante l’ultimo consiglio di Sorveglianza del gruppo Volkswagen, l’amministratore delegato Herbert Diess ha prospettato una riorganizzazione del gruppo nel quale potrebbero essere tagliati fino a 30mila posti di lavoro nei marchi di proprietà Vw (ossia Seat, Audi, Skoda e Porsche) solo negli stabilimenti tedeschi. Attualmente il gruppo, primo produttore globale insieme a Toyota, dà lavoro in Germania a 294mila persone. A livello globale i dipendenti sono oltre 600mila.

Si tratta di uno degli scenari possibili per fronteggiare il futuro del gruppo dell’auto e il passaggio all’auto elettrica, ha spiegato Diess, secondo quanto riporta Handelsblatt online, che riferisce della riunione avvenuta nel Consiglio di Sorveglianza. “I consiglieri si sono sentiti presi alla sprovvista” riferisce il giornale tedesco, perché nessuno tra i rappresentanti del Consiglio di fabbrica, sindacato, Land della Bassa Sassonia e della famiglia Porsche/Piech aveva previsto né tanto meno era a conoscenza di quanto avrebbe detto Diess in riunione.

La produzione di auto elettriche, costituite da meno componenti rispetto a quelle a benzina e diesel o alle vetture ibride, richiede meno addetti all’assemblaggio. Un veicolo elettrico richiede circa la metà del tempo per essere assemblato rispetto alle auto tradizionali e il numero di componenti si riduce di un terzo, da 30 a 20mila. Secondo alcuni studi i posti persi potrebbero essere recuperati in altri settori complementari ma le previsioni sull’argomento sono spesso divergenti. La statunitense Tesla sta aprendo uno stabilimento in provincia di Berlino dove conta di produrre 500mila auto elettriche l’anno e impiegare 10mila persone.

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